Un Ferragosto di cura e dedizione: oltre 600mila italiani restano a casa per assistere i parenti anziani

Over65: Le mani di una coppia di anziani si stringono.
(Archivio Ansa)

Tra l’accudimento dei cari e la morsa del carovita, milioni di cittadini non andranno in vacanza. I dati dell’indagine Facile.it-EMG fotografano un’estate all’insegna della solidarietà e del risparmio.


MADRID. – Mentre le spiagge si riempiono e le autostrade registrano i tradizionali bollini rossi di metà agosto, per molti italiani il Ferragosto non farà rima con vacanze, mare o montagna. Città semideserte, sì, ma non del tutto vuote: all’interno delle abitazioni c’è chi sceglie — o si trova costretto — a rimanere per prendersi cura degli altri. Secondo l’ultima indagine condotta da Facile.it ed EMG, sono infatti oltre 618mila gli italiani che trascorreranno il periodo estivo a casa per assistere un parente anziano.

Un gesto di profondo affetto e responsabilità che mostra l’altra faccia delle festività estive: quella di una rete familiare che non va mai in ferie e che spesso sostituisce la carenza di servizi di assistenza nei periodi di chiusura estiva.

L’amore che non va in vacanza: l’impegno dei caregiver

Per più di mezzo milione di famiglie, Ferragosto sarà una giornata di routine quotidiana, fatta di piccole attenzioni, somministrazione di terapie e compagnia verso chi è più fragile. Questa dedizione si concentra in gran parte nella fascia anagrafica compresa tra i 55 e i 64 anni: è proprio in questo segmento d’età che si registra il picco di persone che rinunciano alle ferie (con una percentuale che tocca il 22,6%), spesso schiacciate nel doppio ruolo di lavoratori e referenti unici per i propri genitori anziani.

L’assistenza agli anziani non è però l’unica forma di cura a trattenere gli italiani tra le mura domestiche: la ricerca evidenzia come quasi 740mila persone abbiano scelto di non partire per rimanere accanto ai propri animali domestici.

Il freno del carovita: 4,4 milioni bloccati dall’inflazione

Se l’affetto guida le scelte di centinaia di migliaia di caregiver, per la maggior parte di chi resta in città la motivazione è ben più amara. Il vero scoglio dell’estate si conferma essere la tenuta del bilancio familiare: oltre 4,4 milioni di italiani (il 66,4% di chi non parte) sono stati costretti a rinunciare alle vacanze per ragioni economiche.

Nello specifico:

  • 2,2 milioni di persone sono state scoraggiate dall’aumento generale dei prezzi e del costo della vita registrato nell’ultimo anno.

  • Oltre 1 milione di cittadini ha dovuto rinunciare a causa dei rincari specifici del settore turistico (voli, hotel e strutture ricettive).

  • Circa 900mila italiani sono stati fermati da difficoltà finanziarie dovute a spese impreviste giunte negli ultimi mesi.

L’impatto del carovita si fa sentire con maggiore intensità nel Sud Italia e nelle Isole, dove la quota di chi rinuncia alle vacanze raggiunge il 18,2%, a fronte di una media nazionale del 15,7%.

Lavoro, calendario e tensioni internazionali

Oltre all’economia e agli affetti familiari, l’indagine mette in luce un ventaglio articolato di motivazioni che dipingono l’agosto italiano. Il 33,1% di chi resta in città (pari a oltre 1,4 milioni di persone) lo fa per problemi o impegni legati al lavoro. C’è poi un 11,3% che non ha giorni di ferie a disposizione e un’analoga percentuale che ha semplicemente preferito programmare il proprio relax in altri mesi dell’anno, evitando il caos e la calura tipici di metà mese.

Non mancano infine i riflessi dello scenario geopolitico globale: più di 243mila italiani (il 3,6%) hanno dichiarato di aver rinunciato ai viaggi estivi a causa delle preoccupazioni e dei timori legati alle tensioni e al conflitto in Iran.

Il Ferragosto che si appresta a cominciare si rivela così uno spaccato fedele del Paese: tra chi sceglie la responsabilità verso i propri cari, chi difende i propri risparmi e chi lavora, il 15 agosto italiano si conferma molto più articolato del semplice stereotipo dell’esodo estivo.

(Redazione)

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