La Regione Puglia dice “No” al resort di lusso da 100 milioni


Scontro sul progetto Four Seasons cui principale azionista è Bill Gates. Il progetto dovrebbe nascere su un’area di circa nove ettari oggi considerata tra le più integre dal punto di vista paesaggistico e ambientale.


MADRID.- La realizzazione di un resort extralusso sulla costa di Ostuni subisce una brusca battuta d’arresto. La Regione Puglia ha annunciato che si costituirà in giudizio a sostegno delle associazioni ambientaliste che hanno impugnato le autorizzazioni rilasciate per il progetto, contestando la legittimità dell’iter amministrativo e l’utilizzo della normativa sulle Zone Economiche Speciali (Zes). Al centro della vicenda c’è un investimento da circa 100 milioni di euro destinato alla costruzione del futuro Four Seasons Costa Merlata, una struttura a cinque stelle destinata a una clientela internazionale.

Un resort di lusso sulla costa di Costa Merlata

Il progetto prevede la realizzazione di un complesso turistico di alta gamma in contrada Mogale, lungo la costa adriatica brindisina, su un’area di circa nove ettari oggi considerata tra le più integre dal punto di vista paesaggistico e ambientale.

Secondo il piano presentato dai promotori, il resort dovrebbe comprendere circa 150 camere e suite, ristoranti, bar, piscine, centro benessere, spa, palestra, beach club e numerosi servizi dedicati al turismo di lusso.

La gestione della struttura sarebbe affidata alla catena internazionale Four Seasons Hotels and Resorts, della quale Bill Gates è il principale azionista attraverso la holding Cascade Investment, che nel 2021 ha acquisito la quota di maggioranza del gruppo alberghiero.

Lo sviluppo immobiliare è promosso dalla società israeliana Omnam Investment Group insieme alla Merletto Srl, proprietaria dei terreni dal 2020.

La contestazione: “Uso improprio della normativa Zes”

Il nodo principale della vicenda riguarda il percorso autorizzativo.

Secondo le associazioni ambientaliste, il progetto avrebbe beneficiato impropriamente dell’Autorizzazione Unica Zes, uno strumento introdotto per favorire gli investimenti produttivi e lo sviluppo economico delle aree del Mezzogiorno, ma che, a loro avviso, non dovrebbe essere utilizzato per autorizzare grandi interventi immobiliari destinati al turismo di lusso.

Gli ambientalisti parlano di una “forzatura istituzionale”, sostenendo che una normativa concepita per incentivare lo sviluppo industriale e produttivo sia stata estesa a un’operazione immobiliare privata con un forte impatto sul territorio.

La Regione si affianca agli ambientalisti

La novità più significativa è rappresentata dalla decisione della Regione Puglia, guidata dal presidente Antonio Decaro, di intervenire nel procedimento giudiziario a sostegno del ricorso già presentato da Legambiente, Italia Nostra, Geos Ostuni e dal Libero Comitato per la salvaguardia dell’habitat naturale della fascia costiera di Ostuni.

La Regione aveva già espresso, insieme agli enti locali e alla Soprintendenza, un orientamento negativo nei confronti del progetto.

Per la Soprintendenza, infatti, l’intervento determinerebbe “un’alterazione irreversibile del carattere morfologico e funzionale del sistema rurale”, compromettendo uno dei paesaggi costieri più caratteristici della Puglia.

Le preoccupazioni riguardano anche il valore archeologico dell’area e la vicinanza con la riserva naturale di Torre Guaceto, uno dei principali siti protetti dell’Adriatico.

Le preoccupazioni ambientali

Le associazioni che si oppongono al progetto ritengono che il resort possa modificare in maniera permanente l’equilibrio ambientale della costa.

Tra gli aspetti maggiormente contestati figurano la cementificazione di un tratto di costa finora sostanzialmente incontaminato, la possibile compromissione della macchia mediterranea, l’alterazione delle cosiddette “lame”, i canali naturali di deflusso delle acque piovane, con possibili ripercussioni sul rischio idrogeologico e l’impatto paesaggistico derivante dalla realizzazione di numerosi edifici, piscine e infrastrutture ricettive.

Secondo gli oppositori, l’intervento rischierebbe di trasformare profondamente uno degli ultimi tratti costieri ancora caratterizzati da un’elevata naturalità.

L’autorizzazione governativa e lo stop

L’autorizzazione della Struttura di missione Zes, che fa capo al Governo, era arrivata nell’ottobre scorso.

Tuttavia, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha successivamente chiarito che il procedimento non può considerarsi concluso.

Secondo quanto spiegato, la struttura governativa ha autorizzato esclusivamente la modifica del piano di lottizzazione del Comune di Ostuni, subordinandone però l’efficacia all’ottenimento della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), competenza attribuita alla Regione Puglia.

Di conseguenza il procedimento risulta attualmente sospeso in attesa dell’esito della valutazione ambientale.

La battaglia arriva anche in Parlamento

La vicenda ha assunto anche una dimensione politica nazionale.

Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare, criticando la possibilità che porzioni di costa di particolare pregio vengano destinate a investimenti privati di lusso.

Secondo Bonelli, il progetto rappresenterebbe un modello di sviluppo che privilegia interessi economici privati a scapito della tutela del territorio.

Decisivi Tar e Valutazione di Impatto Ambientale

Il futuro del Four Seasons Costa Merlata dipenderà ora da due passaggi fondamentali.

Da una parte il Tribunale Amministrativo Regionale dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste e sostenuto dalla Regione Puglia.

Dall’altra sarà proprio la Regione a dover esprimere il giudizio sulla Valutazione di Impatto Ambientale, passaggio indispensabile affinché il progetto possa eventualmente proseguire.

Fino ad allora, il resort da 100 milioni di euro resta sospeso tra le promesse di sviluppo turistico avanzate dai promotori e le forti preoccupazioni di enti pubblici, associazioni ambientaliste e cittadini, che vedono nella costa di Ostuni un patrimonio naturale e paesaggistico da preservare.

(Redazione)

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