La presidente Donatella Danzi illustra le attività realizzate e le nuove iniziative che rafforzano la presenza della Dante Alighieri in Spagna, un presidio culturale che va oltre i corsi d’italiano, creando dialogo, ricerca e collaborazioni tra Italia e Spagna
MADRID – La Società Dante Alighieri, fondata nel lontano 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci, è sempre stata uno spazio vivo e dinamico orientato alla tutela e alla diffusione della nostra lingua. Ha rappresentato, fin dai suoi primi passi, un solido legame tra l’Italia e gli italiani all’estero, tra l’Italia e coloro che hanno imparato a conoscere e ad amare, attraverso la lingua, la nostra cultura e le nostre tradizioni.
A Madrid, il Comitato Dante Alighieri, dalla sua “ri-costituzione” nel 2015, si è trasformato in un presidio della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Non è una semplice accademia di lingue; è un’accademia linguistica. Non è pignoleria. È la realtà. Il Comitato Dante Alighieri, infatti, non si occupa solo dell’insegnamento della nostra lingua, ma va oltre. È un’istituzione che promuove lo studio, la ricerca e la diffusione della lingua e della cultura italiana.
Delle attività svolte lo scorso anno dal Comitato Dante Alighieri, e di quelle che “bollono in pentola” per i prossimi anni ne parliamo con la presidente, Donatella Danzi. Docente, attrice, regista, dottoressa di ricerca in Studi Letterari presso l’Università Complutense di Madrid, Donatella Danzi è, oggi, una delle figure più attive a livello internazionale nel campo della glottodidattica teatrale.
Professoressa ordinaria di Italiano Applicato al Canto presso la “Escuela Superior de Canto de Madrid”, dove cura anche la dizione italiana in numerose produzioni operistiche, nel suo ruolo di presidente del Comitato della Società Dante Alighieri di Madrid, promuove attivamente la diffusione della nostra lingua e della cultura in Spagna non limitandosi ai corsi d’italiano. Il Comitato Dante Alighieri di Madrid, infatti, promuove progetti didattici, eventi culturali e collaborazioni con istituzioni locali e internazionali.
– Ci può fare un bilancio delle attività svolte nel 2025 e nel primo semestre del 2026?
– Il bilancio è estremamente positivo. Il 2025 ha rappresentato per noi un anno particolarmente importante, perché ha coinciso con il decimo anniversario della rifondazione del Comitato di Madrid della Società Dante Alighieri. Dieci anni durante i quali abbiamo lavorato per trasformare il Comitato di Madrid in uno spazio culturale vivo, aperto e creativo, capace di mettere in dialogo Italia e Spagna.
Questo percorso decennale ha ricevuto anche un riconoscimento che mi ha profondamente emozionata: il Premio all’Italianità 2025, assegnatomi nella categoria Associazionismo dal ComItEs di Madrid. Lo considero non tanto un premio personale, quanto il riconoscimento di un cammino collettivo: del lavoro svolto dalla Dante di Madrid, dei suoi soci, dei docenti, degli studenti e di tutte le persone che hanno creduto nella possibilità di trasformare la cultura in un motore di relazione e di comunità.
Nel 2025 abbiamo continuato a sviluppare i corsi di lingua italiana, la preparazione agli esami di certificazione PLIDA e le attività culturali, rafforzando quella che considero la linea di ricerca più originale del nostro lavoro: l’incontro tra parola, teatro, musica e creatività per un apprendimento significativo della lingua italiana.
Un momento di grande rilievo è stato, durante la XXV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, la presentazione degli Atti del V Convegno Internazionale di Glottodidattica Teatrale, dedicato all’apprendimento delle lingue attraverso il teatro in musica e alla figura di Giacomo Puccini. Il progetto ha riunito università, studiosi, docenti, artisti e alcune delle più prestigiose accademie dei teatri lirici italiani. Nel 2025 inoltre abbiamo dedicato una particolare attenzione a Giuseppe Verdi, proponendo contenuti, ascolti guidati, approfondimenti e attività interattive pensate per restituire alle nuove generazioni la forza universale dei suoi temi: la libertà, la dignità, l’amore e la giustizia.
Nel primo semestre del 2026 abbiamo partecipato al progetto internazionale “Ascesa di Francesco nel Paradiso di Dante”, realizzato con Ars Pace, la Scuola Statale Italiana e la Città di Assisi. È stato un incontro particolarmente intenso, nel quale le letture degli studenti, la musica e la riflessione sul canto XI del Paradiso hanno costruito un dialogo tra Dante, san Francesco, la pace e il nostro presente.
Abbiamo inoltre continuato a investire nella ricerca e nella formazione dei docenti. Nel giugno 2026 sono stata invitata dall’Università di Coimbra a tenere una sessione sulla glottodidattica teatrale e sull’interazione nella classe di italiano come lingua straniera. È un risultato significativo, perché la linea di ricerca avviata a Madrid si inserisce oggi in una rete internazionale di sperimentazione e confronto sulla glottodidattica teatrale.
In sintesi, è stato un periodo di consolidamento, ma anche di apertura: più relazioni internazionali, più interdisciplinarità e una presenza sempre più riconoscibile della Dante di Madrid nel tessuto culturale madrileno.
Naturalmente, quanto raccontato rappresenta soltanto una sintesi del lavoro svolto dal Comitato di Madrid. È importante ricordare che la Società Dante Alighieri è presente in Spagna con ben dodici Comitati, distribuiti su tutto il territorio nazionale, ciascuno impegnato, con la propria identità e le proprie iniziative, nella promozione della lingua e della cultura italiana.

– Quali sono i programmi e i progetti futuri?
– Il nostro obiettivo è continuare a far crescere la Dante di Madrid come una vera officina della lingua e della cultura italiana: un luogo nel quale la tradizione dialoghi con i linguaggi del presente e nel quale lo studio della lingua diventi un’esperienza viva, creativa e condivisa.
Tra i progetti più significativi del prossimo autunno vi è “Poeti tutti! Poetando italiano”, che stiamo organizzando in occasione della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata al tema “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”. Il progetto, gratuito e aperto al pubblico, si svolgerà dal 19 al 21 ottobre 2026 e sarà dedicato alla scoperta della poesia italiana contemporanea attraverso la lettura, l’interpretazione scenica e il coinvolgimento diretto dei partecipanti.
Il percorso si concentrerà sulla figura e sull’opera della poetessa milanese Antonia Pozzi. Due giornate di laboratorio saranno dedicate alla comprensione, alla lettura espressiva e alla messa in scena dei suoi testi. Il progetto si concluderà con la serata “Le voci di Antonia”, una lettura scenica aperta al pubblico sulla vita e sull’opera della poetessa, durante la quale gli studenti e i partecipanti condivideranno il palcoscenico con attori professionisti. L’iniziativa si realizzerà con il contributo della sede centrale della Società Dante Alighieri e con la collaborazione dell’Università Complutense di Madrid, delle associazioni Mondintermedi e Mondi Lombardia e della casa editrice Valore Italiano di Roma.

A novembre realizzeremo inoltre il workshop “Dante: versi in azione”, un laboratorio teatrale dedicato all’avvicinamento alla lingua italiana attraverso il teatro, le emozioni e la creatività, diretto da Manuele Morgese. I versi di Dante non saranno affrontati soltanto come testi da leggere o analizzare, ma come parole da pronunciare, interpretare e trasformare in azione scenica. Il corpo, la voce, l’immaginazione e il lavoro di gruppo diventeranno strumenti per comprendere il testo e stabilire con la lingua italiana una relazione più immediata e personale. Questa iniziativa, progettata in collaborazione con il Teatro Zeta dell’Aquila, si realizzerà con il contributo della sede centrale, del Comune dell’Aquila e delle associazioni Mondi Lombardia e Casa d’Abruzzo.
Queste attività si inseriscono pienamente nel nostro percorso di ricerca sulla glottodidattica teatrale e sul teatro come strumento capace di avvicinare gli studenti alla lingua italiana in modo vivo, creativo ed emotivo.
Il teatro aiuta infatti a superare la paura dell’errore, favorisce la spontaneità, migliora la pronuncia e la competenza comunicativa e, soprattutto, permette di vivere la lingua con un coinvolgimento non solo linguistico, ma anche emotivo, multisensoriale, culturale e sociale. Quando uno studente entra in scena, non utilizza più l’italiano soltanto come materia di studio: lo trasforma in voce, gesto, relazione e presenza. È in quel momento che la lingua smette di essere percepita come qualcosa di esterno e comincia a diventare parte di un atto comunicativo significativo per il discente.
Parallelamente, vogliamo consolidare i corsi di italiano, la preparazione alla certificazione PLIDA e i percorsi più flessibili e personalizzati. Continueremo anche a potenziare i laboratori culturali, nei quali l’italiano viene vissuto attraverso il cinema, l’arte, la letteratura, l’opera, la moda, la cucina, la gestualità, la scrittura creativa e la recitazione. La nostra idea è semplice: per amare veramente una lingua bisogna poterla attraversare con la mente, con il corpo e con le emozioni.
Per il 2028 è inoltre previsto un importante evento dedicato a quella che definisco l’italofonia dell’opera: una comunità ampia e dinamica che contribuisce alla diffusione internazionale della lingua italiana attraverso il melodramma, il canto e il patrimonio teatrale e musicale. L’opera ha portato per secoli l’italiano nei teatri di tutto il mondo e continua ancora oggi a rappresentare uno dei principali punti di accesso alla nostra lingua per cantanti, musicisti e appassionati di culture diverse. In questo senso, l’italofonia non comprende soltanto chi parla l’italiano come lingua madre o ufficiale, ma anche coloro che lo studiano, lo insegnano, lo promuovono e vi si riconoscono culturalmente. Si tratta quindi di una rete internazionale che, attraverso l’opera, diventa veicolo di incontro, apprendimento e creazione artistica.
Si terrà anche la sesta edizione del Convegno Internazionale di Glottodidattica Teatrale, che approfondirà ulteriormente la relazione tra teatro, musica e apprendimento delle lingue. Vogliamo creare un luogo stabile di confronto tra docenti, ricercatori, attori, registi, musicisti, cantanti e istituzioni formative, favorendo la nascita di nuovi metodi e strumenti didattici.
Uno dei nostri obiettivi è continuare a far crescere la Dante di Madrid come spazio permanente di ricerca glottodidattica, sperimentazione, collaborazione e creatività: un luogo capace di contribuire alla diffusione della lingua e della cultura italiana in Spagna e di generare nuove forme di dialogo tra i nostri due Paesi.
– Com’è cambiato l’identikit di coloro che frequentano la Società Dante Alighieri?
– Per quanto riguarda il Comitato di Madrid, il profilo di chi frequenta la Dante è oggi molto più aperto, internazionale e trasversale. Accanto a chi studia l’italiano per riscoprire le proprie origini o per passione, troviamo studenti universitari ed Erasmus, professionisti, artisti, insegnanti, ricercatori e persone che progettano di studiare o lavorare in Italia.
È cambiato anche il modo di vivere la Dante: chi la frequenta non vuole essere soltanto destinatario di una lezione, ma desidera partecipare, confrontarsi, creare e vivere la lingua in prima persona. Per questo proponiamo classi raccolte, attività multimediali e laboratori nei quali il coinvolgimento diretto è parte essenziale dell’apprendimento.
La Dante di Madrid è quindi una comunità culturale intergenerazionale, nella quale persone con esperienze e obiettivi diversi si incontrano attraverso la lingua italiana.
– Qual è il profilo degli studenti dei corsi d’italiano?
– Non esiste un unico profilo. I nostri studenti hanno età, professioni e motivazioni molto diverse.
Ci sono universitari, giovani professionisti, persone che studiano l’italiano per esigenze lavorative, candidati alla certificazione PLIDA e appassionati d’arte, musica e teatro, interessati a un approccio diverso, più creativo e coinvolgente, all’apprendimento della lingua italiana. Ciò che li accomuna è il desiderio di un apprendimento personale e non impersonale, in un ambiente nel quale la lingua sia collegata alla cultura. Non vogliono semplicemente conoscere l’italiano, ma sentirsi capaci di usarlo e di entrare realmente in relazione con l’Italia.
– Quali sono le ragioni che motivano il pubblico spagnolo a interessarsi alla nostra lingua e cultura?
– Tra Italia e Spagna esiste una vicinanza profonda, fatta di affinità linguistiche, culturali ed emotive. L’italiano attrae per la sua musicalità, per il patrimonio artistico e letterario che rappresenta e per il legame con il cinema, il teatro, l’opera, la moda, il design e la gastronomia.
Per alcuni è una scelta legata allo studio o al lavoro; per altri nasce dal desiderio di viaggiare, conoscere meglio l’Italia o coltivare una passione personale. I più giovani vi si avvicinano anche attraverso la musica, le serie, il cinema e i linguaggi contemporanei.
Imparare una lingua significa entrare in un nuovo immaginario. L’italiano non offre soltanto parole, ma un ritmo, una sensibilità e un modo diverso di guardare il mondo.
È questo incontro tra lingua, cultura ed esperienza che cerchiamo di rendere possibile ogni giorno alla Dante di Madrid.
Redazione Madrid
