Al via il mandato quinquennale 2026-2031. La prima donna eletta alla guida del Paese andino eredita una nazione «indebolita dalla corruzione» e fissa tra le priorità la sicurezza pubblica e il contrasto all’abbandono sociale.
CARACAS. – Con la solenne cerimonia di insediamento al Congresso della Repubblica, Keiko Fujimori ha assunto ufficialmente la presidenza del Perù per il quinquennio 2026-2031. Un momento di svolta per la storia politica del Paese andino: a 51 anni, la leader di Fuerza Popular – figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori – diventa la prima donna ad ascendere alla massima carica dello Stato attraverso il voto popolare diretto.
Toccando la Bibbia e dinanzi a un crocifisso, la nuova capa di Stato ha pronunciato la formula rituale di giuramento:
«Giuro davanti a voi, davanti a Dio e alla Patria, su questi Santi Vangeli, che eserciterò fedelmente la carica di presidente della Repubblica. Difenderò la patria, la sovranità nazionale, la libertà, la democrazia e l’indipendenza dei poteri dello Stato.»
Nel suo passaggio istituzionale, la presidente ha inoltre sottolineato il ruolo dell’istituzione ecclesiastica nel tessuto sociale del Paese: «Nel rispetto della libertà di culto, riconoscerò l’importanza della Chiesa cattolica nella formazione morale e culturale del Perù».
Un’eredità complessa: “Stato indebolito da corruzione e degrado”
Giunta alla guida della nazione dopo un lungo percorso politico segnato da tre sconfitte al ballottaggio nelle precedenti tornate elettorali, Fujimori ha rivolto un discorso schietto e rigoroso alla nazione. Il quadro tracciato dalla neopresidente descrive una realtà istituzionale ed economica profondamente compromessa.
«Riceviamo un Paese segnato dall’abbandono e uno Stato indebolito dalla corruzione, in cui le istituzioni hanno smesso di servire i cittadini e i servizi essenziali non sono mai arrivati a chi ne aveva più bisogno», ha denunciato dal podio del Parlamento.
Fujimori ha poi promesso un cambio di passo netto, basato su una gestione governativa trasparente, obiettivi misurabili e un costante rendiconto verso gli elettori per ricucire la frattura di fiducia tra politica e società civile.
Le priorità del nuovo governo: sicurezza e prevenzione climatica
Il piano di governo strategico annunciato per i primi mesi di mandato metterà al centro due vere e proprie emergenze nazionali:
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Lotta al crimine organizzato: Un piano di tolleranza zero contro la criminalità urbana, l’estorsione, il narcotraffico e le estrazioni minerarie illegali. L’obiettivo dichiarato è «riconquistare ogni quartiere, strada e spazio pubblico per restituirlo in sicurezza alle famiglie peruanes».
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Emergenza climatica: L’attivazione immediata di misure di mitigazione e prevenzione per fronteggiare gli impatti devastanti del fenomeno meteo-marino di El Niño, superando la logica dei soccorsi in ritardo.
Assieme a Keiko Fujimori hanno prestato giuramento i due vicepresidenti della Repubblica, Luis Galarreta e Miguel Torres. La squadra di governo muove così i primi passi in un contesto politico sfidante, dove la ricerca della stabilità istituzionale e la ripresa della crescita economica rappresenteranno il vero banco di prova per i prossimi cinque anni.
(Redazione)
