Il presidente della FIFA propone la nascita di una società da 20 miliardi di dollari per gestire i diritti commerciali e le principali competizioni. Obiettivo: finanziare lo sviluppo del calcio con oltre 10 miliardi in quattro anni. L’Europa si oppone e cresce lo scontro con la UEFA.
MADRID. – Il futuro del calcio mondiale potrebbe passare attraverso una delle più profonde trasformazioni della storia della FIFA. Il presidente Gianni Infantino ha presentato un ambizioso progetto che prevede la creazione di una nuova società valutata circa 20 miliardi di dollari, destinata a gestire gli aspetti commerciali delle competizioni organizzate dalla federazione internazionale, a partire dalla Coppa del Mondo.
Secondo la FIFA, l’iniziativa consentirebbe di aumentare in modo significativo i fondi destinati allo sviluppo del calcio nei cinque continenti. Ma il progetto ha immediatamente provocato una dura reazione della UEFA, che lo considera un’eccessiva apertura agli investitori privati e minaccia addirittura il boicottaggio delle prossime edizioni dei Mondiali.
Nasce FIFA Forward Enterprise
Il fulcro della riforma è rappresentato dalla nascita della FIFA Forward Enterprise (FFE), una nuova società interamente controllata dalla FIFA che avrà il compito di gestire le attività commerciali, gli eventi e i diritti legati alle principali competizioni internazionali.
L’organizzazione guidata da Infantino sostiene che questa struttura permetterà di valorizzare maggiormente il patrimonio economico del calcio mondiale, distribuendo una parte consistente delle nuove risorse alle 211 federazioni affiliate.
L’obiettivo dichiarato è raccogliere 4,2 miliardi di dollari entro la fine dell’anno attraverso l’ingresso di investitori di minoranza, mantenendo comunque il controllo della nuova società nelle mani della FIFA.
Oltre 10 miliardi per lo sviluppo del calcio
Secondo il progetto illustrato da Infantino, le nuove risorse consentirebbero di portare gli investimenti destinati allo sviluppo del calcio mondiale a oltre 10 miliardi di dollari nel prossimo quadriennio.
La FIFA sostiene che ogni federazione, indipendentemente dalle proprie dimensioni o dalla propria capacità economica, potrà beneficiare di finanziamenti destinati alla crescita delle infrastrutture, della formazione tecnica, del calcio femminile e dei programmi giovanili.
Il presidente della FIFA parla di una vera e propria “democratizzazione del calcio”, con l’intenzione di sostenere soprattutto le federazioni dei Paesi emergenti e delle aree finora meno sviluppate dal punto di vista sportivo.
Gli investitori privati e il ruolo di JP Morgan
Per realizzare l’operazione, la FIFA si è affidata alla consulenza finanziaria di JP Morgan, mentre tra i potenziali investitori figurerebbe anche Thrive Eternal, società fondata da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
La presenza di investitori privati ha però alimentato le preoccupazioni di chi teme una crescente finanziarizzazione del calcio internazionale e una trasformazione della Coppa del Mondo in un asset commerciale sempre più orientato ai mercati finanziari.
La UEFA alza il muro
La risposta della UEFA è stata immediata e molto dura.
Il presidente Aleksander Ceferin avrebbe definito il progetto un punto di non ritorno, arrivando a minacciare il boicottaggio dei prossimi Mondiali qualora la riforma dovesse essere approvata.
Nei prossimi giorni le 55 federazioni affiliate alla UEFA sono chiamate a una riunione straordinaria per valutare ufficialmente il piano presentato dalla FIFA e definire una linea comune.
Le tensioni tra le due organizzazioni non sono nuove. I rapporti tra Infantino e Ceferin si sono progressivamente deteriorati negli ultimi anni, anche in seguito alle divergenze sulla gestione del calendario internazionale e sull’espansione delle competizioni FIFA.
Le critiche della politica
Le perplessità non arrivano soltanto dal mondo del calcio.
Tra le voci più critiche si è distinto anche il primo ministro britannico Andy Burnham, che attraverso un messaggio pubblicato sui social ha dichiarato che “la Coppa del Mondo non è un prodotto”, aggiungendo che “una volta venduta una parte, si rischia di vendere tutto”.
Le sue parole riflettono il timore che il valore simbolico e sportivo della manifestazione possa essere subordinato a logiche esclusivamente economiche.
Un progetto che divide il calcio mondiale
Per la FIFA il nuovo modello rappresenta un’opportunità storica per redistribuire ricchezza e rendere il calcio realmente globale, offrendo nuove risorse soprattutto alle federazioni più piccole e meno sviluppate.
Per la UEFA e per molti osservatori europei, invece, il progetto rischia di modificare profondamente gli equilibri di governance del calcio internazionale, aumentando il peso degli investitori privati nella gestione del torneo più prestigioso del pianeta.
La contrapposizione si inserisce inoltre in un contesto politico già delicato, caratterizzato dalla crescente vicinanza tra Infantino e il presidente statunitense Donald Trump, elemento che negli ultimi mesi ha alimentato ulteriori tensioni all’interno del panorama calcistico internazionale.
Una decisione destinata a segnare il futuro della FIFA
Nelle prossime settimane saranno le federazioni affiliate alla FIFA a esprimersi sulla proposta. Se il progetto dovesse ottenere il via libera, il calcio mondiale potrebbe entrare in una nuova fase, nella quale la gestione commerciale delle competizioni internazionali assumerebbe un peso ancora maggiore.
Qualunque sarà l’esito del confronto, una cosa appare già evidente: il piano di Gianni Infantino ha aperto una frattura profonda tra la FIFA e la UEFA, destinata a influenzare non solo il futuro dei Mondiali, ma anche gli equilibri politici ed economici dello sport più seguito al mondo.
(Redazione)
