Cucina italiana autentica: in Venezuela parte la sfida del Marchio Ospitalità Italiana


La Camera di Commercio Venezolano-Italiana coordina le candidature al prestigioso riconoscimento internazionale per ristoranti, pizzerie e gelaterie. Un sistema rigoroso per tutelare la cucina autentica e contrastare l’Italian sounding.


CARACAS – La cucina italiana come patrimonio da tutelare, ma anche come strumento di promozione del Made in Italy. È questo l’obiettivo del Marchio Ospitalità Italiana nel mondo, il prestigioso riconoscimento internazionale che la Camera di Commercio Venezolano-Italiana (CAVENIT) rilancia in Venezuela, coordinando il processo di candidatura e verifica degli esercizi che aspirano alla certificazione.

Il marchio, promosso da Unioncamere con la collaborazione scientifica di ISNART, è stato concepito per valorizzare i ristoranti, le pizzerie e le gelaterie che all’estero propongono una cucina italiana autentica e riconoscibile. Il progetto coinvolge la rete delle Camere di Commercio italiane all’estero e rappresenta anche uno degli strumenti utilizzati per contrastare il fenomeno dell’Italian Sounding, cioè l’uso di nomi, immagini e richiami all’Italia per commercializzare prodotti o servizi che italiani non sono.

Negli anni il progetto ha assunto una dimensione internazionale sempre più ampia. Per l’edizione 2025-2026, secondo ISNART, sono state valutate oltre mille candidature raccolte da 69 Camere in 56 Paesi; il riconoscimento è stato assegnato a 814 imprese, tra cui 648 ristoranti, 130 pizzerie e 36 gelaterie.

CAVENIT, il ruolo di garante in Venezuela

In Venezuela il compito di coordinare il percorso di certificazione spetta a CAVENIT, la Camera di Commercio Venezolano-Italiana, organismo riconosciuto dal governo italiano e membro di Assocamerestero. Fondata a Caracas nel 1954, la Camera rappresenta da oltre settant’anni un punto di riferimento per le relazioni economiche e commerciali tra Italia e Venezuela.

La Camera non si limita a raccogliere le candidature: il suo ruolo comprende la verifica della documentazione e le ispezioni tecniche presso gli esercizi interessati. Il team incaricato deve raccogliere le evidenze, controllare i menu, esaminare i curriculum professionali degli chef e verificare gli aspetti legati agli ingredienti, alla carta dei vini, all’organizzazione del locale e alla comunicazione digitale.

I dossier che superano la verifica vengono quindi trasmessi al Comitato di Valutazione di ISNART a Roma, al quale spetta la decisione finale sull’assegnazione del riconoscimento, una certificazione che premia l’autenticità, il menu, i prodotti italiani, lo chef, la professionalità del personale e la carta dei vini, tra gli altri requisiti.

Un nuovo impulso dal Comitato Gastronomico CAVENIT

L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia della Camera per rafforzare il settore agroalimentare e della ristorazione italiana in Venezuela.

Risotto ai funghi.

Nel giugno scorso CAVENIT ha infatti inaugurato il Comitato Gastronomico CAVENIT 2026, una struttura pensata per mettere in rete ristoratori, chef, maestri gelatieri, cioccolatieri, sommelier, aziende di catering, produttori, importatori, distributori ed esperti del settore. Tra gli obiettivi dichiarati figura proprio il sostegno alle imprese interessate a ottenere il Marchio Ospitalità Italiana.

L’iniziativa punta dunque a creare un vero ecosistema della gastronomia italiana in Venezuela, collegando la ristorazione alla filiera dei prodotti agroalimentari e alle opportunità commerciali con l’Italia.

Una garanzia anche per il consumatore

Il valore del marchio non riguarda soltanto i ristoratori. La certificazione vuole offrire anche al consumatore un riferimento facilmente riconoscibile per individuare i locali nei quali la cucina italiana viene proposta secondo criteri verificabili.

In un mercato internazionale dove il richiamo all’Italia viene spesso utilizzato per ragioni esclusivamente commerciali, la presenza del Marchio Ospitalità Italiana rappresenta quindi una sorta di garanzia di autenticità. Non basta chiamare “italiano” un piatto o utilizzare un nome che richiami una città italiana: occorre dimostrare, attraverso prodotti, ricette, professionalità, servizio e identità del locale, un legame concreto con la tradizione gastronomica del nostro Paese.

Timballo teramano.

Per CAVENIT, la sfida è ora portare questo modello sempre più all’interno della ristorazione venezuelana, valorizzando gli imprenditori e i professionisti che hanno scelto di investire nella qualità e, allo stesso tempo, rafforzando il legame culturale ed economico tra Venezuela e Italia.

Il Marchio Ospitalità Italiana diventa così non soltanto un riconoscimento, ma anche uno strumento di promozione internazionale del Made in Italy, della cultura dell’accoglienza e di quella tradizione gastronomica che, da generazioni, rappresenta uno dei biglietti da visita più conosciuti dell’Italia nel mondo.

(Redazione)

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