Pioggia di fuoco su Kiev: missili e droni russi devastano il centro città, è strage di civili

Pompieri ucraini al lavoro tra le macerie dopo l'esplosione del drone.
Pompieri ucraini al lavoro tra le macerie dopo l'esplosione di un drone. (Photo by Yasuyoshi CHIBA / AFP)

Massiccio attacco russo nella notte sulla capitale e altre regioni. Mosca dichiara la rappresaglia, ma a pagare il prezzo più alto sono le città: almeno 9 morti e decine di feriti. L’intelligence ucraina aveva previsto l’offensiva.


MADRID. – Una notte di terrore, fiamme e distruzione ha sconvolto nuovamente il cuore dell’Ucraina. La Russia ha sferrato nelle scorse ore un massiccio attacco combinato contro la capitale Kiev e diverse altre località strategiche del Paese, impiegando armi a lungo raggio ad alta precisione lanciate da aviazione, terra e mare, affiancate da sciami di droni d’assalto. Il bilancio, drammatico e ancora provvisorio, parla di almeno nove morti e oltre 34 feriti nella sola capitale, dove interi piani di complessi residenziali sono stati letteralmente sventrati dalle esplosioni.

Le sirene di allarme hanno risuonato per ore mentre le unità della difesa aerea ucraina ingaggiavano una dura battaglia nei cieli della capitale per intercettare i vettori nemici. Nonostante il fitto fuoco di sbarramento, diverse esplosioni hanno scosso il centro cittadino e i quartieri orientali, lasciando dietro di sé una scia di roghi e devastazione in ampie aree urbane.

La capitale sotto assedio: fiamme nel distretto di Shevchenkivskyi

Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha seguito l’evolversi della crisi diramando continui appelli alla popolazione affinché rimanesse al sicuro nei rifugi. “Kiev è sotto il fuoco di missili balistici e droni. Si sentono esplosioni in tutta la città, mettetevi al riparo”, è stata l’esortazione stringente dell’ex campione di pugilato mentre gli impatti squarciavano il silenzio della notte.

Nel centralissimo distretto di Shevchenkivskyi, un vasto incendio è scoppiato sul tetto di un hotel e le fiamme hanno avvolto anche la copertura di un vicino edificio non residenziale. Le squadre di soccorso del Servizio di Emergenza Statale sono intervenute tempestivamente per domare i roghi e prestare i primi soccorsi. Gran parte della popolazione ha cercato riparo nel sottosuolo: le stazioni della metropolitana si sono rapidamente riempite di cittadini terrorizzati, alcuni dei quali hanno persino montato delle tende all’interno delle banchine in previsione di una lunga e pericolosa notte di bombardamenti.

Mosca rivendica la rappresaglia, ma le bombe colpiscono le case

La conferma della massiccia operazione militare è arrivata direttamente dal ministero della Difesa della Federazione Russa tramite un comunicato ufficiale su Telegram. Mosca ha ammesso l’impiego del proprio arsenale a lungo raggio, sostenendo di aver preso di mira installazioni militari ed energetiche nei pressi di Kiev, nonché aeroporti militari situati nelle regioni di Poltava e Dnipropetrovsk. Le autorità russe hanno definito l’offensiva una “rappresaglia” per i recenti attacchi ucraini condotti contro le proprie infrastrutture civili.

La realtà descritta sul campo dalle autorità ucraine parla tuttavia di una devastazione che ha preso di mira indiscriminatamente la popolazione civile. Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare di Kiev (Kmva), ha denunciato con fermezza la condotta russa: “Il nemico sta nuovamente prendendo di mira le aree residenziali e uccidendo i civili. I danni sono considerevoli e il numero delle vittime, compresi i bambini, è significativo”. Gli ordigni hanno sbriciolato le pareti di palazzi multipiano, intrappolando decine di famiglie sotto le macerie.

L’allarme preventivo di Zelensky da Dublino L’offensiva russa non ha colto del tutto impreparata l’intelligence ucraina. Solo poche ore prima dell’inizio dei bombardamenti, il presidente Volodymyr Zelensky, parlando in conferenza stampa a Dublino al fianco del primo ministro irlandese Micheál Martin, aveva lanciato un severo monito: “Sappiamo che Vladimir Putin sta pianificando questo massiccio attacco da qualche tempo. Abbiamo informazioni preoccupanti e dati di intelligence chiari sui preparativi russi per un’azione su vasta scala”. Gli osservatori militari ritengono che la prima ondata pomeridiana di droni sia servita deliberatamente a testare e saturare le difese aeree della capitale, aprendo la strada alla successiva escalation notturna a base di missili balistici.

Una scia di sangue che attraversa l’intero Paese

La notte di sangue di Kiev si inserisce in un quadro di bombardamenti sistematici che hanno flagellato l’Ucraina per l’intera giornata. Nelle ore precedenti, la città di Kharkiv era stata pesantemente colpita da sette bombe plananti che hanno causato la morte di un ragazzo di 15 anni e il ferimento di altri 32 civili. Contemporaneamente, nella regione meridionale di Odessa, un attacco con missili balistici ha provocato altre due vittime e 13 feriti. Ulteriori incursioni distruttive e vittime sono state registrate nelle regioni di Kherson, Poltava e Dnipropetrovsk, portando il bilancio complessivo delle ultime 24 ore a livelli drammatici prima ancora che venisse completato il conteggio dei morti di Kiev.

Il conflitto, entrato ormai nel suo quinto anno di violenze ininterrotte dal febbraio 2022, continua a consumare vite umane a ritmi spaventosi. Secondo un recente e approfondito studio pubblicato dal Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington e rilanciato dal New York Times, le perdite complessive tra soldati uccisi e feriti su entrambi i fronti hanno superato la spaventosa cifra di due milioni di uomini. I dati, basati sulle stime di intelligence di Stati Uniti e Regno Unito, attribuiscono alla Russia il prezzo più alto in termini numerici con 1,4 milioni di perdite (tra cui 450.000 morti), mentre le forze ucraine registrano tra le 525.000 e le 625.000 perdite complessive, con i decessi stimati tra i 125.000 e i 150.000 soldati. Cifre macroscopiche che si sommano al dramma quotidiano dei civili che, come stanotte a Kiev, continuano a morire nelle proprie case.

(Redazione)

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