Venezuela, il governo colombiano rassicura: “Venezuelani esclusi dai provvedimenti di espulsione”

Il presidente Abelardo de la Espriella

Resta forte la preoccupazione per centinaia di migliaia di migranti non regolarizzati anche se il presidente De la Espriella assicura che la nuova politica migratoria punta solo a colpire la criminalità organizzata


CARACAS – Le autorità istituzionali di Bogotà hanno reso note le recenti direttive strategiche riguardanti il soggiorno dei cittadini stranieri presenti all’interno dei confini nazionali. Il capo dello Stato, Abelardo de la Espriella, ha formalmente predisposto l’avvio di rigidi interventi straordinari di monitoraggio, affidandone l’esecuzione congiunta alle forze di Polizia e all’agenzia statale Migración Colombia. L’obiettivo primario di tali operazioni consiste nell’individuazione e nella successiva espulsione di tutti i soggetti privi di regolare titolo di soggiorno o che si siano resi responsabili di infrazioni all’ordinamento giuridico vigente.

Nel corso di un vertice istituzionale dedicato alla sicurezza nazionale tenutosi nella città costiera di Barranquilla, il presidente ha illustrato la propria linea di condotta politico-amministrativa in termini perentori. Dinanzi alla stampa e alla dirigenza degli apparati di sicurezza, il vertice dell’esecutivo ha ribadito:

“Non accetterò immigrati illegali da ovunque vengano che stiano commettendo reati in Colombia. Se ne vanno e li deportamos”.

Questa decisione segna una marcata discontinuità nella gestione statale dell’ordine pubblico e nell’azione di contrasto al crimine.

Ciò nonostante, il provvedimento ha comprensibilmente destato viva apprensione nell’opinione pubblica e tra le comunità estere. Inizialmente, si era diffuso il timore che l’inasprimento normativo potesse colpire indistintamente l’intera popolazione venezuelana residente in territorio colombiano. Per arginare tali tensioni sociali e diplomatiche, il ministro dell’Interno, Rodrigo Lara, è intervenuto attraverso le frequenze televisive nazionali per offrire precisazioni rassicuranti. L’alto esponente governativo ha ribadito che le disposizioni non intaccano la posizione dei residenti in possesso di uno status giuridico stabilizzato.

In tal senso, il titolare del dicastero dell’Interno ha espresso testualmente quanto segue:

“Il presidente non si riferisce ai fratelli venezuelani che sono arrivati nel momento più duro della crisi, che sono stati quasi due milioni e per un 90% sono stati perfettamente regolarizzati e hanno ricevuto un trattamento di fratellanza”.

Attraverso questa presa di posizione ufficiale, il governo ha precisato che tale gruppo di residenti non può essere in alcun modo assimilato alla condizione di clandestinità.

Sotto il profilo analitico, appare cruciale circoscrivere i reali destinatari di questo nuovo quadro normativo. Le fonti governative precisano che la ratio della misura risiede nella lotta mirata alla criminalità organizzata transnazionale. Gli interventi intendono disarticolare i cartelli delittuosi, come la famigerata fazione nota come Clan del Golfo, che ricavano enormi profitti finanziari dal traffico illegale di migranti lungo la delicata rotta della giungla del Darién. Contestualizzando il fenomeno, il ministro Lara ha evidenziato che “si riferisce alle reti criminali, a quelli che stanno guadagnando, in particolare con il passaggio di migranti illegali nel Darién… La Colombia non può diventare un punto di passaggio”.

La valutazione dei dati demografici offre un quadro esaustivo della portata del fenomeno. In Colombia risiedono attualmente circa 2,8 milioni di cittadini venezuelani, una quota che costituisce la quasi totalità della popolazione straniera. Sebbene la maggioranza goda di tutele legali, persiste un bacino compreso tra le cinquecentomila e le ottocentoquarantottomila persone sprovviste di idonea documentazione, tra cui figurano numerosi minori d’età visibilmente vulnerabili. L’esecutivo intende privilegiare la tutela socio-economica dei cittadini autoctoni, ma molteplici osservatori evidenziano come tale strategia capovolga le politiche di accoglienza e integrazione implementate nell’ultimo decennio. Sussistono inoltre rilevanti perplessità circa l’effettiva capacità finanziaria, logistica e di personale di “Migración Colombia” nel portare a termine espulsioni di massa, lasciando sullo sfondo un articolato panorama di incertezza geopolitica.

Redacción Caracas

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