Il 29 luglio si celebra la ricorrenza dedicata alla tutela del grande felino. Dal WWF arrivano segnali incoraggianti: in Nepal le tigri sono passate da 121 a 429 in sedici anni. Resta però la sfida della convivenza con l’uomo e della protezione degli habitat.
MADRID. – La Giornata Mondiale della Tigre, che si celebra il 29 luglio, porta con sé una delle notizie più incoraggianti degli ultimi anni per la conservazione della biodiversità. Dal Nepal arriva infatti una storia di successo che dimostra come investimenti costanti nella tutela della natura possano produrre risultati concreti: in appena sedici anni la popolazione di tigri è più che triplicata, passando dai 121 esemplari censiti nel 2010 agli attuali 429.
Il dato, diffuso dal governo nepalese e rilanciato dal WWF, rappresenta uno dei più importanti esempi di recupero di una specie minacciata a livello mondiale. Un traguardo che alimenta la speranza, ma che non deve far dimenticare come la tigre continui a essere una delle specie simbolo della fauna selvatica ancora esposte a gravi rischi.
Il successo del Nepal
L’aumento della popolazione di tigri in Nepal è il risultato di una strategia di conservazione portata avanti con continuità negli ultimi anni. Fondamentale è stato il coinvolgimento diretto delle comunità locali, chiamate a convivere con il grande felino attraverso interventi concreti per ridurre i conflitti.
Nella regione del Terai, il WWF e i suoi partner hanno sostenuto oltre 5.000 famiglie con recinzioni di protezione, ricoveri più sicuri per il bestiame, barriere dissuasive e sistemi di allerta precoce. Questi ultimi hanno già inviato oltre un milione di segnalazioni sulla presenza della fauna selvatica, consentendo agli abitanti di adottare tempestivamente le necessarie misure di sicurezza.
Accanto a queste iniziative sono stati introdotti programmi di assicurazione e sostegno economico per compensare le perdite causate dagli attacchi agli animali domestici, contribuendo a ridurre le tensioni tra popolazione e fauna selvatica.
La tigre resta una specie a rischio
Nonostante i risultati raggiunti, il quadro generale resta complesso. La prima valutazione IUCN Green Status of Species, pubblicata nel 2025 e dedicata alla tigre, classifica infatti la specie come “Critically Depleted”, ovvero gravemente impoverita rispetto alla sua distribuzione naturale storica.
Ciò significa che, pur essendo aumentato il numero degli esemplari in alcune aree, la tigre occupa ancora soltanto una parte limitata del territorio che popolava in passato. La perdita e la frammentazione degli habitat continuano infatti a rappresentare la principale minaccia per la sopravvivenza della specie.
La sfida della convivenza tra uomo e fauna selvatica
Con l’aumento della popolazione di tigri cresce anche una nuova sfida: quella della convivenza tra esseri umani e grandi predatori.
L’espansione degli insediamenti umani e delle attività agricole porta infatti sempre più frequentemente persone e tigri a condividere gli stessi territori. Per questo motivo il WWF sottolinea la necessità di adottare un approccio che coniughi tutela della biodiversità e sicurezza delle comunità locali.
Secondo Stuart Chapman, responsabile della WWF Tigers Alive Initiative, il successo ottenuto in Nepal dimostra che programmi di conservazione ben pianificati possono produrre risultati duraturi, ma è necessario continuare a investire affinché uomini e tigri possano vivere negli stessi territori in condizioni di sicurezza.
Una guida per proteggere la specie
Per affrontare questa sfida il WWF ha recentemente pubblicato il rapporto “Coexisting with Tigers: Tools and Approaches to Managing Human-Tiger Interactions”, una guida destinata a governi, ricercatori e operatori della conservazione.
Il documento raccoglie le migliori esperienze maturate nei Paesi dove vive la tigre, analizzando 29 interventi e nove strumenti di monitoraggio. L’obiettivo è fornire metodi scientifici per prevenire i conflitti, valutare l’impatto sulle comunità e promuovere modelli di gestione sostenibili.
Attraverso il Global Tiger Innovation Fund, inoltre, sono già stati avviati progetti sperimentali in diversi Paesi asiatici per sviluppare nuove soluzioni e individuare sistemi di finanziamento capaci di garantire la continuità degli interventi.
Segnali positivi anche in India e Cina
Le buone notizie non arrivano soltanto dal Nepal. In India, dove vive circa il 75% della popolazione mondiale di tigri selvatiche, gli ultimi censimenti indicano la presenza di 3.682 esemplari, frutto di anni di protezione delle aree naturali, monitoraggio scientifico e tutela dei corridoi ecologici.
Anche nell’Asia orientale si registrano progressi. Le nuove stime diffuse dal Parco Nazionale delle Tigri e dei Leopardi del Nord-Est della Cina indicano la presenza di 72 tigri dell’Amur in territorio cinese, contribuendo a una popolazione transfrontaliera di almeno 147 esemplari condivisa con la vicina Russia.
Conservare una specie simbolo della biodiversità
La Giornata Mondiale della Tigre rappresenta dunque un’occasione per celebrare i risultati raggiunti, ma anche per ricordare quanto resti ancora da fare. Il recupero della specie dimostra che la conservazione funziona quando governi, organizzazioni ambientaliste e comunità locali collaborano in modo continuativo.
Secondo il WWF, le priorità per il futuro sono chiare: aumentare gli investimenti nella tutela degli habitat, rafforzare il coinvolgimento delle popolazioni locali, prevenire i conflitti tra uomo e fauna selvatica e consolidare le partnership internazionali.
La storia della tigre racconta che invertire il declino della biodiversità è possibile. Ma il cammino verso il pieno recupero della specie è ancora lungo e richiederà un impegno costante per garantire che uno degli animali più iconici del pianeta continui a vivere nelle foreste dell’Asia anche per le generazioni future.
(Redazione)
