USA, impennata del deficit commerciale a maggio


Frenano le esportazioni e cresce l’import rispetto ad aprile. Il quadro da inizio anno mostra tuttavia un forte ridimensionamento del disavanzo complessivo.


NEW YORK. – Il commercio estero statunitense registra una battuta d’arresto nel mese di maggio. Secondo i dati ufficiali diffusi dal Census Bureau e dal Bureau of Economic Analysis, il deficit commerciale di beni e servizi degli Stati Uniti è salito a 77,6 miliardi di dollari, segnando un incremento netto di ben 23 miliardi rispetto ai 54,6 miliardi registrati ad aprile (dato quest’ultimo rivisto al rialzo).

Un balzo mensile significativo che riflette la combinazione di due fattori simultanei: da un lato la contrazione delle vendite americane all’estero, dall’altro una ripresa della domanda interna per i prodotti importati.

Import in risalita ed export a picco: cosa è successo a maggio

A determinare l’allargamento della forbice sono stati movimenti opposti sui due fronti della bilancia commerciale:

  • Esportazioni: A maggio le vendite di beni e servizi statunitensi sui mercati internazionali sono scese a 317,7 miliardi di dollari, con una flessione di 10,5 miliardi rispetto al mese precedente.

  • Importazioni: Al contrario, i flussi di beni e servizi in entrata verso gli USA sono aumentati di 12,5 miliardi, toccando quota 395,3 miliardi di dollari.

A pesare in modo decisivo sul risultato finale è stato l’andamento del commercio di beni, dove il disavanzo è schizzato a 106,5 miliardi di dollari (in aumento di 23,6 miliardi). A nulla è servita la solida performance del settore dei servizi, che continua a viaggiare in attivo: il relativo surplus è cresciuto di 0,6 miliardi, attestandosi a 28,9 miliardi di dollari, riuscendo a compensare solo una minima parte dello sbilanciamento merci.

Il bilancio da inizio anno: il quadro generale resta positivo

Nonostante la frenata registrata a maggio, lo sguardo d’insieme sul 2026 restituisce una fotografia decisamente più rassicurante per l’economia americana. Guardando ai primi cinque mesi dell’anno, il deficit complessivo degli Stati Uniti mostra una contrazione impressionante: -203,9 miliardi di dollari, pari a un calo del 40,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Questa tendenza di fondo su base annua è sostenuta da: Un solido balzo dell’export: Da inizio anno le esportazioni americane sono cresciute di 164,7 miliardi di dollari (+11,7%). Una flessione dell’import: Nello stesso arco temporale le importazioni sono diminuite di 39,2 miliardi di dollari (-2,1%).

Il dato di maggio rappresenta dunque un campanello d’allarme da monitorare nei prossimi mesi per capire se si tratti di un semplice assestamento congiunturale o dell’inizio di una nuova fase di pressione sulle scorte e sui consumi d’oltreoceano.

(Redazione)

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