Il livello del lago Gatún torna a scendere a causa dell’impatto di El Niño. L’Autorità del Canale riduce il limite di carico per le grandi navi, riaccendendo i timori della logistica e del commercio globale.
CARACAS. – Il punto nevralgico del commercio marittimo mondiale torna a fare i conti con l’emergenza idrica. L’Autorità del Canale di Panamá (ACP) ha ufficializzato la riattivazione delle restrizioni sul pescaggio massimo consentito per i bastimenti di grandi dimensioni che attraversano la via d’acqua interoceanica. La decisione si è resa necessaria a causa del progressivo abbassamento dei livelli del lago Gatún, il bacino artificiale fondamentale per il funzionamento delle chiuse, duramente colpito dalle variazioni meteorologiche e dagli strascichi del fenomeno climatico El Niño.
La misura costringerà le navi portacontainer e le grandi carrette del mare a ridurre il carico trasportato per poter transitare in sicurezza, con inevitabili ripercussioni sulla catena di approvvigionamento globale.
Il fattore clima: il lago Gatún sotto la soglia critica
Alla base del provvedimento c’è una prolungata carenza di precipitazioni che ha impedito il regolare riempimento dei bacini idrici interni. Il lago Gatún, oltre a fornire l’acqua dolce necessaria per ogni singola operazione di concambio nelle chiuse del Canale, garantisce anche l’approvvigionamento potabile per buona parte della popolazione panamense.
L’impatto di El Niño ha alterato i normali pattern stagionali, prolungando il periodo secco e riducendo l’apporto dei fiumi tributari. Di fronte a questo scenario, i tecnici dell’ACP hanno dovuto applicare i protocolli di conservazione dell’acqua, riducendo di fatto la profondità massima che la chiglia delle navi può raggiungere senza rischiare l’incaglio.
Allarme nel settore logistico: costi in aumento e ritardi
L’annuncio ha immediatamente messo in allerta i colossi dello shipping internazionale, i vettori logistici e le compagnie di assicurazione marittima. Un pescaggio ridotto si traduce direttamente in una minore quantità di merce imbarcabile per singolo viaggio: le navi Neopanamax, le più grandi che utilizzano l’ampliamento inaugurato nel 2016, dovranno viaggiare con stive alleggerite o redistribuire i container su rotte alternative.
Questo taglio della capacità operativa rischia di generare un effetto domino sui costi di trasporto merci:
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Aumento dei noli: le compagnie marittime potrebbero applicare sovrattasse per compensare il mancato carico.
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Congestioni ai terminal: l’accumulo di navi in attesa d’ingresso potrebbe allungare i tempi di consegna tra Asia, costa est degli Stati Uniti ed Europa.
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Diversificazione delle rotte: alcune rotte commerciali potrebbero essere devia verso il Capo di Buona Speranza o utilizzare soluzioni intermodali via terra negli Stati Uniti, con un deciso aumento dei tempi di percorrenza.
L’Autorità del Canale ha confermato che continuerà a monitorare quotidianamente i livelli dei bacini, pronti ad adeguare i limiti di navigazione in base all’evoluzione delle condizioni meteorologiche nelle prossime settimane.
(Redazione)
