Aggiornato il bollettino della tragedia che ha colpito il Paese sudamericano. Oltre 400 i dispersi sotto le macerie, mentre l’ONU organizza i primi aiuti umanitari.
CARACAS. – Un bilancio che continua ad aggravarsi ora dopo ora. Sale a 304 morti, 4.548 feriti e 426 dispersi il tragico conto delle vittime causate dal violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha scosso la Colombia. A confermare i drammatici dati è stata l’Unità Nazionale per la Gestione del Rischio di Catastrofi (UNGRD), evidenziando l’enorme portata dei danni materiali e umani provocati dal sisma.
I soccorritori continuano a scavare senza sosta tra le macerie, ma le speranze di ritrovare superstiti si affievoliscono con il passare del tempo. Finora, i team di emergenza sono riusciti a trarre in salvo 356 persone.
La devastazione e le infrastrutture collassate
L’epicentro della violenta scossa, registrata la mattina del 10 agosto, è stato localizzato nei pressi del comune di San José del Palmar, nel dipartimento occidentale del Chocó. L’impatto si è propagato su scala vastissima: sono ben 15 i dipartimenti e 472 i comuni coinvolti. In totale, oltre 292.000 persone e più di 123.000 famiglie risultano direttamente colpite dall’evento sismico.
Il paesaggio nelle zone più vicine all’epicentro è spettrale. I dati ufficiali dell’UNGRD mostrano un quadro infrastrutturale compromesso:
Abitazioni: 29.554 case sono state completamente distrutte, mentre oltre 134.000 presentano danni strutturali di varia entità.
Grattacieli ed edifici: Ben 267 edifici a più piani sono crollati al suolo.
Servizi essenziali: Risultano danneggiati 303 centri sanitari, 3.443 scuole e quasi 4.000 edifici pubblici.
Trasporti e viabilità: Colpiti 413 tratti stradali, 62 ponti (tra stradali e pedonali), 86 acquedotti e 5 aeroporti.
Nelle operazioni di recupero non sono stati dimenticati gli animali: le autorità riferiscono di 496 animali messi in salvo e 1.323 rimasti feriti durante il crollo delle strutture.
La macchina dei soccorsi e l’intervento dell’ONU
Di fronte all’emergenza nazionale, la solidarietà internazionale si è attivata rapidamente. Le Nazioni Unite hanno già fornito assistenza umanitaria di prima necessità a circa 3.000 persone nei dipartimenti più devastati, quali Chocó, Valle del Cauca e Risaralda.
Come spiegato dal portavoce dell’ONU Stephane Dujarric, l’Organizzazione sta affiancando i soccorsi coordinati dal governo colombiano per garantire cibo, riparo e cure mediche immediate alle popolazioni sfollate. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), la sfida principale nelle prossime settimane sarà garantire una sistemazione a decine di migliaia di famiglie la cui casa è stata rasa al suolo o resa del tutto inagibile dal sisma.
(Redazione)
