Mattarella durante la consegna del “Ventaglio”: “Libertà di stampa e democrazia sono inseparabili”


Il Capo dello Stato ha ribadito con decisione il valore costituzionale dell’informazione libera, indicando nella tutela del giornalismo una delle condizioni essenziali per la salute delle istituzioni democratiche.


MADRID.- La libertà di stampa come pilastro della democrazia, il ruolo insostituibile dei giornalisti come testimoni della realtà, la necessità di proteggere l’informazione indipendente e le preoccupazioni per i rischi dell’intelligenza artificiale applicata alla produzione delle notizie. È un messaggio forte e articolato quello lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della tradizionale cerimonia della consegna del “Ventaglio”, organizzata al Quirinale dall’Associazione Stampa Parlamentare.

Davanti ai rappresentanti dell’informazione parlamentare, ai direttori di quotidiani e agenzie di stampa, ai giornalisti accreditati al Quirinale, ai vertici della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dell’Ordine dei Giornalisti, il Capo dello Stato ha ribadito con decisione il valore costituzionale dell’informazione libera, indicando nella tutela del giornalismo una delle condizioni essenziali per la salute delle istituzioni democratiche.

Libertà, informazione e democrazia: un legame inscindibile

Nel passaggio più significativo del suo intervento, Mattarella ha riaffermato un principio che negli ultimi anni ha richiamato più volte: “Libertà, informazione e democrazia sono co-essenziali”.

Un’affermazione che sintetizza la sua visione del ruolo della stampa in una società democratica. Per il Presidente, quando il lavoro dei giornalisti viene ostacolato o impedito, non si tratta di un problema che riguarda soltanto i professionisti dell’informazione.

“I giornalisti sono testimoni dei fatti. Quando questo compito viene impedito od ostacolato, non si tratta di aggressioni a singoli professionisti bensì di un vulnus recato a tutti noi perché la libertà è un bene indivisibile”, ha affermato.

Parole che rappresentano una delle più nette difese del giornalismo come servizio pubblico e presidio democratico, in un momento storico caratterizzato, nel mondo, da crescenti tensioni nei confronti dei media e dalla diffusione della disinformazione.

Il richiamo al Media Freedom Act europeo

Il Presidente ha inoltre ricordato l’entrata in vigore, nell’agosto 2025, del Regolamento europeo sulla libertà dei media (European Media Freedom Act), che introduce norme sull’indipendenza editoriale, sul funzionamento dei media pubblici e sul ruolo delle grandi piattaforme digitali.

Mattarella ha osservato come il ritardo nel pieno recepimento delle disposizioni europee, anche in Italia, risulti “difficilmente comprensibile”, considerando che quelle regole sono state elaborate con il contributo degli stessi governi e del Parlamento europeo.

Ha quindi sottolineato che “il ruolo essenziale dell’informazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità”.

Il Capo dello Stato ha anche auspicato il superamento della situazione di stallo che interessa il sistema radiotelevisivo pubblico, richiamando la necessità di ripristinare il pieno funzionamento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

L’allarme sull’intelligenza artificiale

Una parte importante del discorso è stata dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo dell’informazione.

Mattarella ha espresso preoccupazione per la proliferazione di contenuti generati automaticamente, parlando di “cloni di notizie” prodotti dalle macchine, destinati a moltiplicarsi senza alcuna verifica e amplificati dagli strumenti di traduzione automatica.

Il Presidente ha posto interrogativi che investono direttamente il futuro della professione giornalistica: “Di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti?”.

Per il Capo dello Stato la risposta è evidente: “L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly”.

Ha inoltre osservato come nella pratica quotidiana inizino ad accumularsi errori nelle analisi e nelle risposte prodotte dagli strumenti di intelligenza artificiale, ribadendo che solo un’informazione libera, indipendente e approfondita può contribuire alla formazione delle convinzioni e dei valori dei cittadini.

“Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà”, ha concluso, richiamando la responsabilità degli operatori dell’informazione.

Un invito al rispetto del giornalismo

Il discorso pronunciato al Quirinale conferma ancora una volta la costante attenzione di Sergio Mattarella verso il ruolo della stampa nel sistema democratico.

Nel corso del suo mandato il Presidente ha più volte difeso il diritto di cronaca, richiamato la necessità di garantire la sicurezza dei giornalisti e sottolineato come il pluralismo dell’informazione costituisca una garanzia per tutti i cittadini, non soltanto per chi esercita la professione.

Anche in questa occasione il Capo dello Stato ha ribadito che la tutela dei giornalisti non rappresenta un privilegio di categoria, ma uno strumento indispensabile per assicurare ai cittadini il diritto a un’informazione libera, verificata e indipendente.

Le altre riflessioni del Presidente

Nel suo intervento Mattarella ha affrontato anche numerosi temi di politica nazionale e internazionale.

Ha richiamato la necessità di rafforzare il progetto europeo attraverso una riforma dell’Unione e dei suoi strumenti decisionali, ribadendo che una difesa comune europea rappresenta uno strumento di pace e non una minaccia.

Sul piano interno ha invitato tutte le forze politiche a mantenere un confronto rispettoso, evitando aggressività verbale e contrapposizioni sterili, e ha espresso nuovamente preoccupazione per il crescente astensionismo elettorale, definendolo una delle principali questioni che la politica dovrebbe affrontare.

Ha inoltre condannato con fermezza ogni forma di violenza politica, definendola “un virus letale per la democrazia”, e ha denunciato il crescente clima di intolleranza verso le opinioni altrui, che rischia di alimentare ulteriori tensioni nella società.

La cerimonia si è conclusa con la consegna del tradizionale “Ventaglio”, quest’anno intitolato “Speranza”, realizzato da Piero Malatesta Piano, allievo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, vincitore del concorso promosso dall’Associazione Stampa Parlamentare. Un simbolo che ben si è accompagnato al messaggio del Presidente: la difesa dell’informazione libera e del giornalismo professionale è indispensabile per mantenere alta la speranza di vivere in una società giusta, inclusiva, ben informata e disposta a risolvere le proprie differenze attraverso il dialogo.

(Redazione)

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