Matisse, recuperate in Brasile le otto opere rubate a San Paolo


Le incisioni della celebre serie “Jazz” erano state portate via a dicembre dalla Biblioteca Mário de Andrade durante una rapina a mano armata. La polizia le ha ritrovate a São Bernardo do Campo e ha arrestato un sospetto. Restano da recuperare cinque opere di Cândido Portinari


CARACAS. – Si è conclusa con un importante recupero per il patrimonio artistico brasiliano la vicenda delle otto opere di Henri Matisse rubate lo scorso dicembre dalla Biblioteca Mário de Andrade di San Paolo. Le incisioni, appartenenti alla celebre serie Jazz del 1947, sono state ritrovate dalla Polizia civile dello Stato di San Paolo a São Bernardo do Campo, nell’area metropolitana della capitale paulista.

L’operazione si è conclusa con l’arresto di un uomo sospettato di essere coinvolto nella ricettazione delle opere. Il ritrovamento è stato annunciato dalla prefettura di San Paolo, che ha definito il recupero una notizia di «enorme importanza» per la cultura e il patrimonio della città.

Le otto incisioni sono state restituite alla Biblioteca Mário de Andrade e, secondo le autorità, resteranno nella collezione pubblica di opere rare dell’istituzione.

Il furto durante l’ultimo giorno della mostra

Il colpo era avvenuto il 7 dicembre 2025, proprio nell’ultimo giorno della mostra Do livro ao museu (Dal libro al museo), organizzata dalla Biblioteca Mário de Andrade in collaborazione con il Museo d’Arte Moderna di San Paolo.

Due uomini armati erano entrati nella biblioteca nel centro della città e avevano minacciato una vigilante e alcuni visitatori. Dopo aver neutralizzato la sorveglianza, i ladri avevano raggiunto la sala dell’esposizione e avevano portato via otto opere di Matisse e cinque incisioni dell’artista brasiliano Cândido Portinari.

Il bottino era stato quindi trasportato all’esterno dell’edificio in pieno giorno, attraverso l’ingresso principale. Le immagini delle telecamere di sicurezza avevano permesso agli investigatori di ricostruire parte della fuga e di identificare i responsabili.

Il recupero delle opere di Matisse non conclude però completamente l’indagine: le cinque opere di Portinari sottratte nello stesso furto risultano ancora disperse.

Le otto opere recuperate

Le incisioni ritrovate appartengono tutte a Jazz, una delle opere più importanti della produzione di Matisse nel secondo dopoguerra. Si tratta di:

  • Le Clown;
  • Le Cirque;
  • Monsieur Loyal;
  • Cauchemar de l’Éléphant Blanc;
  • Le Codomas;
  • La Nageuse dans l’Aquarium;
  • L’Avaleur de Sabres;
  • Le Cowboy.

La serie fu realizzata attraverso la tecnica dei papier découpé, la tecnica dei ritagli di carta colorata alla quale Matisse si dedicò negli ultimi anni della sua carriera.

Il progetto nacque in un periodo particolarmente difficile per l’artista francese. Le condizioni di salute gli rendevano sempre più complicato dipingere e lavorare fisicamente come in passato. Matisse trovò così nei ritagli di carta colorata un nuovo modo di costruire forme e composizioni, trasformando una tecnica apparentemente semplice in uno degli elementi più originali della sua ricerca artistica.

Jazz fu pubblicato in Francia nel 1947 in un’edizione limitata di 250 esemplari. Le tavole rappresentano quindi non soltanto singole opere grafiche, ma anche una parte di un progetto editoriale e artistico unitario.

Un valore che va oltre il prezzo

Le autorità brasiliane hanno sottolineato che il valore delle opere non può essere valutato soltanto in termini economici. Si tratta infatti di beni appartenenti a una collezione pubblica, legati alla storia culturale di San Paolo e accessibili alla collettività.

Secondo la polizia brasiliana, le otto incisioni recuperate hanno un valore stimato superiore a un milione di real, ma il loro significato culturale e storico è considerato assai più importante della semplice quotazione di mercato.

«Sono opere che appartengono alla città e alla memoria dei paulisti», ha sottolineato l’assessore comunale alla Cultura e all’Economia creativa, Totó Parente, assicurando l’impegno dell’amministrazione affinché le incisioni vengano conservate e tornino a svolgere la loro funzione culturale.

Un furto che aveva già un precedente

La storia delle opere di Matisse della Biblioteca Mário de Andrade è particolarmente singolare. Le incisioni della serie Jazz erano infatti già state coinvolte in un precedente episodio di furto.

Nel 2006 alcune opere della biblioteca erano state sottratte e successivamente individuate in Argentina. Il caso aveva inoltre fatto emergere un problema ancora più sorprendente: per un periodo l’istituzione aveva posseduto delle copie anziché gli originali, senza rendersi immediatamente conto della sostituzione. Gli originali furono recuperati e tornarono nella collezione della biblioteca nel 2015.

A distanza di dieci anni, dunque, le opere sono tornate nuovamente nel mirino dei ladri.

Il recupero grazie alle indagini della polizia

L’operazione che ha permesso di recuperare le otto incisioni si è svolta a São Bernardo do Campo, dove gli investigatori hanno individuato le opere nascoste in un appartamento.

Secondo la stampa brasiliana, le opere sarebbero state conservate per conto di Laéssio Rodrigues de Oliveira, considerato dagli investigatori uno dei principali protagonisti del traffico e dei furti di opere d’arte e libri rari in Brasile e già detenuto. Durante l’operazione è stato arrestato un uomo accusato di ricettazione e possesso illegale di arma.

Gli investigatori avevano inoltre eseguito diversi mandati di perquisizione nell’ambito dell’operazione denominata Marchand. L’obiettivo era ricostruire la rete attraverso la quale le opere avrebbero dovuto essere custodite o eventualmente trasferite sul mercato clandestino.

Il problema dei furti d’arte

Il caso di San Paolo riporta l’attenzione sulla vulnerabilità delle collezioni pubbliche e, più in generale, sul traffico internazionale di opere d’arte.

I ladri spesso puntano su dipinti e opere grafiche di dimensioni relativamente contenute, più facili da trasportare e nascondere rispetto alle grandi tele. Una volta sottratte, tuttavia, opere molto note diventano difficili da vendere legalmente perché possono essere riconosciute da musei, case d’asta, gallerie e collezionisti.

È proprio per questo che la collaborazione tra forze di polizia, istituzioni culturali e organismi internazionali è fondamentale per impedire che i beni rubati vengano trasferiti oltre frontiera.

Nel caso di San Paolo, il sistema di videosorveglianza della città aveva già avuto un ruolo importante nelle indagini sul furto del dicembre scorso, contribuendo a ricostruire i movimenti dei responsabili.

La soddisfazione della città

Con il ritorno delle otto incisioni, la Biblioteca Mário de Andrade recupera una parte fondamentale del proprio patrimonio. Rimane invece aperto il capitolo delle cinque opere di Portinari, che gli investigatori stanno ancora cercando.

Per San Paolo, il ritrovamento dei Matisse rappresenta comunque un risultato significativo: le opere non saranno disperse sul mercato clandestino e potranno continuare a essere conservate e, in futuro, nuovamente esposte al pubblico.

Il caso dimostra anche quanto possa essere fragile il patrimonio artistico custodito nelle istituzioni pubbliche. Ma racconta, allo stesso tempo, l’importanza delle indagini e della collaborazione tra autorità e istituzioni culturali.

A otto mesi dal clamoroso furto, le otto opere di Matisse sono finalmente tornate a casa. E con loro torna nella collezione pubblica di San Paolo una parte importante della memoria artistica della città.

(Redazione)

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