Il sovrano più anziano d’Europa si è spento a 89 anni. Si apre l’era di Haakon VII, chiamato a guidare la Corona in un momento complesso tra il dolore della nazione e gli scandali della famiglia reale.
MADRID. – La Norvegia piange la scomparsa del suo sovrano. Re Harald V si è spento serenamente questa mattina, venerdì 28 agosto, alle 6:35 presso l’Ospedale Universitario di Oslo, dove si trovava ricoverato dal 17 agosto a causa di una grave forma di anemia emolitica. Aveva 89 anni ed era, fino a oggi, il monarca regnante più anziano d’Europa.
La notizia della morte è stata data ufficialmente dal Palazzo Reale, facendo sprofondare nel lutto un’intera nazione da sempre legatissima alla figura del suo Re. “Un’intera nazione è in lutto e il popolo norvegese nutre un profondo senso di gratitudine per la lunga vita dedicata al servizio della Norvegia”, ha dichiarato con profonda commozione il Primo Ministro Jonas Gahr Støre, ricordando come per oltre trent’anni Harald V abbia saputo dimostrare una fede incrollabile nel proprio Paese, aiutando i cittadini a “vedere il meglio in se stessi”.
Il primo re “popolare” nato in patria dal Medioevo
Salito al trono nel 1991 alla morte del padre Olav V, Harald era nato il 21 febbraio 1937 a Skaugum, diventando il primo principe a nascere sul suolo norvegese dal tardo Medioevo. La sua infanzia venne segnata precocemente dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale: a soli tre anni, a seguito dell’invasione nazista del 1940, fu costretto all’esilio con la madre e le sorelle, trovando rifugio a Washington grazie all’invito personale dell’allora presidente statunitense Franklin D. Roosevelt.
Al rientro in patria nel 1945, segnò la prima storica rottura con il passato: fu infatti il primo membro della casa reale a frequentare la scuola pubblica statale, inaugurando quello stile informale, democratico e vicino alla gente che avrebbe caratterizzato tutto il suo regno.
L’ultimatum d’amore che cambiò la monarchia
Se Harald V viene ricordato come il “re moderno”, lo si deve anche alla battaglia personale combattuta per amore. Per quasi dieci anni visse una relazione segreta con Sonja Haraldsen, una giovane borghese priva di titoli nobiliari. Di fronte al netto rifiuto iniziale della Corona e all’acceso dibattito politico, il giovane principe impose un ultimatum a suo padre, il Re Olav V: o gli avrebbe concesso di sposare Sonja, o sarebbe rimasto celibe a vita, ponendo di fatto fine alla linea di successione della dinastia.
Con il successivo via libera del governo e del Parlamento, le nozze si celebrarono nel 1968. Un evento spartiacque che ridefinì per sempre i rapporti tra la monarchia norvegese e la società civile, trasformando la famiglia reale in un simbolo contemporaneo d’integrazione e modernità. Negli anni, nonostante i problemi di salute (tra cui un tumore alla vescica nel 2003 e l’impianto di un pacemaker nel 2024), Harald ha sempre rifiutato l’idea di abdicare, rimanendo fedele al giuramento prestato a vita davanti al Parlamento.
Si apre il regno di Haakon, tra il dolore e le ombre degli scandali
Con la scomparsa di Harald V si apre ufficialmente il regno del figlio Haakon, che già negli ultimi mesi aveva assunto la reggenza a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute del padre. Il nuovo sovrano eredita tuttavia una monarchia che attraversa uno dei suoi momenti più turbolenti.
La Casa Reale è stata infatti travolta di recente da forti polemiche mediatiche e giudiziarie. All’inizio dell’anno, documenti diffusi negli Stati Uniti hanno rivelato fitti contatti avvenuti tra il 2011 e il 2014 tra la principessa ereditaria Mette-Marit e Jeffrey Epstein, il controverso finanziere americano travolto dallo scandalo di traffico sessuale. A ciò si aggiunge la recente condanna a quattro anni di carcere inflitta a giugno a Marius Borg Høiby, primogenito che Mette-Marit ha avuto da una precedente relazione, riconosciuto colpevole di due stupri e di altri 32 capi d’accusa, tra cui violenze domestiche.
Spetterà ora a Re Haakon l’arduo compito di raccogliere l’eredità morale e l’immenso affetto popolare lasciati da suo padre, cercando al tempo stesso di preservare il prestigio della Corona in un momento di forte delicata transizione.
(Redazione)
