Usa, cresce il pessimismo sull’economia: per il 57% degli americani la situazione sta peggiorando

La protesta degli studenti americani contro l'uso delle armi.
Protesta degli studenti americani contro l'uso delle armi. Archivio. (ANSA)

Un sondaggio Harris per il Guardian fotografa un Paese sempre più preoccupato per il caro vita. Cala la fiducia anche tra gli elettori repubblicani, mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato


NEW YORK. – Nonostante un mercato del lavoro che continua a mostrare segnali di tenuta e una Borsa ai massimi storici, gli americani guardano con crescente preoccupazione all’economia del Paese. È il quadro che emerge da un sondaggio realizzato da Harris Poll per il quotidiano britannico The Guardian, secondo il quale il 57% dei cittadini statunitensi ritiene che l’economia stia peggiorando, un netto aumento rispetto al 46% registrato lo scorso febbraio.

La fotografia restituisce una percezione sempre più negativa delle condizioni economiche, alimentata soprattutto dall’aumento del costo della vita, che continua a pesare sui bilanci familiari. Il dato assume particolare rilevanza perché arriva in una fase in cui gli indicatori macroeconomici raccontano una realtà apparentemente diversa, con un tasso di disoccupazione contenuto e il Dow Jones che nei primi mesi dell’anno ha continuato a registrare nuovi record.

La distanza tra economia reale e indicatori finanziari

La differenza tra i dati dell’economia e la percezione dei cittadini evidenzia un fenomeno sempre più frequente negli Stati Uniti. Se da un lato Wall Street continua a beneficiare della crescita degli utili aziendali e della fiducia degli investitori, dall’altro milioni di famiglie devono fare i conti con prezzi elevati per beni e servizi essenziali.

Secondo il sondaggio, soltanto il 16% degli intervistati ritiene che l’economia stia migliorando. A febbraio questa percentuale era pari al 28%, segno di un rapido deterioramento del clima di fiducia nel giro di pochi mesi.

Tra le principali cause del peggioramento della percezione vi è il rincaro del costo della vita, aggravatosi dopo l’escalation della crisi in Medio Oriente e la guerra contro l’Iran, che ha contribuito a spingere verso l’alto i prezzi dei carburanti. L’aumento della benzina si è riflesso sui costi dei trasporti e, di conseguenza, sui prezzi di numerosi beni di consumo.

Il caro vita mette in difficoltà milioni di famiglie

L’indagine evidenzia come le difficoltà economiche attraversino trasversalmente l’elettorato americano.

Circa la metà dei democratici, dei repubblicani e degli indipendenti dichiara infatti di avere problemi ad affrontare le spese per le necessità quotidiane, dai generi alimentari ai carburanti.

Si tratta di un segnale importante perché dimostra come il disagio economico non sia limitato a uno specifico gruppo politico o sociale, ma rappresenti una preoccupazione condivisa da gran parte della popolazione.

Anche la fiducia nelle istituzioni appare in calo. Due americani su tre dichiarano infatti di avere poca fiducia nella capacità del governo federale di migliorare la situazione economica. Un dato significativo riguarda anche gli elettori repubblicani: quasi la metà di loro, il 49%, esprime scarsa fiducia nell’azione dell’amministrazione federale.

Cala la fiducia anche tra gli elettori di Trump

Uno degli aspetti più significativi del sondaggio riguarda proprio il cambiamento dell’umore tra gli elettori del Partito Repubblicano.

Se lo scorso febbraio quasi la metà degli elettori conservatori (49%) riteneva che l’economia fosse in miglioramento, oggi questa percentuale è scesa al 27%.

Parallelamente aumenta il numero di chi vede un peggioramento della situazione economica: il 38% dei repubblicani condivide questa valutazione, contro il 22% rilevato cinque mesi prima.

Per il presidente Donald Trump, che ha fatto della crescita economica uno dei principali punti di forza della propria azione politica, questi numeri rappresentano un campanello d’allarme in vista delle elezioni di metà mandato previste per novembre.

Anche l’America rurale cambia umore

Il malcontento cresce anche nelle aree rurali degli Stati Uniti, tradizionalmente considerate una delle roccaforti elettorali del Partito Repubblicano.

Secondo il sondaggio, il 64% degli abitanti delle zone rurali ritiene oggi che l’economia stia peggiorando. A febbraio la percentuale si fermava al 46%.

L’aumento dei costi dell’energia, dei carburanti e dei prodotti alimentari incide infatti in maniera particolarmente pesante nelle aree meno urbanizzate, dove gli spostamenti in automobile sono indispensabili e il costo della benzina pesa maggiormente sul bilancio familiare.

Una sfida politica oltre che economica

La percezione dell’economia rappresenta tradizionalmente uno dei fattori più influenti nelle scelte elettorali degli americani. Anche quando gli indicatori macroeconomici mostrano una situazione relativamente positiva, sono soprattutto il potere d’acquisto e il costo della vita a determinare il giudizio dei cittadini sull’operato del governo.

Per questo motivo il crescente pessimismo fotografato dal sondaggio Harris potrebbe avere conseguenze importanti sul clima politico dei prossimi mesi. La sfida per l’amministrazione Trump sarà quella di convincere gli elettori che la solidità dei mercati finanziari e la tenuta dell’occupazione possano tradursi in un miglioramento concreto delle condizioni di vita delle famiglie americane.

Per il momento, tuttavia, la percezione prevalente racconta un’altra storia: quella di un Paese in cui, nonostante i record di Wall Street, sempre più cittadini faticano ad arrivare alla fine del mese e guardano al futuro con crescente preoccupazione.

(Redazione)

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