Spagna, cittadinanza e voto all’estero: è scontro tra Governo e oposizioni

Alberto Núñez Feijóo

Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, rifiuta la concessione della cittadinanza ai discendenti dell’esilio e la regolarizzazione straordinaria dei migranti


MADRID – Il presidente del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha lanciato una dura offensiva contro l’Esecutivo guidato da Pedro Sánchez, mettendone in discussione le fondamenta delle politiche demografiche. Il capo dell’opposizione ha definito le misure governative come una “ingegneria sociale”, suggerendo l’esistenza di secondi fini dietro di esse. La critica del leader popolare si articola principalmente su due assi normativi: la disposizione addizionale della Legge di Memoria Democratica (nota come “legge dei nipoti”), che agevola l’acquisizione della cittadinanza ai discendenti di coloro che andarono in esilio durante la dittatura franchista, e il processo di regolarizzazione straordinaria dei migranti in situazione amministrativa irregolare con radicamento residenziale e lavorativo nel Paese.

Secondo Feijóo, entrambe le iniziative sono prive di carattere altruistico e rispondono, in realtà, a una strategia di calcolo elettorale in vista delle prossime consultazioni. I vertici dei popolari sostengono che la nazionalizzazione dei discendenti dell’esilio repubblicano punti ad alterare artificialmente il censimento elettorale all’estero. Nonostante il Partito Popolare avesse a suo tempo manifestato il proprio sostegno alla concessione della cittadinanza ai nipoti dell’emigrazione spagnola in termini generali, Feijóo rifiuta ora che il quadro della memoria democratica sia il canale per tale scopo. Il leader dell’opposizione sostiene che l’Esecutivo ricorra a queste vie a causa della mancanza di consensi nei sondaggi.

“Visto che i conti attuali non tornano – ha detto –, vediamo se fabbricando i conti, i conti tornano”.

La contestazione dei popolari non si limita al riconoscimento della cittadinanza delle vittime dell’esilio franchista, ma si estende con uguale fermezza verso la regolarizzazione della popolazione migrante già radicata. Unendo le proiezioni di entrambi i flussi demografici, Feijóo stima che l’incremento della popolazione potrebbe raggiungere gli otto milioni di persone, una dimensione che, a suo avviso, risulta insostenibile per le strutture del Paese. In questo senso, ha dichiarato tassativamente che “lo Stato non è pronto a gestire un cambiamento di questa portata”, alludendo all’insufficienza della capacità finanziaria e delle risorse pubbliche disponibili.

Il leader del Partito Popolare ha messo in guardia sul rischio di collasso che queste misure comportano per lo Stato sociale e il sistema di protezione pubblica. Attraverso una serie di interrogativi, Feijóo ha messo in dubbio la pianificazione governativa in infrastrutture chiave come l’edilizia sociale, la rete di assistenza sanitaria e il sistema educativo pubblico, concludendo che l’imprevidenza dell’Esecutivo è assoluta. Sotto questa premessa, ha definito irresponsabile l’operato del presidente Pedro Sánchez per aver eluso il consenso parlamentare e la pianificazione tecnica, domandandosi retoricamente:

“Qualcuno ha preparato il Paese a questo? Hanno preparato il patrimonio abitativo necessario? Hanno preparato la sanità pubblica in modo efficiente?”.

Allo stesso modo, la critica del Partito Popolare incide sulla mancanza di trasparenza che, secondo quanto denunciano, circonda queste procedure amministrative. Feijóo ha esigito un quadro di azione istituzionale rigoroso, domandando formalmente:

“È chiedere troppo che venga fatto con trasparenza, con indipendenza, con garanzie e senza arbitrarietà?”.

Nella sua argomentazione, Feijóo, che non prende in considerazione la lentezza delle procedure burocratiche che rende impossibile la partecipazione di tutti gli 8 milioni di potenziali candidati all’acquisto della cittadinanza spagnola ai prossimi appuntamenti elettorali, ha accusato l’amministrazione di distorcere i dati d’impatto, indicando come prova lo scostamento nelle previsioni del processo di regolarizzazione, il quale ha superato il milione di domande a fronte del mezzo milione stimato inizialmente dai ministeri competenti.

In ultima analisi, la posizione adottata da Feijóo converge con le tesi difese dalla formazione Vox nello spettro della destra estrema. Sebbene il leader del Partito Popolare ricorra a una retorica più istituzionale, le sue dichiarazioni mantengono l’ombra del sospetto sulla regolarità del censimento elettorale e sull’integrità del voto all’estero. Con questo pronunciamento, effettuato durante la chiusura di un forum del suo partito a Castellón, Feijóo fissa la strategia dei popolari, un’opposizione frontale sia alla nazionalizzazione dei discendenti dell’esilio sia alla regolarizzazione degli stranieri, e sposa, sostenendo l’argomento dell’insostenibilità dei servizi pubblici e la denuncia di un uso partitico delle istituzioni dello Stato, la tesi dell’estrema destra di Vox, da sempre su posizioni razziste e xenofobe.

Redazione Madrid

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