Europei di atletica, Italia da record a Birmingham: 22 medaglie e primo posto nel medagliere

Il presidente Mei con Tamberi e Sioli. (Foto Grana/Fidal)

Dieci ori, sei argenti e sei bronzi: gli azzurri conquistano per la seconda volta consecutiva il titolo continentale. Storica la giornata di Ferragosto con sette podi, mentre Stano, Fiorini e Diaz firmano prestazioni da record


MADRID. – L’Italia dell’atletica chiude gli Europei di Birmingham 2026 sul tetto d’Europa e lo fa con un bottino che conferma, due anni dopo il trionfo di Roma, la straordinaria crescita del movimento azzurro. Al termine di sette giornate di gare, la Nazionale conquista 22 medaglie: 10 d’oro, 6 d’argento e 6 di bronzo, precedendo la Gran Bretagna padrona di casa, ferma a 19 medaglie, e la Germania, terza con 21. Gli azzurri si impongono anche nella classifica a punti, con 226, eguagliando il record di 45 finalisti.

Un risultato che assume ancora più valore se si considera che l’Italia era arrivata a Birmingham con la squadra più numerosa della propria storia: 132 atleti, 70 uomini e 62 donne, superando il precedente record di 116 convocati stabilito a Roma nel 2024.

Il Ferragosto dei record

Il momento simbolo della spedizione azzurra è stato il 15 agosto. In una sola giornata l’Italia ha conquistato sette medaglie, un primato assoluto nella storia della rassegna continentale: mai prima d’ora gli azzurri erano saliti sul podio sette volte nell’arco di 24 ore. Il precedente record era di sei medaglie, stabilito a Roma l’8 giugno 2024.

La marcia è stata la grande protagonista, con cinque podi in meno di due ore. Massimo Stano ha conquistato l’oro nella maratona di marcia maschile, mentre Sofia Fiorini, appena 21 anni, ha dominato la prova femminile. Nella mezza maratona sono arrivati inoltre l’argento di Francesco Fortunato, il bronzo di Andrea Cosi e l’argento di Alexandrina Mihai tra le donne.

Ma le due vittorie hanno avuto un significato ancora più importante perché sono state accompagnate da prestazioni record.

Stano ha fermato il cronometro in 2h56’49”, stabilendo il nuovo record europeo della specialità. Il successo completa inoltre una straordinaria collezione di titoli: dopo l’oro olimpico di Tokyo 2021 nella 20 chilometri e quello mondiale di Eugene 2022 nella 35 chilometri, il marciatore pugliese aggiunge alla propria bacheca anche il titolo europeo nella maratona di marcia.

Ancora più sorprendente l’impresa di Fiorini. La giovane toscana ha chiuso in 3h15’11”, firmando il primo record mondiale ufficiale sulla distanza della maratona di marcia, introdotta proprio nel programma di questa edizione. World Athletics ha confermato i record della gara di Birmingham, con Fiorini e la spagnola María Pérez protagoniste delle nuove migliori prestazioni mondiali nelle prove di marcia.

Andy Diaz oltre i 18 metri

Nel pomeriggio è arrivato un altro capolavoro. Andy Diaz ha conquistato l’oro nel salto triplo con un fantastico 18,15 metri, migliorando di ben 28 centimetri il record italiano che aveva stabilito poche settimane prima.

Una misura che lo colloca anche nella ristrettissima élite mondiale: Diaz è diventato il quarto atleta della storia a superare la barriera dei 18 metri. Alle sue spalle il portoghese Pedro Pichardo, argento con 17,76, mentre l’altro azzurro Andrea Dallavalle ha conquistato il bronzo con 17,37.

La doppietta nel triplo ha completato così la giornata più ricca di medaglie mai vissuta dall’Italia agli Europei.

Battocletti, doppio oro da protagonista

Tra le grandi protagoniste della spedizione c’è anche Nadia Battocletti, capace di confermare il ruolo di riferimento del mezzofondo azzurro. La trentina ha conquistato due titoli europei, nei 5000 e nei 10.000 metri, ripetendo la doppietta già realizzata a Roma 2024.

Nel 5000 è salita sul gradino più alto del podio davanti alla spagnola Marta García, mentre nei 10.000 ha nuovamente imposto il proprio ritmo, confermandosi campionessa continentale. La doppietta di Birmingham porta a un livello ancora più alto il bilancio europeo della 26enne azzurra.

A questi due ori si aggiunge quello di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, che continua così la sua straordinaria storia europea. Il campione marchigiano ha conquistato il quarto titolo continentale consecutivo nella specialità, precedendo l’ucraino Oleh Doroshchuk. Sul terzo gradino del podio è salito il giovane Matteo Sioli, protagonista di una delle sorprese più belle della squadra italiana.

Il peso si tinge d’azzurro

L’Europeo era iniziato subito con una doppietta italiana nel getto del peso. Leonardo Fabbri ha conquistato l’oro, mentre Zane Weir ha completato il podio con l’argento. Un avvio che aveva immediatamente fatto capire le ambizioni della Nazionale.

Altre due medaglie sono arrivate nei 5000 metri femminili, con l’oro di Battocletti e il bronzo di Micol Majori, mentre Sara Fantini ha conquistato l’argento nel lancio del martello.

Nel salto triplo femminile è arrivato invece l’oro di Dariya Derkach, protagonista di una gara di grande solidità. A completare il quadro delle medaglie individuali ci ha pensato Fausto Desalu, bronzo nei 200 metri.

Larissa Iapichino, oro per un centimetro

L’ultima giornata ha regalato un’altra impresa da ricordare. Larissa Iapichino si è laureata campionessa europea nel salto in lungo con 7,00 metri, battendo per appena un centimetro la britannica Jazmin Sawyers, ferma a 6,99.

Il risultato è particolarmente significativo perché arriva poche settimane dopo il salto di 7,12 metri realizzato a Eugene, con cui Iapichino aveva stabilito il nuovo record italiano, superando dopo 28 anni il 7,11 di sua madre Fiona May. Il primato di Eugene aveva tolto alla misura di May il record nazionale che resisteva dal 1998.

A Birmingham la toscana non ha dunque migliorato il primato nazionale, ma ha aggiunto alla propria carriera un titolo europeo assoluto che conferma la sua posizione ai vertici della specialità.

La maratona regala altri due argenti

La domenica mattina aveva già portato altre due medaglie. Pietro Riva ha conquistato l’argento nella maratona maschile con 2h09’18”, a soli sette secondi dal tedesco Amanal Petros, medaglia d’oro in 2h09’11”. Il bronzo è andato all’israeliano Gashau Ayale.

Tra le donne, l’Italia ha conquistato l’argento nella classifica a squadre della maratona, alle spalle della Gran Bretagna e davanti alla Spagna. La squadra azzurra ha potuto contare anche sulle prestazioni di Giovanna Epis, Anna Dario e delle altre componenti del gruppo.

La staffetta chiude con l’oro

Il finale non poteva essere migliore. La 4×400 maschile, composta da Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati, ha conquistato l’oro al termine di una finale spettacolare, precedendo la Gran Bretagna e i Paesi Bassi.

La 4×400 femminile ha invece aggiunto un bronzo, portando il bilancio della giornata conclusiva a cinque medaglie e quello complessivo dell’Italia a quota 22.

Un epilogo che ha certificato la profondità di una squadra capace di andare a medaglia in discipline molto diverse, dalla marcia ai lanci, dai salti al mezzofondo fino alle staffette.

Un’Italia sempre più protagonista

Il successo di Birmingham assume un significato particolare perché arriva appena due anni dopo il trionfo di Roma 2024, quando l’Italia aveva conquistato 24 medaglie, con 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi, stabilendo allora il miglior risultato della propria storia agli Europei.

A Birmingham gli ori sono stati dieci, uno in meno rispetto a Roma, ma il dato più significativo è la conferma della leadership continentale: l’Italia ha chiuso per la seconda edizione consecutiva al primo posto nel medagliere e nella classifica a punti.

Non sono mancati anche risultati appena fuori dal podio. Yeman Crippa ha chiuso quarto nei 10.000 metri in 28’08″56, mentre la 4×100 femminile ha terminato al quarto posto dopo aver fatto registrare in batteria un ottimo 42″22. La 4×100 maschile, quinta in finale, è stata invece squalificata.

Il quadro complessivo racconta dunque un’atletica italiana sempre più competitiva e soprattutto capace di produrre risultati in una pluralità di specialità. Se Roma aveva rappresentato l’esplosione definitiva della nuova generazione azzurra, Birmingham ha dimostrato che quel successo non era un episodio isolato.

Ventidue medaglie, dieci titoli europei, sette podi in una sola giornata e tre primati di assoluto rilievo firmati da Stano, Fiorini e Diaz: numeri che consegnano agli azzurri un altro capitolo storico e confermano l’Italia come la grande potenza dell’atletica europea.

(REdazione)

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