Nell’81° anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, la Comunità di Sant’Egidio promuove una veglia internazionale insieme all’Arcidiocesi di Hiroshima e ad altre realtà ecclesiali. Un’iniziativa per ricordare le vittime delle guerre e rilanciare l’appello al disarmo nucleare.
NEW YORK. – A ottantuno anni dai bombardamenti atomici che devastarono Hiroshima e Nagasaki, una lunga veglia di preghiera unirà simbolicamente il Giappone, gli Stati Uniti e numerosi Paesi del mondo in un comune appello per la pace. Dal mattino del 6 agosto fino al 9 agosto – per un totale di 75 ore consecutive – migliaia di persone saranno invitate a pregare e a ricordare non solo le vittime delle esplosioni nucleari del 1945, ma anche tutte le persone che ancora oggi soffrono a causa dei conflitti armati.
L’iniziativa è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio insieme all’Arcidiocesi di Hiroshima, in collaborazione con il Movimento dei Focolari, volontari e altre organizzazioni impegnate nella promozione del dialogo e della pace.
Due luoghi simbolo uniti dalla preghiera
Cuore della manifestazione saranno due luoghi altamente simbolici: la Cripta della Cattedrale dell’Assunzione di Hiroshima e la Cappella del Sacro Cuore di Gesù e Maria a New York.
Entrambi gli spazi rimarranno aperti ininterrottamente durante la veglia per accogliere fedeli, pellegrini e chiunque desideri raccogliersi in preghiera o in silenzio. L’iniziativa vuole creare un ponte ideale tra Oriente e Occidente, trasformando il ricordo della tragedia nucleare in un messaggio universale di riconciliazione e speranza.
Un’iniziativa che coinvolge il mondo
Le comunità di Sant’Egidio presenti nei cinque continenti parteciperanno all’iniziativa attraverso momenti di preghiera organizzati nelle rispettive città.
A Roma, il ricordo prenderà forma nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, tradizionale punto di riferimento spirituale della Comunità. Sarà inoltre possibile aderire anche a distanza, inviando una preghiera attraverso la piattaforma online predisposta dagli organizzatori, affinché il messaggio di pace possa raggiungere il maggior numero possibile di persone.
Il ricordo di Hiroshima e Nagasaki
La veglia coincide con l’81° anniversario dei due bombardamenti atomici che segnarono la conclusione della Seconda guerra mondiale nel Pacifico.
Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica su Hiroshima; tre giorni dopo, il 9 agosto, un secondo ordigno colpì Nagasaki. Le esplosioni provocarono la morte di decine di migliaia di persone nell’immediato e causarono, negli anni successivi, gravissime conseguenze sanitarie dovute alle radiazioni. Ancora oggi quelle due città rappresentano il simbolo più drammatico delle devastazioni provocate dalle armi nucleari.
Un messaggio che guarda ai conflitti di oggi
Gli organizzatori sottolineano come il significato della veglia vada ben oltre la commemorazione storica.
In un periodo segnato dalle guerre in Ucraina, in Medio Oriente e da numerosi altri conflitti dimenticati, la preghiera intende dare voce alle vittime civili e riaffermare il valore del dialogo come unica strada per costruire una pace duratura.
Il ricordo di Hiroshima e Nagasaki diventa così un monito sempre attuale contro la corsa agli armamenti e contro il rischio di un nuovo confronto nucleare, in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni crescenti.
La memoria come impegno per il futuro
Per la Comunità di Sant’Egidio, l’anniversario non rappresenta soltanto un momento di raccoglimento, ma anche un invito alla responsabilità collettiva.
Coltivare la memoria delle tragedie del passato significa impegnarsi affinché simili eventi non possano ripetersi. La veglia di 75 ore vuole dunque trasformare il ricordo in un gesto concreto di solidarietà e speranza, riaffermando che la pace non è soltanto un ideale, ma una scelta quotidiana che coinvolge governi, istituzioni e cittadini di tutto il mondo.
