Studiare lontano da casa è un lusso: così il caro-affitti frena le lauree in Italia

Studenti in un'aula universitaria pre-Covid.
Studenti in un'aula universitaria.

I dati di Immobiliare.it Insights e Skuola.net mostrano una prima flessione nazionale dei canoni (-6,2%), frenata però dal calo della domanda. Milano si conferma regina dei prezzi a 704 euro medi, mentre al Sud si spende meno della metà. Il vero nodo resta la carenza di studentati.


MADRID. – Cercare una stanza da fuorisede in Italia continua a somigliare a un’impresa finanziaria per centinaia di migliaia di famiglie. Il mercato degli affitti per studenti registra per la prima volta una lieve inversione di tendenza nazionale – con una stanza singola che costa mediamente 575 euro al mese, in calo del 6,2% su base annua –, ma il quadro complessivo evidenzia un’emergenza abitativa tutt’altro che risolta. Nelle grandi metropoli i prezzi toccano picchi da mille euro al mese, mentre i posti letto pubblici restano insufficienti a coprire il fabbisogno reale.

Il miraggio del ribasso: scende la domanda, non l’emergenza

La riduzione media dei canoni su scala nazionale non deve trarre in inganno. Come evidenziato dalle analisi di Immobiliare.it Insights rilanciate da Skuola.net, la frenata dei prezzi non è legata a un’improvvisa esplosione dell’offerta di appartamenti, bensì a una contrazione della domanda. I contatti sugli annunci di locazione sono infatti crollati di quasi il 22% su base annua, segno che molti studenti e famiglie sono spinti a cercare soluzioni alternative o a rinunciare alla mobilità verso i grandi atenei.

Sul fondo del problema rimane la cronica scarsità di alloggi a prezzo calmierato negli studentati pubblici o convenzionati. Nonostante le risorse destinate dal Pnrr – che punta a quota 120 mila posti letto –, le elaborazioni di Cushman&Wakefield per Il Sole 24 Ore indicano che attualmente i posti operativi sono circa 80 mila, con altri 30 mila previsti entro il 2027. Numeri ridotti al minimo rispetto a una platea di circa 400 mila immatricolati fuorisede che valicano i confini regionali, dato che sfiora i 650 mila giovani se si considerano gli spostamenti fuori provincia.

La mappa dei prezzi: la morsa di Milano e il boom nelle province

Le differenze geografiche tracciano un’Italia spaccata nettamente in due:

Città Costo medio singola/mese Variazione annua
Milano 704 € (fino a 823 € in centro) -3,8%
Firenze 627 € +3,3%
Roma 615 € +7,0%
Bologna 585 € -7,5%
Foggia 259 € (Città più accessibile)
Catanzaro 251 € (Città tra le più accessibili)
Chieti 240 € (Città più economica)

Se il Mezzogiorno offre mercati nettamente più accessibili, in molte città di provincia e centri universitari minori si registrano rincari a doppia cifra. È il caso clamoroso di Pescara, dove le singole sono aumentate del 28,6% raggiungendo i 388 euro mensili. Impennate rilevanti si osservano anche a Trieste (+16,7%, 369 euro), Palermo (+13,6%, 315 euro), Bari (+12,2%, 426 euro), Genova (+11,9%, 408 euro), Pisa (+10,7%, 364 euro) e Pavia (+10,2%, 400 euro).

Il “caso Roma” e l’esplosione delle stanze di lusso

La Capitale rappresenta un laboratorio perfetto per osservare le forti disuguaglianze del settore. Nelle storiche aree universitarie legate alla Sapienza (San Lorenzo, Piazza Bologna, Castro Pretorio) la richiesta oscilla tra 500 e 700 euro al mese, per poi scendere a 350 euro nella periferia di Tor Vergata.

La forbice si allarga sensibilmente nelle adiacenze degli atenei privati: vicino alla Luiss una stanza varia da 600 a 750 euro, toccando una punta di 800 euro ai Parioli, mentre nell’area Lumsa si arrivano a pagare 750 euro. Il fenomeno emergente riguarda infine le soluzioni “premium” – appartamenti completamente ristrutturati e dotati di servizi aggiuntivi –, dove una singola tocca quota 900 euro alla Sapienza, 950 euro alla Lumsa e la soglia dei 1.000 euro al mese nei pressi della Luiss.

Il rischio per il diritto allo studio

Tutto ciò trasforma la ricerca di un alloggio da semplice questione logistica a vero e proprio ostacolo sociale. In un Paese che soffre già una delle percentuali di laureati più basse d’Europa, il peso economico dell’affitto finisce per penalizzare il diritto allo studio. Senza tutele adeguate, le famiglie sono sempre più costrette a guidare i figli verso scelte di ripiego, condizionando l’accesso alla formazione universitaria in base alle disponibilità del portafoglio anziché al merito e alle aspirazioni personali.

(Redazione)


Il confronto del costo degli affitti per gli studenti fuorisede posiziona Milano e Roma ai vertici europei per impatto economico sul budget universitario. In particolare, la combinazione tra canoni elevati e scarso potere d’acquisto medio delle famiglie rende le città italiane proporzionalmente più gravose rispetto a diverse capitali continentali.

Città Prezzo medio stanza singola (€/mese) Range fascia “Premium” / Centro (€/mese) Tendenza canoni
Parigi 750 – 950 1.100 – 1.400+ In forte crescita / Offerta saturata
Milano 650 – 720 800 – 1.000+ Stabile su livelli record
Roma 550 – 650 750 – 950 In costante aumento (+7%)
Berlino 550 – 750 850 – 1.100 Frenata relativa dai tetti normativi
Barcellona 500 – 650 750 – 950 In rialzo per pressione turistica

Le differenze chiave tra i mercati europei

  • Parigi (La più cara): Rimane la capitale più onerosa per un fuorisede. Trovare una stanza sotto i 700 euro al mese è quasi impossibile se non ci si allontana notevolmente nelle banlieue. Tuttavia, la Francia bilancia parzialmente la situazione con l’APL (Aide Personnalisée au Logement), un sussidio statale diretto erogato a tutti gli studenti (compresi gli stranieri) in base al reddito.

  • Milano e Roma (Il nodo del rapporto costi/servizi): Milano si colloca subito dietro le metropoli più costose d’Europa (Parigi, Londra). Il problema principale in Italia è il divario strutturale: a fronte di affitti paragonabili a quelli di Berlino o Barcellona, la disponibilità di alloggi in studentati pubblici è drammaticamente inferiore e i contributi al reddito per gli studenti non coprono il reale costo della vita.

  • Berlino (Regolamentata ma satura): Storicamente molto economica, la capitale tedesca ha visto schizzare in alto i prezzi degli affitti (WG-Zimmer). Nonostante ciò, le tutele per i residenti (come il calcolo dei tetti sui canoni) e l’ampia rete di residenze universitarie pubbliche gestite dallo Studierendenwerk garantiscono maggiori paracadute sociali rispetto all’Italia.

  • Barcellona (La rivale di Roma e Milano): Presenta valori di mercato e dinamiche molto simili a quelle della Capitale e del capoluogo lombardo. Negli ultimi anni la forte domanda internazionale e la pressione degli affitti brevi hanno fatto salire la media delle singole verso i 600 euro, ma i trasporti pubblici integrati a tariffe agevolate (come la tessera T-jove per under 30) mitigano le spese generali.

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