Commercio estero, export in positivo: mercati extra Ue trainano la ripresa


Secondo i dati Istat, le esportazioni aumentano dello 0,2% rispetto ad aprile e del 4,1% su base annua. A sostenere la crescita sono soprattutto i mercati extra Ue, mentre il deficit energetico riduce l’avanzo commerciale.


MADRID. – L’export italiano conferma un andamento positivo nel mese di maggio, anche se con una crescita congiunturale contenuta. Secondo i dati diffusi dall’Istat, le esportazioni sono aumentate dello 0,2% rispetto ad aprile, mentre le importazioni hanno registrato un incremento più sostenuto, pari all’1,5%. Il lieve aumento delle vendite all’estero è il risultato della crescita delle esportazioni verso i Paesi extra Unione europea (+0,8%), che ha compensato la flessione registrata nei mercati comunitari (-0,4%).

Su base annua il quadro appare più favorevole. A maggio l’export cresce infatti del 4,1% in valore, mentre i volumi risultano in calo del 2,4%, segnale che una parte dell’incremento monetario è legata all’aumento dei prezzi. La dinamica è decisamente più vivace nei mercati extra Ue (+6,8%) rispetto a quelli dell’Unione europea (+1,7%).

Metalli, energia e mezzi di trasporto sostengono le vendite

Tra i comparti che hanno contribuito maggiormente alla crescita delle esportazioni figurano i metalli di base e i prodotti in metallo, che registrano un aumento del 26,2%, seguiti dai prodotti petroliferi raffinati (+62%), dai mezzi di trasporto esclusi gli autoveicoli (+20,6%) e dagli autoveicoli (+13,9%).

Di segno opposto, invece, l’andamento dell’industria farmaceutica, con un calo del 9,7% delle esportazioni di articoli chimico-farmaceutici e medicinali.

Svizzera e Cina trainano la domanda estera

L’analisi geografica evidenzia come il principale contributo alla crescita dell’export provenga dalla Svizzera, verso la quale le vendite aumentano del 57,9%. Positivo anche l’andamento verso la Cina (+24,2%), i Paesi Bassi (+8,6%) e i Paesi del Mercosur (+21,2%).

In controtendenza risultano invece alcuni mercati tradizionalmente importanti per le imprese italiane. Le esportazioni diminuiscono infatti verso Turchia (-22,5%), Spagna (-8,5%), Stati Uniti (-3,6%) e Germania (-3,3%).

Bilancia commerciale positiva, ma pesa il costo dell’energia

Nonostante la crescita dell’export, il saldo della bilancia commerciale si riduce rispetto allo scorso anno. A maggio l’avanzo commerciale è pari a 4,793 miliardi di euro, contro i 6,103 miliardi registrati nello stesso mese del 2025.

A incidere è soprattutto il peggioramento del deficit energetico, salito a 5,7 miliardi di euro, rispetto ai 3,457 miliardi di un anno fa. Al netto dell’energia, invece, il quadro risulta decisamente più favorevole: il surplus dei prodotti non energetici cresce infatti da 9,56 a 10,49 miliardi di euro, confermando la competitività del sistema manifatturiero italiano sui mercati internazionali.

Nei primi cinque mesi dell’anno il quadro resta favorevole

L’andamento complessivo del 2026 rimane positivo. Nel periodo gennaio-maggio, infatti, l’export italiano cresce del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’import aumenta del 2,6%. Di conseguenza migliora anche l’avanzo commerciale cumulato, che raggiunge 20,1 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 17,4 miliardi registrati nei primi cinque mesi del 2025.

Secondo l’Istat, la dinamica positiva delle esportazioni di maggio è stata favorita anche da alcune operazioni straordinarie relative ai mezzi di navigazione. Al netto di queste vendite eccezionali, la crescita risulterebbe più contenuta, pur confermando una sostanziale tenuta della domanda internazionale per i prodotti italiani.

Prospettive tra opportunità e incognite

I dati di maggio confermano la resilienza dell’export italiano in un contesto internazionale ancora caratterizzato da elevata volatilità, tensioni geopolitiche e prezzi energetici sostenuti. La capacità delle imprese di rafforzare la presenza nei mercati extra europei rappresenta un elemento di solidità, ma l’evoluzione della domanda mondiale, il costo dell’energia e le incertezze sul commercio internazionale continueranno a influenzare l’andamento delle esportazioni nei prossimi mesi.

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