Sofia, assedio neonazista a un hotel con giovani ebrei italiani

Sofia: Vitosha Boulevard.

“Sieg Heil” e minacce nella notte. Gli estremisti, dopo essere stati allontanati dalla sicurezza e da un primo intervento della polizia, sarebbero tornati davanti alla struttura, bloccandone nuovamente gli ingressi e continuando a provocare e minacciare i ragazzi.


MADRID.- Una serata di paura per una comitiva di giovani ebrei italiani in soggiorno a Sofia. Secondo la ricostruzione diffusa dalla Comunità Ebraica di Roma, un gruppo di naziskin bulgari si è radunato davanti all’hotel nel quale alloggiavano decine di adolescenti, arrivati nella capitale bulgara per un soggiorno di dieci giorni nell’ambito di un movimento giovanile ebraico.

Il gruppo di estremisti, vestiti di nero e con simboli riconducibili all’area neonazista, avrebbe tentato di forzare l’ingresso della struttura. Dall’esterno sarebbero partiti insulti, provocazioni e slogan nazisti, tra cui il grido “Sieg Heil”, accompagnato dal saluto nazista. Un video diffuso sui social e immagini pubblicate da LaPresse documentano alcuni dei momenti della contestazione davanti all’albergo.

Il tentativo di irruzione e il ritorno degli estremisti

In un primo momento gli estremisti sarebbero stati allontanati dalla sicurezza dell’hotel e dall’intervento della polizia. La situazione, tuttavia, non si sarebbe conclusa con il primo intervento delle forze dell’ordine.

Secondo quanto riferito dal presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, il gruppo sarebbe tornato poco dopo davanti alla struttura, bloccando nuovamente gli ingressi e mantenendo alta la tensione per diversi minuti.

“I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti”, ha denunciato Fadlun, definendo quanto accaduto una “ignobile provocazione”.

Il presidente della Comunità romana ha sottolineato in particolare che tra i giovani presenti nell’albergo vi erano anche ragazzi appartenenti alla Comunità Ebraica di Roma. La presenza degli educatori non avrebbe impedito agli aggressori di proseguire nelle provocazioni e nelle minacce dall’esterno.

La Comunità Ebraica di Roma ha quindi chiesto alle autorità bulgare di fare piena luce sull’accaduto e di identificare e perseguire rapidamente i responsabili.

La solidarietà della Comunità Ebraica di Milano

Solidarietà ai giovani è stata espressa anche dalla Comunità Ebraica di Milano, attraverso il suo presidente Walker Meghnagi.

“Esprimo la piena solidarietà della Comunità Ebraica di Milano ai giovani ebrei, tra cui alcuni milanesi, che in Bulgaria sono stati aggrediti verbalmente e minacciati da un gruppo di naziskin che inneggiava al nazismo davanti all’albergo dove alloggiavano”, ha dichiarato Meghnagi.

Il presidente della Comunità milanese ha espresso vicinanza anche agli educatori che accompagnavano la comitiva, auspicando che le autorità bulgare riescano a identificare e perseguire al più presto i responsabili.

Meghnagi ha inoltre ribadito che l’antisemitismo deve essere combattuto “sempre, senza ambiguità e senza distinzioni di appartenenza politica”, sottolineando che l’odio antiebraico resta tale indipendentemente dalla matrice ideologica di chi lo alimenta.

Tajani: “L’antisemitismo è un germe da estirpare”

L’episodio ha provocato immediate reazioni anche sul piano politico italiano.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà ai giovani ebrei italiani e condannato l’aggressione. “Esprimo solidarietà al gruppo di giovani ebrei italiani aggrediti e minacciati all’interno di un hotel a Sofia”, ha scritto sui social.

Tajani ha definito l’episodio “un ennesimo episodio di antisemitismo”, sottolineando la necessità di combattere e sradicare ogni forma di odio e discriminazione. Il ministro ha inoltre manifestato la propria vicinanza a Fadlun e alla Comunità Ebraica di Roma.

La deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi ha chiesto alla Farnesina di attivarsi con le autorità bulgare per garantire la sicurezza dei cittadini italiani e ottenere chiarimenti sull’accaduto. “L’antisemitismo sta rialzando la testa e non è un problema del passato, ma un’emergenza del presente”, ha affermato, richiamando l’Europa alla responsabilità di mantenere “alti gli anticorpi democratici”.

Anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha parlato di un fenomeno da non sottovalutare, richiamando l’attenzione sulla presenza di organizzazioni neonaziste, razzismo e antisemitismo in Europa e chiedendo che i responsabili vengano identificati e perseguiti.

Salvini: “Condanniamo ogni forma di violenza”

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che ha condannato quanto accaduto a Sofia e ha espresso solidarietà ai giovani italiani coinvolti.

“Quanto accaduto a Sofia è gravissimo”, ha scritto Salvini, ribadendo la condanna di ogni forma di violenza da parte di estremisti, “nazisti o comunisti”, nei confronti delle comunità ebraiche.

Il leader della Lega ha definito “odiosa e inaccettabile” ogni forma di “caccia all’ebreo”, collegandola anche a un clima di odio e delegittimazione che, a suo giudizio, viene alimentato da tempo.

Boldrini: “Antisemitismo ancora radicato nell’ultradestra”

Di segno diverso, ma altrettanto dura, la presa di posizione della deputata del Partito democratico Laura Boldrini, che ha espresso solidarietà ai giovani ebrei aggrediti a Sofia e indicato nell’episodio una conferma della persistenza dell’antisemitismo nelle formazioni dell’ultradestra europea.

“Purtroppo l’episodio dimostra come un forte sentimento antisemita sia ancora profondamente radicato nelle formazioni dell’ultradestra europea”, ha dichiarato Boldrini, sottolineando la necessità di contrastare la diffusione di fenomeni di violenza e odio antisemita.

La parlamentare ha inoltre richiamato la responsabilità delle istituzioni democratiche europee nel contrastare ogni forma di estremismo e discriminazione.

Un fenomeno che supera i confini europei

Il caso di Sofia si inserisce in un quadro più ampio di preoccupazione per la crescita degli episodi di antisemitismo in diversi Paesi occidentali. Anche negli Stati Uniti il fenomeno continua a essere monitorato con particolare attenzione.

Secondo dati citati dal Times of Israel, a New York nel mese di luglio gli episodi di odio contro gli ebrei hanno rappresentato circa il 70% del totale dei crimini d’odio registrati. I crimini d’odio antiebraici confermati dall’inizio dell’anno sarebbero inoltre aumentati dell’8,5%, passando da 189 nello stesso periodo dell’anno precedente a 205.

Numeri che, pur riferendosi a un contesto diverso da quello europeo, alimentano la preoccupazione internazionale per la diffusione di manifestazioni di odio antiebraico.

La sicurezza dei giovani ebrei al centro della denuncia

Al di là delle reazioni politiche, il caso di Sofia pone nuovamente una questione essenziale: la sicurezza dei giovani ebrei europei e la possibilità per loro di viaggiare e partecipare a iniziative internazionali senza essere esposti a intimidazioni e violenze.

La presenza di simboli e slogan nazisti davanti a un albergo nel quale soggiornavano adolescenti, accompagnati dai loro educatori, rende particolarmente grave la vicenda. Saranno ora le autorità bulgare a dover ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto, identificare le persone coinvolte e stabilire eventuali responsabilità penali.

La richiesta delle Comunità ebraiche italiane è chiara: fare piena luce sull’episodio e assicurare che chi ha minacciato e intimidito i giovani venga individuato e perseguito. Perché l’antisemitismo, come ogni forma di estremismo razzista, non può essere considerato una manifestazione del passato, ma rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza e la convivenza democratica.

(Redazione)

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