La guerra entra in una nuova fase di intensi attacchi a lungo raggio. Kiev rivendica operazioni contro infrastrutture strategiche russe, mentre Mosca colpisce porti e città ucraine. Le prospettive di una tregua restano lontane.
MADRID. – La guerra tra Russia e Ucraina continua a intensificarsi senza lasciare spazio a concrete prospettive di negoziato. Tra ieri e oggi il conflitto ha registrato una delle più vaste offensive con droni contro il territorio russo dall’inizio dell’invasione, mentre Mosca ha proseguito la propria campagna di bombardamenti contro infrastrutture militari e civili ucraine.
Entrambe le parti puntano ormai sempre più spesso su attacchi in profondità contro obiettivi logistici, energetici e militari, con l’obiettivo di indebolire la capacità dell’avversario di sostenere il conflitto.
Oltre 400 droni ucraini verso Mosca
La notte è stata segnata da un massiccio attacco ucraino contro la regione di Mosca. Secondo il sindaco della capitale russa, Sergej Sobjanin, oltre 400 droni hanno puntato verso la città tra le 20.30 e le prime ore del mattino.
Le difese aeree russe hanno dichiarato di aver intercettato la maggior parte dei velivoli senza pilota, abbattendone 85 nelle immediate vicinanze della capitale, mentre complessivamente il Ministero della Difesa di Mosca sostiene di aver neutralizzato 381 droni in diverse regioni del Paese. L’attacco ha comunque provocato danni ad alcuni edifici e infrastrutture nell’area di Domodedovo, dove si trova uno dei principali aeroporti internazionali della capitale. Almeno dieci persone sono rimaste ferite secondo le autorità russe.
Zelensky rivendica gli attacchi
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che le forze di Kiev hanno colpito obiettivi logistici situati a oltre 400 chilometri dal confine, tra cui un deposito petrolifero nella regione di Mosca.
Il capo dello Stato ha inoltre affermato che le forze ucraine hanno colpito nel Mar Nero due petroliere appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra” utilizzata dalla Russia per aggirare le sanzioni internazionali, oltre a quattro navi mercantili.
“Rispondiamo in modo proporzionato a ogni attacco russo contro le nostre città”, ha dichiarato Zelensky, ribadendo che solo una maggiore pressione internazionale su Mosca potrà aprire la strada alla fine della guerra.
La risposta russa: Odessa nel mirino
Mosca ha risposto con nuovi bombardamenti contro infrastrutture considerate strategiche per l’esercito ucraino.
Il Ministero della Difesa russo ha annunciato di aver colpito il porto commerciale di Odessa mediante armi di precisione e munizioni circuitanti. Secondo la versione russa, gli attacchi hanno distrutto depositi di carburante destinati al rifornimento delle forze armate ucraine.
L’area portuale di Odessa rappresenta uno dei principali snodi logistici dell’Ucraina e continua a essere uno degli obiettivi prioritari della campagna militare russa.
Kramatorsk paga un prezzo altissimo
Pesante anche il bilancio nella regione di Donetsk.
Le autorità ucraine riferiscono che nella notte le forze russe hanno lanciato nove bombe guidate contro Kramatorsk. Una di queste ha centrato un edificio residenziale provocando almeno due morti e dieci feriti.
L’attacco si inserisce nella costante pressione esercitata dall’esercito russo lungo il fronte orientale, dove continuano i combattimenti più intensi.
L’SBU: colpito un centro dell’FSB nel Kherson
Sul fronte meridionale, il Servizio di sicurezza ucraino (SBU) ha dichiarato di aver colpito un centro di coordinamento dell’FSB nella regione di Kherson occupata dai russi.
Secondo Kiev, nella struttura erano presenti circa cento militari russi, oltre a numerosi mezzi e infrastrutture difensive. Al momento non esistono conferme indipendenti sull’entità dei danni o delle eventuali perdite.
Missili balistici e droni: cambia il volto della guerra
Le ultime quarantotto ore confermano un’evoluzione ormai evidente del conflitto.
La Russia continua a incrementare l’impiego di missili balistici contro le principali città ucraine, un’arma particolarmente difficile da intercettare e capace di infliggere gravi danni alle infrastrutture civili. Solo nella notte precedente Kiev aveva subito uno dei più imponenti attacchi balistici dall’inizio della guerra, con un morto e almeno sedici feriti.
Parallelamente, l’Ucraina amplia il raggio delle proprie operazioni con droni a lungo raggio, prendendo sistematicamente di mira raffinerie, depositi di carburante, centri logistici e infrastrutture energetiche all’interno della Russia, nel tentativo di ridurne la capacità di sostenere lo sforzo bellico.
Nessun segnale di tregua
L’intensificazione degli attacchi reciproci dimostra come il conflitto sia entrato in una fase di logoramento sempre più profonda. Le operazioni non si limitano più alla linea del fronte, ma coinvolgono con crescente frequenza città, aeroporti, porti commerciali, depositi energetici e infrastrutture logistiche situate a centinaia di chilometri dalle zone di combattimento.
Mentre proseguono gli scontri sul terreno e aumentano i raid aerei su entrambe le parti, le possibilità di una soluzione diplomatica appaiono ancora molto limitate. La strategia di Mosca e Kiev continua infatti a puntare sul progressivo indebolimento della capacità militare ed economica dell’avversario, lasciando presagire un’estate segnata da una nuova escalation del conflitto.
