Venezuela, chiesta l’abolizione del “Sistema Patria” per tutelare i salari


I rappresentanti dei lavoratori chiedono l’accredito diretto degli emolumenti sui conti correnti, contestando i gravi ritardi dell’intermediazione digitale governativa


CARACAS – Il dibattito relativo alla gestione delle risorse pubbliche in Venezuela registra una nuova fase di accesa polemica istituzionale. Numerosi esponenti del settore sindacale e parlamentare sollecitano la chiusura definitiva del cosiddetto Sistema Patria. La rimostranza scaturisce dalla precisa contestazione rivolta al portale telematico, qualificato formalmente come un sistema illegale e fonte di corruzione. Le parti inquirenti sostengono che tale meccanismo leda i diritti contrattuali, operando al di fuori delle garanzie giuridiche ordinarie.

I vertici del Sindacato dei Dipendenti Pubblici dello Stato Lara hanno dettagliato le irregolarità riscontrate nella gestione finanziaria. Essi evidenziano come le erogazioni eseguite tramite il portale privino del necessario supporto normativo nella Gazzetta Ufficiale. La mancanza di trasparenza nelle assegnazioni favorisce decisioni discrezionali, precludendo eventuali ricorsi legali da parte dei lavoratori. Per tali ragioni, la dirigenza sindacale definisce la struttura corrotta e lesiva dei contratti collettivi vigenti.

Alla battaglia delle organizzazioni sindacali si sono uniti diversi membri dell’Assemblea Nazionale. I deputati considerano la piattaforma un’inutile burocrazia digitale interposta arbitrariamente tra le amministrazioni e le maestranze. L’obbligo di transito dei fondi sul portale statale costituisce una forma di confisca indiretta del reddito individuale. Durante la giacenza digitale, l’inflazione galoppante erode severamente il potere d’acquisto di insegnanti, pensionati e funzionari.

Per contrastare tali anomalie, le rappresentanze sociali propongono il versamento diretto delle spettanze presso gli istituti di credito commerciali. L’eliminazione dell’intermediazione statale intende snellire le procedure operative e garantire la piena disponibilità delle risorse finanziarie. La dismissione dell’infrastruttura informatica rappresenta un passaggio inderogabile per ripristinare la legalità finanziaria e la dignità della classe lavoratrice.

Tutti gli attori coinvolti concordano sull’urgenza di adottare tempestivamente le riforme strutturali proposte. La forza lavoro nazionale esige il soddisfacimento dei propri crediti retributivi nei termini stabiliti dalla legislazione vigente. La soppressione del filtro telematico consentirà il tempestivo impiego dei redditi per il sostentamento familiare. Il ripristino dei canali bancari tradizionali assicurerà la necessaria trasparenza nella distribuzione delle risorse pubbliche.

Redazione Caracas

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