Nasce il Museo dell’Emigrazione Veneta: a Belluno la nuova casa della memoria dei veneti nel mondo

Foto ricordo il giorno dell'inaugurazione del MEV. (Foto: 9colonne)

Realizzato grazie ai fondi del PNRR, il nuovo spazio museale racconta la storia di milioni di emigranti veneti attraverso un percorso immersivo. L’obiettivo è diventare un centro internazionale di ricerca, cultura e dialogo sulle migrazioni.


MADRID. – C’è una storia che appartiene a milioni di famiglie venete e che, per oltre un secolo, ha attraversato oceani e continenti. È la storia di uomini e donne che hanno lasciato la propria terra in cerca di un futuro migliore, contribuendo con il loro lavoro e la loro cultura alla crescita di Paesi lontani, senza mai spezzare il legame con le proprie origini.

Adesso questa storia ha una casa. A Belluno è stato inaugurato il MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta, un nuovo spazio culturale nato per raccontare la grande epopea migratoria del Veneto, valorizzarne la memoria e trasformarla in uno strumento di riflessione sul presente e sul futuro delle migrazioni.

Il museo, ospitato nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), rappresenta l’evoluzione del precedente Museo Interattivo delle Migrazioni (MIM), aperto nel 2013, ampliando lo sguardo dalla sola emigrazione bellunese all’intera storia migratoria della regione.

Un percorso immersivo tra storia, testimonianze e tecnologia

Il MEV è stato realizzato grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e propone un percorso espositivo moderno e coinvolgente.

Installazioni multimediali, fotografie d’epoca, documenti originali, filmati, testimonianze e una web app dedicata accompagnano il visitatore in un viaggio che attraversa oltre un secolo di storia, dalle grandi partenze dell’Ottocento fino alle nuove forme di mobilità contemporanea.

L’obiettivo non è soltanto conservare il ricordo dell’emigrazione, ma offrire una chiave di lettura per comprendere un fenomeno che continua ancora oggi a caratterizzare la società italiana ed europea.

Marco Crepaz: “Un museo necessario”

Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Marco Crepaz, che ha sottolineato come la risposta del pubblico abbia superato ogni aspettativa.

«Vedere le sale del MEV animarsi di volti, storie ed emozioni è la conferma di quanto questo spazio fosse necessario», ha dichiarato il direttore dell’ABM.

Secondo Crepaz, il museo vuole essere molto più di una semplice esposizione permanente: una “nuova casa” capace di custodire la memoria collettiva dei veneti emigrati e delle loro famiglie.

Successo già nei primi giorni di apertura

A pochi giorni dall’inaugurazione, il nuovo museo ha registrato un’affluenza superiore alle previsioni.

Tra i visitatori figurano numerosi discendenti degli emigranti veneti provenienti da diversi Paesi del mondo, giunti in Veneto per riscoprire le proprie radici familiari. Ma il MEV sta attirando anche molti residenti provenienti da tutte le province venete, segno che la storia dell’emigrazione viene percepita come parte integrante dell’identità regionale.

«La memoria dell’emigrazione non appartiene soltanto a chi è partito, ma anche a chi è rimasto», ha evidenziato Crepaz, sottolineando come il museo rappresenti un patrimonio condiviso da tutta la comunità veneta.

Una rete internazionale dedicata alle migrazioni

L’ambizione del progetto va ben oltre il territorio regionale.

L’Associazione Bellunesi nel Mondo ha infatti già avviato collaborazioni con numerosi musei e istituzioni che, in diversi Paesi, si occupano di studiare e valorizzare il fenomeno migratorio.

L’intento è creare una rete internazionale di scambio culturale e scientifico, facendo del MEV un punto di riferimento per studiosi, ricercatori e comunità di origine veneta sparse nei cinque continenti.

Il museo punta inoltre a ospitare convegni, incontri, attività formative ed eventi dedicati alla storia delle migrazioni, trasformandosi in un laboratorio permanente di ricerca e confronto.

Il sostegno delle associazioni dei veneti nel mondo

L’inaugurazione ha visto una significativa partecipazione istituzionale e associativa.

Nel corso della cerimonia sono stati letti i messaggi di saluto inviati da rappresentanti delle istituzioni nazionali, tra cui il sottosegretario con delega agli italiani nel mondo, Massimo Dell’Utri.

Hanno inoltre espresso il proprio sostegno Franco Conte, presidente della Trevisani nel Mondo, e Ferruccio Zecchin, presidente della Vicentini nel Mondo, confermando la disponibilità delle rispettive associazioni a collaborare con il nuovo museo.

Alla cerimonia erano presenti numerosi soci dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, le Famiglie ABM, delegazioni delle associazioni dei veneti nel mondo e rappresentanti delle amministrazioni locali del Bellunese e delle altre province del Veneto.

Un ponte tra il Veneto e il mondo

Tra la fine dell’Ottocento e gran parte del Novecento milioni di veneti lasciarono la propria terra dirigendosi verso le Americhe, l’Australia, l’Europa e altri continenti. Molti di loro contribuirono allo sviluppo economico e sociale dei Paesi di destinazione, mantenendo però vivo il legame con il Veneto e trasmettendo alle nuove generazioni lingua, tradizioni e senso di appartenenza.

Il MEV nasce proprio con questa missione: custodire una memoria che non guarda soltanto al passato, ma che aiuta a comprendere il presente delle migrazioni e il valore delle identità condivise.

Come ha sintetizzato Marco Crepaz, l’obiettivo è fare del museo “una casa per tutti i veneti, di qua e di là dall’oceano”, un luogo dove la storia dell’emigrazione diventi occasione di incontro, ricerca e dialogo tra culture diverse.

(Redazione)

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