Si acuisce lo scontro tra le due massime istituzioni del calcio mondiale. Nyon denuncia la perdita di fiducia nel presidente della Fifa e respinge ogni ipotesi di privatizzazione delle grandi competizioni
MADRID. – Il confronto tra Uefa e Fifa entra in una fase sempre più delicata. La Confederazione europea del calcio ha ribadito la propria sfiducia nei confronti del presidente della Fifa, Gianni Infantino, arrivando a ventilare il boicottaggio delle competizioni organizzate dalla federazione mondiale se non verranno accolte le richieste avanzate da Nyon.
In un comunicato ufficiale, la Uefa afferma che «la perdita di fiducia nella presidenza di Gianni Infantino è rimasta invariata», sottolineando che le rassicurazioni offerte dalla Fifa non sono state sufficienti a dissipare i timori legati ai progetti di riforma della governance del calcio internazionale.
Il nodo della privatizzazione delle competizioni
Al centro dello scontro vi sono le proposte, attribuite alla Fifa, di coinvolgere investitori privati nella gestione e nella valorizzazione economica delle principali competizioni internazionali.
Per la Uefa si tratta di un’ipotesi incompatibile con i principi che hanno finora regolato il calcio mondiale. Nel comunicato, l’organizzazione europea ribadisce che tali proposte avrebbero dovuto essere ritirate definitivamente e che sarebbero state necessarie garanzie affinché iniziative simili non venissero più riproposte.
«Le proposte di privatizzare le competizioni più importanti dovevano essere ritirate e doveva essere garantito che tentativi di snaturare il gioco in questo modo non si ripeteranno mai più. Queste condizioni non sono state soddisfatte», si legge nella nota.
Per i vertici della Uefa, il rischio è quello di trasformare le competizioni calcistiche in strumenti esclusivamente finanziari, mettendo in secondo piano i valori sportivi, il ruolo delle federazioni e gli interessi dei tifosi.
Le spiegazioni di Infantino non convincono
Nei giorni scorsi, intervenendo dal Marocco, Gianni Infantino aveva riconosciuto che alcune delle iniziative promosse dalla Fifa avevano generato incomprensioni, parlando di errori nella comunicazione più che di divergenze sostanziali sul progetto.
Il presidente della federazione mondiale aveva comunque ottenuto il sostegno della maggioranza dei vertici della Fifa, evitando che si aprisse un procedimento formale volto a metterne in discussione la leadership.
Le spiegazioni, tuttavia, non hanno modificato la posizione della Uefa, che continua a chiedere un deciso cambio di rotta nella gestione del calcio internazionale.
L’ipotesi del boicottaggio
L’elemento più significativo della presa di posizione della Confederazione europea è la disponibilità a valutare il mancato coinvolgimento delle federazioni affiliate nelle competizioni organizzate dalla Fifa qualora non venissero fornite adeguate garanzie.
Si tratta di una prospettiva che, se dovesse concretizzarsi, aprirebbe uno scenario senza precedenti nella storia del calcio moderno, mettendo a rischio eventi di primaria importanza e accentuando la contrapposizione tra le due principali istituzioni del movimento calcistico mondiale.
Una crisi istituzionale dalle possibili ripercussioni globali
Lo scontro tra Uefa e Fifa va ben oltre il confronto personale tra i rispettivi dirigenti. In gioco vi sono il modello di governance del calcio internazionale, il controllo delle grandi competizioni e il ruolo delle confederazioni continentali nella definizione delle strategie future.
Per il momento la Fifa non sembra intenzionata a modificare la propria linea, mentre la Uefa mantiene una posizione di fermezza, sostenendo che la fiducia nei confronti della presidenza Infantino non potrà essere ricostruita senza un cambiamento concreto.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se le due organizzazioni riusciranno a ricucire il rapporto oppure se il calcio internazionale dovrà affrontare una delle più profonde crisi istituzionali della sua storia recente.
(Redazione)
