Nazionale, sfuma il sogno Guardiola: Pirlo ora è il favorito per la panchina azzurra

Andrea Pirlo insieme a Emilio Buttaro ai tempi della Nazionale.
Andrea Pirlo insieme al nostro corrispondente Emilio Buttaro ai tempi della Nazionale.

Il tecnico catalano declina l’offerta della FIGC dopo alcuni giorni di riflessione. Pesano la volontà di prendersi una pausa e il desiderio di tornare presto ad allenare un club. Andrea Pirlo diventa il principale candidato per guidare il nuovo corso dell’Italia.


La suggestione di vedere Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale italiana si è conclusa con un rifiuto. Secondo quanto anticipato dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico catalano ha comunicato alla FIGC la decisione di non accettare l’incarico di commissario tecnico, chiudendo una trattativa che aveva acceso l’entusiasmo dei tifosi e alimentato il dibattito nel mondo del calcio.

Dopo alcuni giorni di riflessione, Guardiola avrebbe espresso la propria riconoscenza nei confronti della Federazione e dei dirigenti coinvolti nel progetto, spiegando di non sentirsi pronto ad assumere la guida della selezione azzurra.

Una pausa dopo dieci anni al Manchester City

Alla base della decisione ci sarebbe innanzitutto una motivazione personale. Dopo un decennio alla guida del Manchester City, durante il quale ha conquistato numerosi trofei nazionali e internazionali, Guardiola avrebbe deciso di prendersi un periodo di pausa prima di affrontare una nuova esperienza professionale.

Non si tratterebbe quindi di un rifiuto nei confronti dell’Italia, ma della volontà di interrompere, almeno temporaneamente, un percorso vissuto sempre ai massimi livelli e con enorme intensità.

Il ruolo di ct non si adatta alla sua filosofia

Oltre all’aspetto personale, avrebbero inciso anche ragioni strettamente professionali.

Guardiola avrebbe ritenuto che il ruolo di commissario tecnico, caratterizzato da raduni periodici e da un’attività quotidiana molto diversa rispetto a quella di un allenatore di club, non rispecchi il suo modo di intendere il calcio.

La possibilità di lavorare quotidianamente con i giocatori, curando ogni dettaglio tattico e tecnico, rappresenta infatti uno degli elementi centrali della sua filosofia calcistica, difficilmente replicabile alla guida di una nazionale.

Secondo le indiscrezioni, durante i colloqui non si sarebbe mai arrivati ad affrontare il tema dell’ingaggio: la decisione sarebbe maturata esclusivamente sulla base di valutazioni personali e progettuali.

Il progetto azzurro guarda al futuro

L’offerta della FIGC prevedeva un progetto di lungo periodo, sostenuto dal nuovo direttore tecnico Paolo Maldini e da Leonardo, con l’obiettivo di costruire una Nazionale competitiva nel tempo.

L’orizzonte temporale immaginato, tra gli otto e i dieci anni, avrebbe però contribuito alla scelta di Guardiola, intenzionato a mantenere aperta la possibilità di tornare presto ad allenare una squadra di club.

Andrea Pirlo in pole position

Archiviata l’ipotesi Guardiola, la Federazione accelera ora sul cosiddetto “piano B”.

Il nome che al momento raccoglie i maggiori consensi è quello di Andrea Pirlo, ritenuto il profilo più adatto per inaugurare un nuovo ciclo tecnico e culturale della Nazionale.

Campione del mondo nel 2006 e protagonista di una delle epoche più brillanti del calcio italiano, Pirlo rappresenterebbe una scelta orientata al rinnovamento, puntando su una figura giovane ma già dotata di esperienza in panchina.

La decisione dovrà arrivare in tempi brevi. Tra circa due mesi inizierà infatti la nuova edizione della Nations League, primo banco di prova del futuro commissario tecnico, mentre il grande obiettivo del nuovo corso sarà il Campionato Europeo del 2028, con lo sguardo già rivolto al Mondiale del 2030.

Una scelta che apre un nuovo capitolo

Il “no” di Guardiola chiude una delle ipotesi più affascinanti degli ultimi anni per il calcio italiano, ma apre una nuova fase nella ricostruzione della Nazionale.

La FIGC è chiamata ora a individuare il profilo capace di rilanciare gli Azzurri dopo le delusioni delle ultime stagioni e di costruire una squadra competitiva, valorizzando una nuova generazione di talenti.

Se la scelta dovesse ricadere su Pirlo, l’Italia punterebbe su un allenatore che conosce profondamente l’ambiente azzurro e che potrebbe rappresentare il simbolo di un nuovo ciclo, fondato su identità, qualità tecnica e progettualità a lungo termine.

(Redazione Sport)

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