CARACAS. – In occasione della Giornata dell’Amicizia Italo-Venezuelana, celebriamo una storia di passione e riscatto che abbraccia due nazioni, unendo il calore di Caracas e l’eccellenza dello sport azzurro.
Mai nessuno come lei. Chiara Pellacani ha completato un en plein da leggenda: cinque ori su cinque finali agli Europei di Parigi. Ma dietro la perfezione di ogni tuffo batte un cuore italo-venezuelano: quello di Dario Di Fazio.
Ex tuffatore olimpico ad Barcellona ’92 e Atlanta ’96, Di Fazio muove i primi passi al “Club Táchira di Caracas”, sognando a bordo vasca dopo le lezioni alla scuola italo-venezuelana Giacomo Leopardi. Sotto la guida di José ‘Pepe’ Hernández e con la forza delle sue origini abruzzesi, quel ragazzino nato nella “Ciudad de los techos rojos” vola negli USA nel 1989. Oltreoceano trasforma la dedizione in maestria, diventando il mentore di campioni come la Pellacani e Matteo Santoro.
Dopo il podio sfiorato alle Olimpiadi, Dario e Chiara hanno trasformato l’amarezza in fame di gloria: sei ore al giorno tra vasca e palestra, il titolo universitario USA e i trionfi mondiali a Singapore. Ogni medaglia d’oro di Chiara, ogni impresa dei tuffatori azzurri, porta con sé le gocce di sudore di un lavoro massacrante e l’abbraccio invisibile di due terre d’origine.
Oggi, i successi di Chiara Pellacani, Matteo Santoro e Valerio Mosca non sono solo numeri da albo d’oro. Sono il trionfo dell’anima italo-venezuelana, la prova che la distanza non spezza le radici, ma le trasforma in ali per volare più in alto di tutti.
Buona Giornata dell’Amicizia Italo-Venezuelana a chi, con il cuore diviso tra due patrie, continua a insegnare al mondo come si conquista il cielo.
(di Fioravante De Simone / redazione Caracas)
