Quirinale 2027, Meloni apre lo scenario

Vista del palazzo del Quirinale durante le consultazioni del presidente Mattarella con i partiti.
Vista del palazzo del Quirinale. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“Non è detto che non si possa superare questo altro grande tabù e avere un presidente della Repubblica che non sia di centrosinistra”, ha affermato. Scontro con le opposizioni e tensioni con Vannacci


MADRID.- Con quasi tre anni di anticipo rispetto alla scadenza del mandato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il dibattito sul Quirinale entra già al centro del confronto politico. A riaccenderlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nel corso di un’intervista a “10 Minuti”, trasmissione di Rete4 condotta da Nicola Porro, ha evocato apertamente la possibilità che il prossimo capo dello Stato possa essere espresso dall’area di centrodestra, qualora la coalizione dovesse vincere le elezioni politiche del 2027.

“Non è detto che non si possa superare questo altro grande tabù e avere un presidente della Repubblica che non sia di centrosinistra”, ha affermato la leader di Fratelli d’Italia, sostenendo che l’ipotesi continui a essere considerata “terribile” da una parte dell’establishment politico e culturale. Secondo Meloni, tuttavia, si tratterebbe semplicemente del riconoscimento di un principio di pari dignità democratica: “Chi non è di sinistra non è figlio di un Dio minore, ha gli stessi diritti degli altri”.

Il Quirinale nel dibattito politico

Le parole della premier segnano un passaggio politico significativo perché, per la prima volta, collegano esplicitamente la futura elezione del presidente della Repubblica all’esito delle prossime elezioni legislative. Il successore di Sergio Mattarella sarà infatti scelto dal Parlamento che nascerà nella prossima legislatura e Meloni lascia intendere che, in caso di nuova vittoria del centrodestra, anche il Colle potrebbe essere espressione della maggioranza.

Per la presidente del Consiglio si tratterebbe della naturale evoluzione del percorso politico della destra italiana, già approdata alla guida del governo dopo la vittoria del 2022.

Le reazioni delle opposizioni

Le dichiarazioni hanno provocato una immediata levata di scudi delle opposizioni, che accusano Meloni di voler trasformare una figura di garanzia costituzionale in un obiettivo politico della maggioranza.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha sostenuto che la presidente del Consiglio abbia ormai “scoperto le carte”, ipotizzando che punti al Quirinale per sé stessa o per una figura a lei strettamente legata.

Dal Partito Democratico Arturo Scotto ha criticato l’apertura anticipata del dossier Quirinale, sostenendo che parlare della successione al capo dello Stato con tre anni di anticipo rappresenti un messaggio politico nei confronti dell’attuale presidente Mattarella.

Anche Alleanza Verdi e Sinistra è intervenuta duramente. Nicola Fratoianni ha ricordato come la presidenza della Repubblica rappresenti un’istituzione di garanzia che non può essere considerata terreno di spartizione politica, mentre Angelo Bonelli ha collegato le dichiarazioni della premier alla riforma della legge elettorale, accusando il governo di voler concentrare progressivamente tutte le principali cariche istituzionali.

Il rapporto sempre più difficile con Vannacci

L’intervista è stata anche l’occasione per affrontare il delicato rapporto con Roberto Vannacci e con il suo movimento Futuro Nazionale, sempre più competitivo nell’area della destra.

Meloni ha escluso qualsiasi ipotesi di collaborazione politica con il generale, affermando che “difficilmente puoi costruire qualcosa con qualcuno che palesemente vuole solo distruggere”. Secondo la presidente del Consiglio, Vannacci si comporterebbe ormai come una forza di opposizione, al pari di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

La distanza emerge anche sul tema della cosiddetta “remigrazione”, cavallo di battaglia del movimento di Vannacci. Meloni ha preferito ricondurre il concetto ai rimpatri volontari assistiti già previsti dalla normativa italiana ed europea, distinguendoli dalle proposte più radicali avanzate dall’ex generale.

Dal canto suo, Vannacci ha respinto le accuse della premier, sostenendo che Futuro Nazionale non intenda distruggere il centrodestra ma riportarlo, a suo giudizio, alle promesse originarie. L’eurodeputato ha inoltre rilanciato la richiesta di introdurre le preferenze nella futura legge elettorale, invitando Meloni a dare un segnale di apertura.

La legge elettorale

Nel corso dell’intervista la presidente del Consiglio ha difeso anche la riforma elettorale attualmente all’esame della Camera.

Secondo Meloni, il nuovo sistema non favorirebbe una forza politica specifica, ma garantirebbe agli elettori la possibilità di sapere con chiarezza chi governerà dopo il voto. Le critiche, ha sostenuto, arriverebbero soprattutto da chi in passato ha governato senza aver vinto le elezioni.

Proprio sulla legge elettorale si concentra parte delle contestazioni delle opposizioni, che temono un rafforzamento eccessivo della maggioranza e vedono nelle parole sul Quirinale un tassello di una strategia politica più ampia.

Politica estera e rapporti con gli alleati

Meloni ha affrontato anche alcuni temi internazionali. Commentando le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte sui voli militari americani partiti dalle basi italiane durante la crisi in Medio Oriente, la premier ha parlato di affermazioni “approssimative”, precisando che le autorizzazioni concesse dall’Italia rientravano negli accordi già esistenti e non riguardavano operazioni offensive.

Ha inoltre ribadito la propria linea nei confronti degli Stati Uniti: “Non sono antiamericana oggi, non ero inginocchiata ieri”, rivendicando una politica estera fondata sulla collaborazione con Washington e sulla convinzione che “l’Occidente sia più forte quando è unito”.

Il caso delle mascherine Covid

La presidente del Consiglio è tornata infine anche sulla vicenda delle forniture di mascherine durante l’emergenza pandemica, oggi oggetto dell’attività della commissione parlamentare d’inchiesta.

Meloni ha definito “incredibile” la gestione degli acquisti, parlando di milioni di euro pubblici utilizzati per importare dalla Cina dispositivi poi risultati non conformi, mentre il Paese affrontava una delle fasi più drammatiche della pandemia.

I sondaggi

Sul piano elettorale, le più recenti rilevazioni fotografano un centrodestra ancora competitivo ma attraversato dalla crescita di Futuro Nazionale.

Secondo il sondaggio SWG per Tg La7, Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 27,3%, davanti al Partito Democratico fermo al 21,8%. Cresce il Movimento 5 Stelle al 13,3%, mentre Forza Italia si attesta al 7,2%.

Il dato politicamente più significativo riguarda però l’area sovranista: Futuro Nazionale sale al 5,6%, superando la Lega, ferma al 5,4%, e confermando la competizione aperta tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci per la leadership del fronte più identitario del centrodestra.

In questo quadro, l’apertura di Meloni sul Quirinale rappresenta già uno dei temi destinati a caratterizzare il lungo avvicinamento alle elezioni del 2027, con il confronto tra maggioranza e opposizione che si sposta progressivamente anche sul futuro degli equilibri istituzionali della Repubblica.

(Redazione)

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