Una vita per lo sport e le radici: Angelo Ragone, l’anima immortale dei Giochi Fedeciv


Il suo straordinario lascito oggi scavalca il tempo e accarezza le nuove generazioni. Grazie di vero cuore Angelo, custode eterno dei nostri sogni.


CARACAS. – Il fuoco sacro dei Juegos Fedeciv si appresta a illuminare nuovamente la Casa d’Italia di Maracaibo nel 2027. Per la terza volta nella storia, il prestigioso sodalizio della città lagunare ospiterà quella che è a tutti gli effetti la “gloriosa Olimpiade della collettività italo-venezuelana”. Ma quest’anno, l’emozione più grande e profonda avrà un nome e un cognome: Angelo Ragone.

Imprenditore edile stimato, nato nella solare Salerno, Ragone ha saputo gettare ponti d’amore e cementare legami prima nello stato Guárico e poi nello Zulia, una terra che da subito gli ha ricordato la sua amata Campania. Ma oltre all’inconfondibile dedizione al lavoro, nel suo petto batte da sempre una passione viscerale per lo sport e per le sue radici, un amore puro che lo ha portato a guidare la FEDECIV come presidente tra il 1991 e il 1993.

Proprio durante l’edizione che si disputerá l’anno venturo a Maracaibo, l’intera comunità stringerà il signor Ragone in un abbraccio infinito, tributandogli un commovente e meritatissimo omaggio. “È un grandissimo onore che il mio nome resti impresso nel mio club e in tutti i sodalizi del Paese” ha confessato con voce rotta dall’emozione al telefono.

Il pensiero corre inevitabilmente al 1993, quando i giochi fecero tappa al Club Italo Venezolano di Barinas. In quella “Ciudad Marquesa”, sotto la sua gestione impeccabile, si radunarono ben 1.213 atleti da ogni angolo della “Piccola Venezia”. Un successo così straordinario, umano e organizzativo, che l’allora governatore Rafael Rosales Peña volle invitare Ragone a cena nella sua residenza privata per ringraziarlo a nome di un intero Stato.

“Ricordo l’amore, le notti insonni a discutere calendari e regole, la passione pura… Tutto per regalare un evento spettacolare” ricorda Angelo con un pizzico di nostalgia.

Il suo straordinario lascito oggi scavalca il tempo e accarezza le nuove generazioni. L’impegno profuso dalla Casa D’Italia di Maracaibo per questi imminenti giochi non sarà altro che l’eco fedele del suo cammino; un porto sicuro dove ogni atleta e delegazione potrà risentire, intatta come allora, la dolce e accogliente melodia di casa nostra. Grazie di vero cuore Angelo, custode eterno dei nostri sogni.

(di Fioravante De Simone / redazione Caracas)

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