Vacanze a rate e Buy Now Pay Later


Il nuovo debito che rischia di trasformare l’estate in un problema per le famiglie. KRUK Italia e FEduF, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, hanno individuato sette segnali di attenzione nella gestione dei pagamenti.


MADRID.- Le vacanze si prenotano sempre più spesso a rate. Un volo, un hotel, un pacchetto turistico o un’esperienza possono essere acquistati oggi e pagati in più tranche attraverso lo smartphone, con pochi clic e senza la percezione immediata di aver contratto un vero e proprio debito. È il fenomeno del Buy Now Pay Later (BNPL), una delle forme di pagamento digitale in maggiore espansione, che sta entrando rapidamente anche nel settore turistico.

Una comodità per il consumatore, ma anche un fenomeno sul quale cominciano a concentrarsi le preoccupazioni di associazioni e istituzioni finanziarie. Il rischio è che la facilità di accesso al credito finisca per rendere normale il ricorso a piccoli finanziamenti anche per spese non essenziali, contribuendo a una progressiva erosione della capacità economica delle famiglie.

Secondo i dati citati dall’Unione consumatori italiani, nei primi cinque mesi del 2026 gli italiani avrebbero richiesto finanziamenti per circa 170 milioni di euro destinati esclusivamente alle vacanze. E il fenomeno continua a crescere: nel solo giugno 2026 gli acquisti legati ai viaggi effettuati attraverso formule Buy Now Pay Later sarebbero aumentati del 33,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Numeri che raccontano un cambiamento nelle abitudini di consumo e che sollevano una domanda: cosa accade quando il credito non serve più a fronteggiare un’emergenza o un investimento, ma viene utilizzato per permettersi una vacanza che, diversamente, non si potrebbe sostenere?

Il meccanismo è semplice: comprare oggi, pagare dopo

Il successo del Buy Now Pay Later deriva anche dalla sua semplicità. Al momento dell’acquisto il consumatore sceglie il pagamento dilazionato, spesso attraverso un’applicazione o una piattaforma digitale, e suddivide la spesa in più rate.

La singola rata può apparire molto contenuta. È proprio questo uno degli elementi che rendono il sistema particolarmente attraente: il prezzo complessivo tende a passare in secondo piano rispetto all’impatto immediato della prima rata.

Una vacanza da mille euro, per esempio, può essere psicologicamente percepita in maniera molto diversa se presentata come un pagamento unico oppure come una serie di rate apparentemente sostenibili.

Il problema emerge quando questo meccanismo viene utilizzato contemporaneamente per più acquisti. Una rata per il viaggio, un’altra per un elettrodomestico, una per l’abbigliamento, un’altra ancora per un acquisto online. Singolarmente possono sembrare impegni modesti. Sommando le scadenze, però, il peso sul bilancio familiare può diventare significativo.

È proprio questa normalizzazione del piccolo debito a preoccupare l’Unione consumatori italiani.

Il rischio del sovraindebitamento invisibile

“Il problema non è lo strumento del Buy Now Pay Later in sé ma l’utilizzo che ne viene fatto”, sostiene Massimiliano Albanese, segretario federale dell’Unione consumatori italiani.

Il credito, osserva l’associazione, può svolgere una funzione economica e sociale importante quando consente di affrontare un investimento, una spesa imprevista o una necessità essenziale. Il problema nasce quando diventa il mezzo ordinario per finanziare consumi che non sarebbero sostenibili con il reddito disponibile.

È qui che il BNPL può trasformarsi in un fenomeno più ampio: non un grande debito improvviso, ma una moltiplicazione di piccoli debiti.

“Tante piccole rate, sommate tra loro, possono diventare un peso insostenibile per migliaia di famiglie”, sottolinea Albanese, secondo il quale il sovraindebitamento può svilupparsi proprio attraverso una serie di impegni apparentemente innocui che finiscono progressivamente per comprimere il reddito disponibile.

A complicare il quadro c’è anche il fatto che il pagamento rateale tende a separare psicologicamente il momento del consumo da quello del suo effettivo costo economico. Si acquista oggi ciò che verrà pagato nei mesi successivi, quando magari saranno già presenti altre spese.

Il problema diventa ancora più evidente in vacanza

Il settore turistico rappresenta un terreno particolarmente favorevole alla diffusione di questo modello.

Secondo i dati Ipsos, il 72% degli italiani prevede di partire almeno una volta durante l’estate 2026, una quota sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Una settimana di vacanza ad agosto per due persone costa mediamente circa 1.050 euro.

La prenotazione, tuttavia, rappresenta soltanto l’inizio delle spese.

Una volta arrivati a destinazione entrano in gioco ristoranti, escursioni, trasporti, shopping, aperitivi, ingressi, souvenir e imprevisti. Sono proprio queste spese quotidiane, spesso non pianificate, a poter far saltare il budget costruito nei mesi precedenti.

Il rischio aumenta perché durante una vacanza la percezione del limite di spesa può attenuarsi. Il pensiero “me lo merito” può prevalere sulla valutazione delle conseguenze finanziarie. E il pagamento elettronico rende spesso ancora meno evidente la quantità di denaro che sta effettivamente uscendo dal conto.

Al ritorno, però, le spese non scompaiono: insieme alle rate della vacanza arrivano nuovamente affitto o mutuo, bollette, abbonamenti, spese alimentari e altri finanziamenti eventualmente già in corso.

Un Paese nel quale il debito è già diffuso

Il fenomeno va letto anche alla luce della situazione finanziaria delle famiglie italiane.

Secondo la ricerca Ipsos Doxa 2025 realizzata per la Giornata Senza Debiti di KRUK Italia, il 41% degli italiani ha almeno un debito a proprio nome. Tra coloro che hanno un finanziamento, il 13% avrebbe già saltato almeno una rata e un ulteriore 16% avrebbe rischiato di farlo.

Sono dati che rendono ancora più delicato l’incremento del ricorso a forme di credito semplici, rapide e digitali.

La stessa Banca d’Italia ha richiamato l’attenzione sulla forte crescita del Buy Now Pay Later e sui potenziali rischi collegati al sovraindebitamento, evidenziando l’importanza di rafforzare la tutela dei consumatori e l’educazione finanziaria.

Il problema, dunque, non è demonizzare la tecnologia finanziaria. È impedire che la facilità con cui si può ottenere una dilazione di pagamento venga confusa con la reale capacità di sostenere quella spesa.

Il turismo non può crescere sull’indebitamento delle famiglie

La questione riguarda anche l’economia nel suo complesso.

Il turismo è uno dei principali settori dell’economia italiana e sostenere la domanda turistica è certamente importante. Ma una crescita fondata sulla capacità delle famiglie di acquistare oggi attraverso il credito ciò che non possono permettersi con il reddito corrente rischia di essere fragile.

“La crescita del turismo non può poggiare sull’indebitamento delle famiglie”, avverte Albanese. Il rischio, secondo l’Uci, è costruire un apparente aumento dei consumi destinato a produrre successivamente conseguenze negative sia per i cittadini sia per il sistema economico.

La domanda turistica, in altre parole, dovrebbe essere sostenuta dalla capacità di spesa reale e non dalla continua espansione del credito al consumo.

Le sette spie da non ignorare

Per aiutare i consumatori a riconoscere i comportamenti più rischiosi, KRUK Italia e FEduF, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, hanno individuato sette segnali di attenzione nella gestione dei pagamenti.

Il primo è non sapere quanto denaro rimane ogni mese dopo aver pagato affitto o mutuo, bollette, spesa e rate.

Un’altra spia è rimandare sistematicamente i pagamenti, pensando che si potrà recuperare in seguito.

Preoccupante anche il ricorso alla carta o alle rate per concedersi uno sfizio quando il bilancio mensile è già sotto pressione. A questo si aggiunge il comportamento di chi evita di controllare il conto per non vedere quanto ha speso.

Altri segnali sono il pagamento delle spese sulla base dell’impatto emotivo anziché delle scadenze effettive, il ricorso alla giustificazione “me lo merito” seguito immediatamente dal senso di colpa e, infine, l’assenza di un sistema per ricordare le scadenze, affidandosi esclusivamente alla memoria.

Sono comportamenti apparentemente quotidiani, ma che possono diventare pericolosi quando si sommano.

Educazione finanziaria prima dell’emergenza

“Educazione finanziaria significa anche imparare a riconoscere in anticipo i comportamenti che possono mettere sotto pressione il bilancio personale”, spiega Giovanna Boggio Robutti, direttrice generale di FEduF.

Il punto non è rinunciare alle vacanze né demonizzare gli strumenti di pagamento innovativi. È distinguere tra ciò che si desidera, ciò che si può realmente acquistare e ciò che si è già impegnati a pagare.

Il BNPL, in questo senso, può essere uno strumento utile se utilizzato consapevolmente e all’interno di un bilancio sostenibile. Diventa invece problematico quando permette di superare sistematicamente il limite della propria capacità di spesa.

La vera questione è quindi culturale prima ancora che finanziaria: quanto siamo consapevoli del prezzo reale delle nostre decisioni quando il costo viene spezzettato in piccole rate?

Dal “me lo posso permettere?” al “quanto mi costerà davvero?”

Il successo del Buy Now Pay Later mostra quanto sia cambiato il rapporto tra consumatori e credito. Un tempo chiedere un finanziamento implicava generalmente una decisione ponderata, mentre oggi ottenere una dilazione può richiedere pochi secondi e qualche clic.

È proprio questa facilità a richiedere maggiore consapevolezza.

Prima di acquistare una vacanza a rate, la domanda da porsi non dovrebbe essere soltanto “quanto costa la rata?”, ma soprattutto “quanto posso spendere senza compromettere le spese dei prossimi mesi?”.

E lo stesso ragionamento dovrebbe valere per tutte le spese successive alla prenotazione.

La vacanza dovrebbe essere un momento di libertà e di riposo, non l’inizio di una lunga coda di pagamenti. Perché il rischio più insidioso del nuovo credito digitale non è necessariamente il grande debito visibile, ma quello che si costruisce lentamente, una piccola rata dopo l’altra, fino a diventare troppo pesante per il bilancio familiare.

Come osserva l’Uci, le crisi economiche e sociali raramente nascono all’improvviso. Spesso si sviluppano attraverso comportamenti che, presi singolarmente, sembrano innocui. Il momento per intervenire, quindi, è prima che il “compra ora, paga dopo” diventi “paga ancora, anche quando non puoi più permettertelo”.

(Redazione)

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