Matteo Berrettini batte Wawrinka e ritrova New York dopo due anni, Luciano Darderi avanza dopo quasi quattro ore di battaglia. Stop al primo turno per Arnaldi e il giovane Cinà. Il campione in carica Carlos Alcaraz rientra dopo 139 giorni e supera Safiullin in tre set.
NEW YORK. – L’US Open entra nel vivo con una giornata dalle emozioni contrastanti per il tennis italiano. A New York sorridono Matteo Berrettini e Luciano Darderi, entrambi qualificati al secondo turno, mentre Matteo Arnaldi e Federico Cinà devono salutare il torneo già all’esordio.
A rubare la scena, però, è stato anche il ritorno di Carlos Alcaraz. Il campione in carica è tornato a giocare un match di singolare dopo 139 giorni di assenza e ha subito dimostrato di aver conservato gran parte del suo tennis, battendo il russo Roman Safiullin in tre set.
Una giornata intensa a Flushing Meadows, tra conferme, battaglie e ritorni attesi.
Berrettini ritrova New York e batte Wawrinka
Il ritorno di Matteo Berrettini agli US Open, dopo due anni di assenza, non poteva cominciare meglio.
Il romano ha superato Stan Wawrinka con il punteggio di 7-6, 7-6, 6-0, al termine di una partita durata poco meno di tre ore e caratterizzata da due set iniziali estremamente equilibrati.
Berrettini ha dovuto mantenere lucidità e concentrazione nei momenti decisivi. I primi due parziali si sono risolti entrambi al tie-break e l’azzurro ha dimostrato grande solidità proprio nei punti più importanti.
Dopo aver conquistato il secondo set, il match è cambiato. Wawrinka ha progressivamente perso intensità e Berrettini ne ha approfittato, dominando il terzo parziale fino al netto 6-0 finale.
Una vittoria importante non soltanto per il risultato, ma anche per le sensazioni. Berrettini ritrova così il secondo turno in uno Slam che, negli ultimi anni, aveva dovuto guardare da lontano a causa dei problemi fisici e delle difficoltà incontrate nel suo percorso.
Per l’azzurro, New York rappresenta ora l’occasione per provare a ritrovare continuità e fiducia nel proprio tennis.
Darderi soffre per quasi quattro ore, ma passa
Luciano Darderi ha dovuto invece lottare a lungo per conquistare il secondo turno.
L’italo-argentino ha battuto il britannico Harry Wendelken, numero 196 del mondo e proveniente dalle qualificazioni, con il punteggio di 6-2, 3-6, 6-2, 7-5 dopo quasi quattro ore di gioco.
Un match più complicato di quanto il primo set potesse far immaginare. Darderi era partito con grande sicurezza, dominando il parziale iniziale, ma Wendelken è riuscito a reagire e a riportare la partita in equilibrio.
L’azzurro ha quindi ripreso il controllo del match nel terzo set, prima di affrontare un quarto parziale molto combattuto. Nel momento decisivo, però, Darderi ha trovato le energie e la determinazione necessarie per chiudere la partita sul 7-5.
Al secondo turno affronterà il ceco Dalibor Svrcina, numero 134 della classifica mondiale, anche lui proveniente dalle qualificazioni.
Una sfida che Darderi affronterà con la consapevolezza di aver già superato un primo importante ostacolo, dimostrando carattere e capacità di resistere in una partita lunga e fisicamente impegnativa.
Arnaldi rimontato da Duckworth
Giornata amara, invece, per Matteo Arnaldi.
Il ligure, testa di serie numero 30 del torneo, è stato eliminato al primo turno dall’australiano James Duckworth, numero 71 del mondo, che si è imposto in rimonta con il punteggio di 5-7, 6-3, 6-2, 7-6.
Arnaldi aveva iniziato bene il match, conquistando il primo set e dando l’impressione di poter controllare la partita. Con il passare dei minuti, però, Duckworth ha alzato il livello del proprio gioco, riuscendo a prendere il comando degli scambi.
L’australiano ha pareggiato i conti nel secondo set e ha poi dominato il terzo. Nel quarto parziale Arnaldi ha provato a reagire, trascinando il match fino al tie-break, ma non è riuscito a completare la rimonta.
Per il ligure si tratta di un’altra uscita precoce agli US Open, dopo quella dello scorso anno. Una sconfitta che interrompe subito il suo cammino nell’ultimo Slam della stagione.
Cinà fuori, ma il torneo resta una tappa importante
Si ferma al primo turno anche l’avventura di Federico Cinà.
Il giovane palermitano, entrato nel tabellone principale attraverso le qualificazioni, è stato battuto dallo statunitense Alex Michelsen, numero 46 del ranking Atp, con il punteggio di 6-4, 6-1, 6-0.
Il match è stato condizionato anche dall’interruzione per pioggia di domenica sera. Alla ripresa del gioco, Cinà non è riuscito a ritrovare continuità e Michelsen ha progressivamente preso il controllo dell’incontro.
Il risultato non cancella però il valore dell’esperienza newyorkese del giovane azzurro. La qualificazione al tabellone principale e la partecipazione a uno dei tornei più importanti del mondo rappresentano un passaggio significativo nel suo percorso di crescita.
Cinà, inoltre, guadagna virtualmente 18 posizioni nella classifica live, salendo fino al numero 163 del mondo.
Un risultato incoraggiante per un giocatore ancora all’inizio della propria carriera, chiamato ora a trasformare questa esperienza in ulteriore crescita.
Alcaraz, ritorno da campione dopo 139 giorni
Ma a New York gli occhi erano puntati soprattutto su Carlos Alcaraz.
Lo spagnolo, campione in carica degli US Open, tornava in campo dopo 139 giorni di assenza dovuti a un problema al polso. Il suo rientro rappresentava uno dei grandi interrogativi dell’inizio del torneo: quale sarebbe stato il livello del murciano dopo quasi cinque mesi lontano dalle competizioni?
La risposta è arrivata subito.
Alcaraz ha battuto Roman Safiullin con un triplo 6-4, qualificandosi per il secondo turno dopo due ore e 22 minuti di gioco.
Il risultato è stato netto, anche se la partita ha permesso allo spagnolo di mostrare sia le inevitabili difficoltà legate al lungo stop sia la qualità che continua a renderlo uno dei protagonisti assoluti del circuito.
Alcaraz ha alternato alcuni errori a colpi spettacolari, trovando soprattutto nei momenti importanti la lucidità necessaria per mantenere il controllo dell’incontro.
«Una volta che scendi in campo vuoi vincere», ha spiegato dopo il match, raccontando anche le difficoltà e le emozioni vissute nel ritorno alla competizione dopo un’assenza così lunga.
Buone sensazioni e nessun dolore
Il dato più importante per Alcaraz, probabilmente, va oltre il risultato.
Il numero 3 del mondo ha mostrato una buona condizione fisica e, soprattutto, non ha dato segnali evidenti di timore nel colpire la palla con intensità.
Contro Safiullin ha chiuso con 28 vincenti e 27 errori non forzati, ottenendo il 66% dei punti con la prima di servizio. Un rendimento che, dopo oltre quattro mesi di inattività, rappresenta un segnale incoraggiante.
Lo stesso Alcaraz ha ammesso di aver provato nervosismo prima del match, spiegando di aver dovuto quasi riabituarsi alle sensazioni della giornata di gara dopo tanto tempo lontano dal circuito.
Il suo rientro, però, è stato convincente. E soprattutto gli ha permesso di ritrovare immediatamente una vittoria sul palcoscenico di uno Slam.
Al secondo turno la sfida con Faria
Al secondo turno Alcaraz affronterà il portoghese Jaime Faria.
Per il campione in carica sarà un nuovo passo nel percorso di rientro e nella difesa del titolo conquistato dodici mesi fa.
L’obiettivo dello spagnolo sarà soprattutto quello di ritrovare progressivamente il ritmo partita e aumentare la propria condizione incontro dopo incontro.
Ma il primo esame, dopo 139 giorni di attesa, è stato superato.
L’US Open di Alcaraz è ufficialmente cominciato e il messaggio arrivato da New York è chiaro: lo spagnolo è tornato. Non ancora, forse, al massimo della sua condizione, ma abbastanza competitivo da ricordare a tutti perché resta uno dei grandi favoriti del torneo.
Gli italiani avanti e un torneo ancora tutto da vivere
Per il tennis italiano, il bilancio della giornata resta in chiaroscuro.
Berrettini ritrova una vittoria importante e la fiducia che gli è spesso mancata negli ultimi mesi. Darderi conferma la propria capacità di lottare e di restare in partita anche nelle giornate più difficili.
Arnaldi esce invece con il rammarico di un match iniziato nel migliore dei modi e poi sfuggito di mano, mentre Cinà chiude la sua avventura newyorkese con un’esperienza preziosa e qualche certezza in più sul proprio futuro.
Il torneo, naturalmente, è ancora lungo. E a Flushing Meadows le emozioni sono soltanto all’inizio.
(Redazione)
