Presentato alla Camera il Rapporto Annuale 2026 dell’Agenzia del Demanio. Attivati oltre 5 miliardi di investimenti, risparmi per 144 milioni grazie alla razionalizzazione degli uffici pubblici e un piano che punta a trasformare il patrimonio immobiliare dello Stato in motore di sviluppo economico e sociale.
MADRID.- Lo Stato italiano possiede un patrimonio immobiliare immenso: 45.415 immobili, tra caserme, uffici pubblici, carceri, musei, edifici storici, terreni, boschi e riserve naturali, per un valore complessivo stimato di 63,2 miliardi di euro. Un patrimonio che non rappresenta soltanto una voce di bilancio, ma una leva strategica per la rigenerazione delle città, la modernizzazione della pubblica amministrazione e lo sviluppo dei territori.
È questa la fotografia scattata dal Rapporto Annuale 2026 dell’Agenzia del Demanio, presentato nella Sala della Regina di Montecitorio dal direttore Alessandra dal Verme, alla presenza del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e del viceministro dell’Economia Maurizio Leo.
Oltre 5 miliardi di investimenti in quattro anni
Dal 2022 al 2025 l’Agenzia ha impresso una forte accelerazione alla riqualificazione del patrimonio pubblico, attivando 5,1 miliardi di euro di investimenti, dei quali circa un quinto è già stato realizzato.
I numeri raccontano un cambio di passo evidente. Gli interventi conclusi sono aumentati del 172% rispetto al 2022 (oltre il 255% rispetto al 2021), mentre quelli avviati sono cresciuti del 55%, raggiungendo quota 619 cantieri all’inizio del 2026.
Cresce anche il ruolo dell’Agenzia come stazione appaltante per conto di altre amministrazioni: gli interventi finanziati con risorse esterne hanno raggiunto 1,6 miliardi di euro, con un incremento del 310%, mentre il Demanio si conferma primo nella classifica OICE per volume di affidamenti realizzati con metodologia BIM.
Meno affitti, più risparmi
Uno dei risultati più significativi riguarda la razionalizzazione degli spazi utilizzati dalla Pubblica amministrazione.
La progressiva concentrazione degli uffici negli immobili dello Stato consentirà infatti un risparmio strutturale di 144 milioni di euro sulle locazioni passive, dei quali 24 milioni già nel 2025.
Parallelamente cresce anche l’interesse degli investitori privati: solo nell’ultimo anno le iniziative promosse dall’Agenzia hanno attratto 120 milioni di euro di capitali, confermando l’interesse del mercato verso i progetti di valorizzazione del patrimonio pubblico.
Dal Verme: “L’immobile pubblico torna a essere una leva di sviluppo”
Per il direttore dell’Agenzia, Alessandra dal Verme, la trasformazione avviata negli ultimi anni è ormai entrata in una fase strutturale.
“L’immobile pubblico torna a essere visto come uno strumento attivo del Paese, una leva di sviluppo dei territori e di creazione di valore per la collettività.”
Una nuova visione che mette al centro non più il singolo edificio, ma il suo rapporto con la città e con i bisogni delle persone.
“La centralità della persona, la conoscenza del territorio, la collaborazione tra amministrazioni e l’impiego delle tecnologie più avanzate consentono di trasformare il patrimonio pubblico in un motore di rigenerazione capace di produrre valore duraturo”, ha spiegato dal Verme.
Il Piano Città: rigenerare 439 immobili pubblici
Il fulcro della strategia è rappresentato dal Piano Città degli Immobili Pubblici, il nuovo modello di pianificazione condivisa con enti locali, università e amministrazioni pubbliche.
Ad oggi sono stati sottoscritti 37 Piani Città, con l’obiettivo di arrivare a 65 entro il 2028.
Il programma coinvolge 439 immobili, pari a 5,1 milioni di metri quadrati, e prevede anche la riqualificazione di 10 milioni di metri quadrati di aree verdi.
Più di un quarto degli edifici sarà destinato a funzioni miste, comprendendo anche nuove residenze sociali.
Le ricadute attese sono importanti: 18 miliardi di euro di impatto economico, oltre 65 mila occupati nei cantieri e quasi 98 mila posti di lavoro complessivi.
Sul fronte sociale il piano punta, inoltre, a realizzare 6.700 posti letto per studenti, oltre 1.800 abitazioni di social housing, nuovi servizi culturali capaci di raggiungere oltre 2 milioni di utenti e circa 12 milioni di metri quadrati di spazi pubblici riqualificati.
Uffici pubblici più moderni e sostenibili
Il Rapporto dedica ampio spazio anche alla trasformazione delle sedi della Pubblica amministrazione.
Tra gli interventi più significativi figurano la nuova sede dell’Agenzia del Demanio nell’ex Cinema Embassy di Bologna, la futura sede del Ministero dell’Ambiente a Roma — il primo edificio ministeriale con struttura portante in legno —, la nuova sede della Struttura per la progettazione del Demanio a Milano e la Procura della Repubblica di Perugia, ricavata nell’ex carcere femminile e progettata secondo elevati standard ambientali.
L’obiettivo è costruire uffici più efficienti, tecnologici, inclusivi e capaci di rispondere alle nuove modalità di lavoro della pubblica amministrazione.
Ex caserme, ospedali e carceri diventano nuove centralità urbane
Prosegue anche il recupero dei grandi complessi pubblici dismessi.
Sono 57 gli interventi oggi in corso tra ex caserme, aree militari, ex ospedali e istituti penitenziari, con 2,9 miliardi di euro di risorse già stanziate.
Tra i progetti più rilevanti figurano la trasformazione dell’ex carcere di Perugia nella nuova Cittadella della Giustizia, il recupero delle ex caserme STAVECO e STAMOTO di Bologna, il nuovo polo amministrativo nell’ex Arsenale di Pavia, la “Green City” di Tor Vergata e gli interventi sul Policlinico Umberto I e sull’ex ospedale Forlanini di Roma.
Tutelare il patrimonio storico guardando al futuro
La valorizzazione riguarda anche il patrimonio storico e monumentale dello Stato.
Nel 2025 risultano censiti 4.607 beni storici in uso alle amministrazioni pubbliche e 3.009 immobili affidati ad altri enti o concessi a soggetti privati.
Sono 168 gli interventi di restauro e riqualificazione, per un valore complessivo di 2,3 miliardi di euro.
Tra i principali cantieri figurano il restauro della Basilica di San Miniato al Monte a Firenze, l’efficientamento energetico della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma e la riqualificazione dell’intero complesso monumentale di Piazza del Plebiscito a Napoli.
Più sostenibilità, meno emissioni
La sostenibilità rappresenta ormai uno degli assi portanti dell’attività dell’Agenzia.
Nel 2025 sono stati monitorati 78 indicatori ESG, con l’85% degli obiettivi raggiunti.
Gli interventi già completati hanno consentito una riduzione media del 66% delle emissioni di CO₂, un abbattimento del 68% dei consumi energetici e una diminuzione del 12% del consumo di suolo.
Prosegue inoltre il programma di prevenzione sismica, che coinvolge circa 3.000 immobili pubblici, mentre sono già stati messi in sicurezza 67 mila metri quadrati di spazi pubblici.
Digitalizzazione e innovazione
L’innovazione tecnologica accompagna ormai tutte le attività dell’Agenzia.
Nel 2025 sono stati sviluppati 180 progetti di digitalizzazione, con una crescita del 18% dei servizi ICT. Building Information Modeling (BIM), Digital Twin, smart building, intelligenza artificiale e cybersicurezza sono gli strumenti con cui il Demanio punta a gestire in maniera sempre più efficiente un patrimonio pubblico che rappresenta una delle principali infrastrutture del Paese.
Il Rapporto 2026 fotografa così una trasformazione profonda: il patrimonio immobiliare dello Stato non è più considerato soltanto un insieme di edifici da amministrare, ma una risorsa strategica capace di generare sviluppo, migliorare i servizi pubblici, sostenere la transizione ecologica e contribuire alla qualità della vita delle comunità.
(Redazione)
