A soli 16 anni la sprinter azzurra conquista a Eugene la prima medaglia italiana di sempre nei 100 metri ai Mondiali giovanili. «Ho combattuto la Kelly ansiosa», racconta dopo una gara da protagonista.
MADRID. – A soli sedici anni Kelly Doualla scrive una delle pagine più belle dell’atletica italiana. Ai Campionati Mondiali Under 20 di Eugene, negli Stati Uniti, la giovane velocista conquista una splendida medaglia di bronzo nei 100 metri, diventando la prima atleta italiana a salire sul podio iridato della distanza regina, considerando tutte le categorie internazionali, dagli Under 18 agli Under 20 fino ai Mondiali assoluti.
Un risultato che conferma il talento della sprinter lombarda e apre prospettive importanti per il futuro dello sprint femminile italiano.
Una finale corsa da protagonista
Sulla prestigiosa pista dell’Hayward Field, tempio mondiale dell’atletica leggera, Doualla ha affrontato avversarie più esperte e mediamente più grandi di due anni. La più giovane delle nove finaliste non si è lasciata intimidire, disputando la migliore gara della manifestazione proprio nel momento decisivo.
L’azzurra ha fermato il cronometro a 11″27 con vento regolare (-0,1 m/s), conquistando il terzo posto alle spalle della statunitense Mia Maxwell, vincitrice in 11″14, e della giamaicana Shanoya Douglas, seconda in 11″17.
Una partenza più efficace rispetto ai turni eliminatori e una brillante fase lanciata le hanno consentito di mantenere il vantaggio sull’elvetica Xenia Buri, già battuta poche settimane fa all’EYOF, centrando così uno storico podio mondiale.
Un’estate da incorniciare
Per Kelly Doualla il bronzo di Eugene rappresenta il secondo grande successo internazionale di un’estate straordinaria. Solo poche settimane fa aveva conquistato l’oro agli Europei Under 20 di Rieti, dimostrando una maturità agonistica sorprendente nonostante la giovanissima età.
La continuità dei risultati conferma come il talento della velocista lombarda non sia frutto di un exploit isolato, ma il risultato di una crescita costante che la sta rapidamente proiettando tra le protagoniste dell’atletica internazionale.
«Ho combattuto la Kelly ansiosa»
Al termine della gara la giovane azzurra ha raccontato con sincerità le emozioni vissute prima della finale.
«Devo ammettere che prima della gara c’era tanta ansia», ha spiegato. «Walter e Marco hanno dovuto sopportare una Kelly che non vedevano da tanto tempo. Una volta arrivata sui blocchi ho deciso di combattere questa Kelly e mandarla via».
L’emozione è esplosa soltanto dopo il traguardo.
«Pensavo avesse vinto quell’altra Kelly. I timori si sono dissolti quando mi sono vista terza. Credo che si sia visto dal mio urlo quando ho capito di aver conquistato la medaglia».
Un pensiero speciale è stato poi dedicato ai compagni della nazionale italiana.
«Mi hanno sostenuta fin dalle batterie, durante il riscaldamento e anche dopo la finale. Mi hanno aspettata per oltre mezz’ora solo per festeggiare insieme. Sono stati davvero straordinari».
La forza interiore dietro il successo
Alla domanda su quale filo unisca l’oro europeo di Rieti e il bronzo mondiale di Eugene, Doualla non ha avuto dubbi.
«Non c’è una sola parola che lega queste due imprese, ma un concetto: la forza interiore».
Parole che raccontano la maturità di un’atleta capace di trasformare la pressione in energia positiva e di esprimersi al massimo proprio nei momenti più importanti.
Un futuro tutto da scrivere
La medaglia conquistata a Eugene rappresenta molto più di un semplice podio. È il simbolo della crescita dell’atletica italiana femminile nella velocità, disciplina nella quale l’Italia non aveva mai conquistato una medaglia mondiale nei 100 metri.
A soli 16 anni, Kelly Doualla ha già dimostrato di poter competere con le migliori giovani sprinter del pianeta. Il bronzo mondiale è soltanto un nuovo punto di partenza per una carriera che promette di regalare ancora molte soddisfazioni all’atletica azzurra.
(Redazione)
