Trump torna ad attaccare Meloni con un meme

Kananaskis (Canada), 16/06/2025 - Il Presidente Meloni all'apertura della prima sessione di lavoro con il Presidente degli Stati Uniti d' America, Donald Trump.

Palazzo Chigi sceglie il silenzio. La politica italiana fa quadrato e la Premier conta sulla solidarietà di tutti i partiti pur mantenendo profonde differenze di giudizio sulla politica estera del governo.


MADRID.- Un nuovo affondo social di Donald Trump contro Giorgia Meloni riaccende le tensioni tra Washington e Palazzo Chigi alla vigilia del vertice della Nato di Ankara. Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato su Truth un meme che ritrae la premier italiana accompagnato dalla scritta «serve un ordine restrittivo» (“restraining order”), espressione che nel linguaggio statunitense richiama i provvedimenti giudiziari contro stalking e molestie e che, in questo contesto, viene utilizzata in chiave ironica per rappresentare Meloni come eccessivamente insistente nei confronti del leader americano.

L’episodio arriva a poche settimane dal duro scontro seguito al G7 e rappresenta un nuovo capitolo di una relazione politica che appare sempre più complicata.

Palazzo Chigi sceglie il silenzio

Dal governo, almeno nelle prime ore successive alla pubblicazione del meme, non è arrivata alcuna risposta ufficiale. Fonti di Palazzo Chigi confermano la scelta di non alimentare ulteriormente la polemica, mantenendo la linea già adottata nelle precedenti occasioni: evitare una replica diretta alle provocazioni del presidente americano.

A ribadire questa impostazione è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui “le relazioni transatlantiche vanno ben oltre le singole dichiarazioni”. Il vicepremier ha ricordato come gli Stati Uniti rappresentino un alleato strategico per l’Italia indipendentemente dall’amministrazione in carica, sottolineando che Roma ha mantenuto rapporti solidi con tutti i presidenti americani, da Reagan a Biden.

Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha invitato a distinguere tra le vicende personali e il rapporto istituzionale tra i due Paesi: “Le persone passano, ma i rapporti con gli alleati devono rimanere”. Più laconico Matteo Salvini, che si è limitato a dichiarare: “Non commento più queste cose”.

Solidarietà bipartisan alla presidente del Consiglio

L’ennesimo attacco di Trump ha suscitato una reazione pressoché unanime nel panorama politico italiano, con esponenti di maggioranza e opposizione che hanno espresso solidarietà alla presidente del Consiglio pur mantenendo profonde differenze di giudizio sulla politica estera del governo.

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha definito “assolutamente inaccettabili” gli attacchi del presidente americano, affermando che “siamo tutti italiani e non possiamo accettare insulti o minacce da parte di capi di governo stranieri”. La leader dem ha però ribadito le proprie critiche all’esecutivo, sostenendo che il governo abbia assunto un atteggiamento troppo subordinato nei confronti di Washington e non sia riuscito a rafforzare il ruolo dell’Europa.

Anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha giudicato inaccettabili gli attacchi personali contro la premier, pur osservando che le difficoltà nei rapporti con Trump deriverebbero dagli impegni assunti dal governo in sede Nato, in particolare sull’aumento delle spese militari.

Tra le prese di posizione più dure quella del leader di Azione Carlo Calenda, che ha definito Trump “un ignobile bullo da quattro soldi”, esprimendo piena solidarietà a Meloni.

Il precedente scontro e il vertice Nato

Il nuovo episodio si inserisce in una crisi diplomatica iniziata dopo il G7, quando Trump aveva sostenuto che Meloni lo avesse “implorato” di farsi fotografare insieme a lui, aggiungendo di averle parlato “per pena”. Nei giorni successivi il presidente americano aveva poi accusato la premier di aver voltato le spalle agli Stati Uniti sul dossier iraniano e di aver negato l’utilizzo delle basi italiane durante l’operazione americana contro Teheran.

Meloni aveva replicato con toni insolitamente duri, rivendicando la sovranità italiana e affermando che “io e l’Italia non imploriamo mai”.

Il nuovo attacco arriva ora a poche ore dal summit Nato di Ankara, dove i due leader saranno presenti insieme per la prima volta dopo la rottura delle scorse settimane. Secondo indiscrezioni, Palazzo Chigi avrebbe scelto un approccio improntato alla massima prudenza, evitando di programmare incontri bilaterali con il presidente americano e limitando i contatti a quelli inevitabili nell’ambito del vertice multilaterale.

Difesa e rapporti transatlantici al centro del confronto

Il vertice dell’Alleanza atlantica si svolgerà in un momento particolarmente delicato anche sul piano politico. Sul tavolo ci saranno il sostegno all’Ucraina e il tema dell’aumento delle spese per la difesa, sul quale Trump continua a esercitare forti pressioni sugli alleati europei.

Nonostante le tensioni personali tra i due leader, il governo italiano continua a ribadire la volontà di preservare il rapporto strategico con Washington, distinguendo gli attacchi del presidente americano dalle relazioni istituzionali tra i due Paesi.

La scelta del silenzio adottata da Palazzo Chigi punta proprio a evitare un’ulteriore escalation diplomatica in vista di un vertice Nato che si annuncia già particolarmente complesso sul piano politico e strategico.

(Redazione)

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