Pechino replica con fermezza alla Dichiarazione di Ankara: “Smettetela di evocare una minaccia inesistente. Noi siamo una forza di pace, la Nato abbandoni la logica da Guerra Fredda”.
MADRID. – Non si placano le onde d’urto geopolitiche sollevate dal vertice Nato di Ankara. Dopo le tensioni sul conflitto in Iran e i nodi legati ai finanziamenti per l’Ucraina, si apre un fronte di scontro diretto tra i Paesi alleati e il blocco asiatico. La Cina ha respinto con assoluta fermezza le preoccupazioni e i moniti espressi dai leader atlantici in merito alle sue attività tecnologiche e militari, bollando le accuse come un mero “pretesto” politico e invitando l’Alleanza a non travalicare i propri confini geografici e strategici.
Mao Ning: “La Nato non dovrebbe parlare continuamente della Cina”
A dare voce all’ira di Pechino è stata la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel corso della consueta conferenza stampa quotidiana. La diplomatica ha voluto tracciare una linea di demarcazione netta sui compiti dell’organizzazione guidata da Mark Rutte, ricordandone la natura costitutiva.
“La Nato è un’alleanza difensiva regionale, con competenze e limiti geografici chiaramente definiti”, ha scandito Mao Ning davanti ai giornalisti, sottolineando come l’insistenza sul quadrante asiatico sia fuori luogo. “Non dovrebbe parlare continuamente della Cina, né tantomeno utilizzarla come scusa per giustificare i propri piani di espansione o di incremento della spesa militare”.
Il manifesto di Pechino: “Siamo una forza di pace globale”
Da parte del governo cinese c’è il netto rifiuto della narrativa euro-atlantica, che dipinge Pechino come un elemento destabilizzante o come un “facilitatore” delle manovre russe. La portavoce del ministero ha ribaltato completamente questo schema, presentando la Cina come un pilastro della stabilità internazionale.
“La Cina è sempre stata una forza di pace nel mondo, non ha mai minacciato alcun Paese e non costituisce in alcun modo una sfida per la sicurezza dell’area euro-atlantica”, ha ribadito con forza il governo cinese. Secondo la diplomazia del Dragone, le preoccupazioni occidentali sulle partnership tecnologiche e sulle cooperazioni difensive bilaterali sarebbero frutto di una visione distorta della realtà.
L’appello ai leader di Ankara: “Basta con la mentalità da Guerra Fredda”
Il vertice di Ankara ha evidenziato come la Nato stia guardando con crescente apprensione anche alle rotte commerciali e alle catene di approvvigionamento globali – come dimostrato anche dalle frizioni infrastrutturali indotte dai raid statunitensi sul corridoio Cina-Russia. Tuttavia, per Pechino è tempo che l’Occidente compia un passo indietro ideologico.
Mao Ning ha quindi rivolto un esortazione formale a tutti i Paesi membri dell’Alleanza: “Abbandonate la mentalità da Guerra Fredda, correggete la vostra percezione della Cina e smettete una volta per tutte di alimentare e diffondere la teoria della ‘minaccia cinese'”. La partita per la sicurezza del XXI secolo, per Pechino, non si vince creando nuovi nemici artificiali, ma rispettando i confini commerciali e diplomatici di ciascuna superpotenza.
(Redazione)
