Nel 2024 quasi 8mila casi, allarme per clamidia e gonorrea. L’Istituto Superiore di Sanità mette inoltre a disposizione il Telefono Verde AIDS e IST (800 861061), un servizio gratuito e anonimo che offre informazioni scientificamente aggiornate su HIV e infezioni sessualmente trasmesse
MADRID.- L’aumento delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) in Italia continua a destare preoccupazione. È quanto emerge dal nuovo rapporto dei due sistemi di sorveglianza coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che fotografa una crescita costante dei casi nel 2024 e richiama l’urgenza di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e informazione.
Nel corso del 2024 sono stati segnalati quasi 8.000 casi di infezioni sessualmente trasmesse, con un incremento del 12% rispetto al 2023, anno che aveva già registrato un forte aumento rispetto al precedente. Un andamento che conferma un trend in costante crescita e che, secondo gli esperti, richiede interventi coordinati sul piano sanitario e della salute pubblica.
La direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS, Anna Teresa Palamara, sottolinea come la situazione sia motivo di seria attenzione. Per invertire questa tendenza, spiega, è necessario agire contemporaneamente su più fronti: favorire la diagnosi e il trattamento tempestivo delle infezioni, promuovere la prevenzione attraverso le vaccinazioni contro HPV ed epatite, diffondere una corretta informazione e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di adottare comportamenti sessuali sicuri.
Tra le infezioni che registrano la crescita più marcata figura la clamidia. Nel 2024 le segnalazioni sono aumentate del 41,5% rispetto all’anno precedente, con un incremento particolarmente significativo, pari al 61,2%, tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM). La maggiore diffusione si osserva nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, dove la prevalenza raggiunge l’8,3%, contro il 2,7% registrato tra gli adulti oltre i 24 anni.
Anche la gonorrea continua a diffondersi rapidamente. Dal 2010 al 2024 le segnalazioni sono quintuplicate, raggiungendo nel 2024 il valore più elevato mai registrato, con 1.555 nuovi casi. Soltanto negli ultimi tre anni, dal 2021 al 2024, l’incremento è stato dell’84%.
In crescita anche i casi di sifilide
Prosegue inoltre la crescita della sifilide. Tra il 2021 e il 2024 le diagnosi di sifilide primaria e secondaria sono aumentate del 16%, con 695 nuovi casi registrati nel 2024. Oltre il 73% delle diagnosi riguarda uomini che hanno rapporti sessuali con uomini.
Il rapporto dedica attenzione anche al virus Mpox (Monkeypox). Dal giugno 2023 alla fine del 2024 il sistema di sorveglianza ha registrato 59 nuovi casi, il 91,5% dei quali diagnosticati nella popolazione MSM.
Particolarmente rilevante è anche il collegamento tra infezioni sessualmente trasmesse e HIV. Nel 2024, tra le 4.981 persone con una IST sottoposte al test HIV, 599 sono risultate positive, pari a una prevalenza del 12%. Si tratta di un valore circa quaranta volte superiore rispetto a quello stimato nella popolazione generale italiana, confermando come la presenza di una IST rappresenti un importante indicatore di rischio anche per l’infezione da HIV.
Le infezioni sessualmente trasmesse comprendono un ampio gruppo di patologie provocate da batteri, virus e parassiti. Tra quelle curabili rientrano clamidia, gonorrea, sifilide e tricomoniasi, mentre infezioni come HIV, papillomavirus umano (HPV), herpes genitale ed epatite B possono essere controllate ma non eliminate definitivamente. Molte di queste malattie decorrono senza sintomi evidenti, favorendone la diffusione inconsapevole e ritardando la diagnosi.
Un fenomeno che rappresenta una delle principali sfide sanitarie globali
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni giorno nel mondo vengono contratte oltre un milione di nuove infezioni sessualmente trasmesse e ogni anno si registrano circa 374 milioni di nuovi casi di clamidia, gonorrea, sifilide e tricomoniasi. Numeri che evidenziano come il fenomeno rappresenti una delle principali sfide sanitarie globali.
Per contrastare questa crescita, l’Istituto Superiore di Sanità indica alcune priorità operative: facilitare l’accesso ai servizi di diagnosi e cura attraverso percorsi assistenziali integrati, aumentare l’offerta del test HIV per chi presenta una IST, rafforzare gli screening per le epatiti virali B e C, incentivare le vaccinazioni contro HPV ed epatite, migliorare il tracciamento dei contatti e il trattamento dei partner sessuali.
L’importanza dell’educazione sanitaria
Grande importanza viene attribuita anche all’educazione sanitaria. L’ISS invita a promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi, sulle possibili complicanze e sulle modalità di trasmissione delle infezioni, ricordando che il preservativo, se utilizzato correttamente e con continuità, rappresenta ancora oggi il principale strumento di prevenzione contro la maggior parte delle infezioni sessualmente trasmesse e dell’HIV. A questo si affiancano la riduzione dei comportamenti a rischio, un uso responsabile di alcol e sostanze stupefacenti e il ricorso ai test diagnostici in presenza di rapporti non protetti o di eventuali sintomi.
L’Istituto Superiore di Sanità mette inoltre a disposizione il Telefono Verde AIDS e IST (800 861061), un servizio gratuito e anonimo che offre informazioni scientificamente aggiornate su HIV e infezioni sessualmente trasmesse, insieme al portale informativo “Uniti contro l’AIDS”, con l’obiettivo di favorire una maggiore conoscenza e contribuire a contenere una diffusione che, anno dopo anno, continua a crescere.
(Redazione)
