La Palestina torna alle urne: elezioni legislative il 28 novembre, presidenziali nel 2027

Il presidente Abu Mazen
Il presidente palestino Abu Mazen in una foto d'archivio. (ansamed)

Il presidente Mahmoud Abbas ha firmato il decreto che convoca le elezioni legislative nei Territori palestinesi. Le presidenziali sono previste nel primo trimestre del 2027. Si tratterebbe del primo voto legislativo dopo quasi vent’anni.


MADRID. – La Palestina si prepara a tornare alle urne dopo un lungo stallo politico. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha firmato il decreto che fissa al 28 novembre le elezioni legislative, invitando gli elettori di Gerusalemme Est, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza a partecipare al voto per eleggere i membri del Consiglio legislativo palestinese. Le elezioni presidenziali, invece, si terranno nel primo trimestre del 2027, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

L’annuncio rappresenta un passaggio politico di rilievo per i Territori palestinesi, dove il rinnovo delle istituzioni elettive è rimasto bloccato per quasi due decenni.

Il decreto di Abbas

Nel decreto diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA, il presidente Abbas invita la popolazione palestinese residente a Gerusalemme Est, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza a partecipare a “elezioni legislative libere e dirette” per il rinnovo del Parlamento palestinese.

Il testo precisa inoltre che la data delle elezioni presidenziali sarà definita nel rispetto delle disposizioni previste dalla legge e si svolgerà nel corso del primo trimestre del prossimo anno.

Un voto atteso da quasi vent’anni

Se il calendario verrà rispettato, le elezioni legislative rappresenteranno le prime consultazioni parlamentari palestinesi dopo quelle del 2006, vinte da Hamas.

Da allora il sistema politico palestinese è rimasto profondamente segnato dalla divisione tra Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, e Fatah, il movimento guidato da Abbas e alla guida dell’Autorità nazionale palestinese in Cisgiordania.

Negli anni successivi diversi tentativi di indire nuove elezioni sono stati rinviati o annullati per ragioni politiche e istituzionali, alimentando una lunga fase di stallo nella rappresentanza democratica.

Le recenti modifiche alla legge elettorale

Nelle scorse settimane Abbas aveva già approvato alcune modifiche alla legge elettorale con l’obiettivo dichiarato di ampliare la partecipazione politica.

Tra le principali novità figurano l’aumento dei seggi del Consiglio legislativo da 132 a 200, l’abbassamento della soglia di sbarramento all’1%, una maggiore rappresentanza femminile nelle liste elettorali e la riduzione dell’età minima per candidarsi da 28 a 23 anni.

Le sfide del processo elettorale

La convocazione delle elezioni arriva in una fase particolarmente delicata per i Territori palestinesi, ancora segnati dalla guerra nella Striscia di Gaza, dalla crisi umanitaria e dalle profonde divisioni interne.

Resta inoltre da verificare come verranno organizzate le operazioni di voto nelle diverse aree palestinesi e quali saranno le condizioni politiche e di sicurezza nei prossimi mesi. Anche la partecipazione degli elettori di Gerusalemme Est rappresenta tradizionalmente uno dei nodi più complessi del processo elettorale palestinese.

Un passaggio cruciale per il futuro politico palestinese

L’avvio del percorso elettorale viene osservato con attenzione dalla comunità internazionale, che da tempo sollecita un rinnovamento delle istituzioni palestinesi e una maggiore legittimazione democratica della leadership.

Se il calendario sarà rispettato, il voto del 28 novembre costituirà un passaggio fondamentale per il futuro politico palestinese, aprendo la strada alle successive elezioni presidenziali previste nei primi mesi del 2027 e al possibile rilancio del processo istituzionale dopo un’interruzione durata quasi vent’anni.

(Redazione)

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