L’Italia proroga i controlli ai confini: tensione diplomatica con la Spagna

Pedro Sánchez e Giorgia Meloni in una foto di archivio

Il Viminale prolunga la chiusura delle frontiere per sicurezza, mentre l’Unione Europea sollecita la cooperazione sui rimpatri con Rabat. Madrid invia rinforzi di polizia nell’enclave per gestire l’espulsione degli irregolari


MADRID – L’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha formalizzato il prolungamento dei controlli frontalieri presso gli scali aeroportuali e marittimi per i collegamenti provenienti dal territorio spagnolo. La Presidenza del Consiglio conferma la sospensione temporanea del Trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini europei.

Durante un’audizione parlamentare, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha illustrato le motivazioni strategiche alla base del provvedimento di prevenzione. Il titolare del Viminale ha precisato che “la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo Schengen non sarà revisata prima del 15 di agosto e, in ogni caso, solo dopo che si saranno esclusi completamente i rischi per la sicurezza dell’Italia”. Il ministro ha contestualmente escluso finalità punitive nei confronti delle autorità di Madrid. A tale riguardo ha sottolineato come “rimane fuori discussione qualsiasi atto ostile verso la Spagna, Paese legato a noi da storici legami di amicizia e fratellanza”.

Le autorità italiane ritengono che la recente emergenza migratoria verificatasi a Ceuta rappresenti un fattore di rischio per l’intera stabilità dell’Unione Europea. Secondo la posizione espresso da Roma, i flussi irregolari privi di monitoraggio preventivo minacciano la tenuta dei confini comunitari. In risposta alla condotta italiana, il Governo spagnolo ha introdotto analoghe verifiche per i viaggiatori in arrivo dall’Italia. Il rappresentante dell’Esecutivo italiano ha bollato tale contromisura come una decisione dettata da ritorsione politica. Ciononostante, il Viminale ha ricordato come la sospensione delle garanzie di Schengen costituisca una prerogativa già utilizzata dagli Stati membri.

Sullo sfondo della crisi, la Commissione Europea ha sollecitato il costante coordinamento diplomatico tra il Governo di Madrid e il Regno del Marocco. Il portavoce comunitario per gli Affari Interni, Guillaume Mercier, ha ricordato l’importanza dei rimpatri osservando che “sappiamo che, di fatto, la grande maggioranza delle persone è tornata in Marocco, ma è fondamentale che questo lavoro continui”. Sebbene i rappresentanti istituzionali di Rabat abbiano espresso formale disappunto, le istituzioni di Bruxelles preferiscono definire la questione come una vertenza bilaterale.

Nella città autonoma di Ceuta la gestione logistica dell’emergenza rimane complessa. Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha confermato la presenza di circa cinquemila migranti ancora presenti nell’enclave nordafricana. All’interno del contingente figurano circa duemila minori già sottoposti alle procedure ufficiali di identificazione. Al contempo, la quasi totalità delle istanze di asilo politico presentate dai soggetti maggiorenni ha ottenuto esito negativo.

Giovani adolescenti provenienti dal Marocco in una via di Ceuta

Onde garantire la pubblica sicurezza, il Ministero dell’Interno spagnolo ha disposto l’invio straordinario di ingenti rinforzi delle forze dell’ordine. Il ministro Marlaska ha ribadito la linea della fermezza istituzionale, confermando che nessun cittadino straniero giunto irregolarmente potrà stabilirsi nell’area urbana di Ceuta. Le autorità iberiche non consentiranno alcun trasferimento verso il continente europeo o il territorio peninsulare. Di conseguenza, per tutti gli individui privi di permesso di soggiorno verranno avviate le procedure di espulsione verso i Paesi di provenienza.

Il contenzioso diplomatico scaturito lungo i confini meridionali dell’Unione ha riaperto una complessa discussione tra i Governi europei. L’Italia intende salvaguardare l’ordine pubblico interno attraverso un rigoroso presidio delle proprie frontiere. La Spagna cerca di riorganizzare i flussi migratori avvalendosi del supporto operativo delle agenzie comunitarie per ristabilire l’ordinaria operatività.

Redazione Madrid

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