Il presidente del Governo avverte sui rischi imminenti Oltre 180.000 persone coinvolte tra evacuazioni e confinamenti nelle regioni centrali e a Castellón. Il Governo prepara la dichiarazione di stato di calamità
MADRID – Il presidente del Governo Pedro Sánchez ha manifestato preoccupazione per l’imminente emergenza termica durante la visita a Castellón. Di fronte a 7.200 ettari devastati, il leader dell’Esecutivo ha avvertito che “ci attendono ore difficili e complesse”.
L’annunciato rialzo delle temperature intralcerà l’intervento dei dispositivi di soccorso. Sánchez ha pertanto rivolto un appello alla cittadinanza affinché mantenga la massima cautela ed eviti comportamenti a rischio.
Sul fronte istituzionale, il presidente castigliano-mancego Emiliano García-Page ha assunto una posizione moderata. Il governatore regionale ha dichiarato che “bisogna stare tranquilli” riguardo all’efficienza del coordinamento interamministrativo.
Page ha rivendicato la bontà della cooperazione istituzionale, definendola “enormemente efficace” al di là del “rumore politico”. Ha inoltre precisato che i soccorritori operano con una “ragionevole tranquillità” nel contenimento dei roghi.
La ministra per la Transizione Ecologica, Sara Aagesen, ha delineato un quadro meteo allarmante. La rappresentante del Governo ha confermato che “subiremo la quarta ondata di calore dell’estate”, fattore che eleverà il rischio d’incendio.

Aagesen ha ricordato come il precedente anno sia stato”straordinariamente complicato in materia di incendi”. Ciò nonostante, gli oltre 170.000 ettari calcinati finora sestuplicano le cifre registrate nello stesso periodo del 2025.
Nella Comunità di Madrid la situazione rimane critica con 28.000 ettari bruciati. La presidente regionale Isabel Díaz Ayuso ha descritto lo scenario senza eufemismi, definendolo “una situazione diabolica” nel settore del bacino di San Juan.
L’incendio nella Sierra Oeste resta fuori controllo per il riattivarsi di vari focolai. Al bilancio si aggiungono i 50.000 ettari devastati ad Ávila e i massicci danni alle infrastrutture viarie e residenziali.
I condizionamenti logistici restano imponenti: oltre 180.000 residenti tra Madrid, Ávila, Toledo e Castellón risultano tuttora evacuati o confinati. Per contrastare l’emergenza, Portogallo, Grecia, Turchia e Italia hanno inviato contingenti di supporto.
Le prossime quarantotto ore, stando agli esperti, saranno decisive per stabilizzare i perimetri prima del peggioramento meteo. Il Consiglio dei Ministri formalizzerà la dichiarazione di “zona gravemente colpita da un’emergenza di Protezione Civile”.
Redazione Madrid
