L’appello di Landini da Padova: “Sindacati uniti per difendere i salari e salvare l’industria”

(Frame video cgil.it)

Al congresso della Uil, il leader della Cgil lancia un messaggio unitario a Cisl e Uil: “Ognuno ha le sue idee, ma la frammentazione danneggia i lavoratori”. Tra le priorità: detassazione degli aumenti, stop ai contratti pirata e un piano di investimenti pubblici.


MADRID. – Dal palco del congresso della Uil a Padova, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sceglie la via del dialogo e lancia un forte e chiaro appello all’unità sindacale. In un momento storico in cui molti osservatori si aspettavano scintille e polemiche tra le diverse sigle confederali, Landini ha preferito gettare acqua sul fuoco, scommettendo sulla coesione per ridare dignità a un mondo del lavoro sempre più fragile.

“Ognuno di noi naturalmente ha le sue idee e c’è un pluralismo che è una caratteristica del nostro sindacato”, ha ammesso apertamente il leader della Cgil. “Ma se vogliamo dare risposte e ricostruire una fiducia verso il mondo del lavoro, che oggi molto spesso è frantumato, diviso e precario, serve stare uniti per cambiare la situazione”. L’obiettivo immediato è gestire con un fronte comune la complessa trattativa alle porte con le associazioni imprenditoriali.

Salari e fisco: “I soldi si vadano a prendere dove ci sono i profitti”

Il cuore dell’intervento di Landini si è concentrato sulla difesa del potere d’acquisto dei lavoratori, falciato dall’inflazione degli ultimi anni. La richiesta alle controparti per i rinnovi contrattuali è netta: servono aumenti reali che vadano oltre il tasso di inflazione, introducendo tutele strutturali che finora sono mancate.

Accanto ai contratti, c’è il grande nodo della riforma fiscale. Landini ha criticato aspramente l’attuale squilibrio del sistema: “Non può essere che il lavoro dipendente e i pensionati continuino a essere tassati di più delle rendite finanziarie e immobiliari, dei profitti”. Secondo il sindacalista, questa sproporzione ha generato un impoverimento generalizzato del lavoro a vantaggio delle imprese. Da qui la richiesta secca di restituire il cosiddetto fiscal drag (il drenaggio fiscale che aumenta le tasse quando i salari si adeguano all’inflazione senza toccare scaglioni e detrazioni) e di tassare i super-profitti per finanziare i servizi essenziali. “I soldi bisogna andarli a prendere dove sono per fare quegli investimenti che sono necessari su sanità pubblica, scuola e politiche industriali”, ha incalzato.

Il rischio deindustrializzazione e la proposta degli Eurobond

Il leader della Cgil ha poi lanciato un severo campanello d’allarme sullo stato di salute del sistema produttivo italiano ed europeo, intrappolato in un pericoloso ritardo tecnologico. Il rischio concreto, secondo Landini, è quello di perdere definitivamente il ruolo di punto di riferimento mondiale che l’industria italiana ha ricoperto per decenni.

Per evitare il declino, la ricetta proposta guarda a Bruxelles: serve una nuova stagione di investimenti straordinari comunitari, finanziati tramite Eurobond, capaci di sostenere la transizione, la conoscenza e la sanità.

Guerra ai contratti pirata e svolta democratica con le imprese

Un altro passaggio chiave ha riguardato la giungla contrattuale che penalizza migliaia di lavoratori. “Oggi i contratti pirata non sono stati cancellati, ci sono ancora e possono essere applicati”, ha denunciato Landini. La soluzione proposta è di natura legislativa e contrattuale: stabilire per legge la validità di un contratto nazionale misurando e certificando la reale rappresentanza sia delle imprese sia dei sindacati.

La piattaforma unitaria con Cisl e Uil è ormai pronta e il sindacato si dice pronto a sfidare le imprese a un tavolo che si preannuncia in salita. “Non sarà una trattativa facile”, ha concluso Landini, “ma dobbiamo dire alle controparti di fare presto”. E se l’accordo con le aziende verrà trovato, il leader della Cgil promette una prova di democrazia: il testo sarà sottoposto a una grande consultazione e al voto di tutti i lavoratori rappresentati.

(Redazione)

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