Il Governo centrale assume il controllo diretto della situazione al confine meridionale e introduce procedure accelerate e controlli di frontiera più stringenti, recependo le direttive del Patto europeo
MADRID – L’Esecutivo spagnolo ha adottato determinazioni di spessore strategico per governare le complesse dinamiche migratorie che interessano la penisola. Nel corso del Consiglio dei Ministri sono stati presentati i disegni di legge sulla disciplina degli stranieri e sul diritto d’asilo. Tale pacchetto di riforme intende recepire l’intesa siglata in sede europea nel 2024. Parallelamente, le istituzioni hanno affrontato la gravissima emergenza esplosa presso il confine di Ceuta. Per coordinare la risposta istituzionale in modo diretto, è stata decretata”la creazione di un comando unico”.
La drastica vertenza lungo il confine meridionale ha richiesto di qualificare la situazione come un fatto “di interesse per la sicurezza nazionale”. Questo provvedimento senza precedenti fa seguito ai massicci attraversamenti a nuoto avvenuti nell’ultima decade di luglio. Prima della riunione di governo, il presidente Pedro Sánchez ha presieduto il Consiglio di Sicurezza Nazionale. Questa formalità procedurale ha consentito di istituire la nuova autorità centrale. L’iniziativa mira a garantire un’azione di tutela unitaria ed efficace da parte dello Stato.
La portavoce governativa e ministra delle Migrazioni, Elma Saiz, ha ufficializzato la nascita dell’organismo unificato a Ceuta. La rappresentante dell’Esecutivo ha ricordato le ripetute sollecitazioni dell’amministrazione locale per un intervento diretto delle autorità centrali. Il ministro per le Politiche Territoriali, Víctor Ángel Torres, ha assunto la guida dell’unità di crisi. Torres ha difeso la gestione dell’emergenza, evidenziando che “decine di migliaia di persone sono tornate in Marocco” nell’immediato dopo il superamento delle barriere.
Il coordinatore della struttura ha illustrato le linee strategiche che verranno applicate nel territorio autonomo nelle prossime settimane. Il responsable ministeriale ha affermato con fermezza che “la priorità del Governo è la restituzione” dei migranti irregolari. Ciononostante, il ministro ha ribadito che ogni operazione sarà condotta nel rispetto delle garanzie di legge. Contestualmente, è stato emanato un decreto con cui “si abilitano diverse risorse e spazi” destinati all’accoglienza e ai rimpatri.
Torres ha duramente respinto le sollecitazioni del leader dell’opposizione, Alberto Núñez Feijóo. Il dirigente popolare sollecitava l’immediata riammissione dei minori giunti non accompagnati sulle spiagge dell’enclave. Il ministro ha bollato tale condotta come “un’imprudenza, una temerarietà e un mancare alla verità”. L’esponente governativo ha ricordato che la riconduzione dei minori impone vincoli normativi inderogabili. Dal canto suo, Saiz ha assicurato che l’Esecutivo ha operato “con umiltà”.
Accanto all’intervento straordinario per l’enclave nordafricana, il riassetto quadro delle norme migratorie assume una rilevanza prioritaria. Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha difeso i contenuti innovativi dei provvedimenti proposti. Marlaska ha chiarito l’esigenza di strutturare “un sistema di protezione più agile, efficace, ordinato e garantista che risponda meglio alla realtà del fenomeno migratorio”. La reforma allinea pienamente l’ordinamento nazionale alle nuove direttive comunitarie.
Il nuovo testo sul diritto d’asilo estende e definisce la portata delle tutele per i richiedenti protezione internazionale. La norma infatti “aggiorna” e “precisa” i criteri per la concessione dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria. Tra gli elementi di novità spicca il riconoscimento espresso delle persecuzioni motivate dalle questioni di genere. La legge protegge parimenti le persone colpite per la propria identità, espressione di genere o condizione di disabilità. In tal modo si rafforza il quadro di garanzie per le fasce vulnerabili.
La trattazione delle istanze d’asilo beneficerà di tempistiche notevolmente abbreviate e di percorsi differenziati. Il legislatore ha introdotto una procedura ordinaria affiancata da un canale accelerato con termine massimo di tre mesi. Si definisce altresì un regime di frontiera che dovrà concludersi entro dodici settimane. Durante questo intervallo, il richiedente rimarrà a disposizione dell’autorità statale nei centri preposti. Questa disciplina agevolerà il rapido allontanamento dal territorio nazionale in caso di esito negativo.
Sul versante della legislazione sugli stranieri, la principale innovazione risiede nell’obbligatorietà delle operazioni di screening iniziale per chiunque faccia ingresso irregolare. Tale procedura di verifica rapida comprende visite mediche, valutazioni sulle vulnerabilità personali e rilievo dei dati biometrici. Verranno inoltre espletati l’accertamento dell’identità personale e gli indispensabili controlli di sicurezza su ciascun individuo.
Sebbene la normativa dell’Unione Europea consenta di svolgere tale procedura in sette giorni, la Spagna mantiene un termine più rigido. Le forze dell’ordine dovranno ultimare le verifiche entro il limite tassativo di settantadue ore. Un’eventuale proroga della trattenuta potrà essere stabilita esclusivamente da una disposizione del giudice. Grande-Marlaska ha rivendicato l'”impostazione garantista” del provvedimento, preannunciando azioni legali contro i “gruppi di estrema destra” autori di propaganda xenofoba.
Redazione Madrid
