Mosca bombarda la regione costiera lasciando intere comunità al buio. Scatta l’allerta aerea a Bucarest, che fa decollare un elicottero militare. Raid mortali anche a Kharkiv, mentre Kiev risponde colpendo un polo chimico in Russia.
MADRID. – La guerra in Ucraina torna a far tremare i confini della NATO. Nella notte tra il 25 e il 26 giugno, la Federazione Russa ha scatenato una nuova e violenta ondata di attacchi utilizzando droni e missili contro obiettivi civili e infrastrutture energetiche in diverse regioni del Paese. I bombardamenti più pesanti hanno preso di mira l’oblast di Odessa, innescando l’immediata reazione della vicina Romania, e la martoriata area di Kharkiv, dove si registrano vittime tra la popolazione civile. Kiev non è rimasta a guardare e ha risposto colpendo un importante sito industriale in territorio russo.
Odessa al buio e l’allerta aerea della Romania
Nella regione di Odessa, i droni russi si sono concentrati contro le infrastrutture energetiche situate nei pressi del confine fluviale con la Romania. Secondo il quartier generale operativo dell’amministrazione statale di Izmail, le squadre del Servizio statale di emergenza ucraino sono dovute intervenire tempestivamente per arginare i danni e spegnere gli incendi. Il bilancio provvisorio parla di una persona ferita, ma i danni alla rete elettrica sono ingenti: la città di Vylkove e parte dei territori limitrofi sono rimasti completamente privi di elettricità.
La vicinanza dei bombardamenti al territorio della NATO ha fatto scattare l’allarme a Bucarest. Il Ministero della Difesa romeno ha dichiarato l’allerta aerea e, alle ore 03:57, ha fatto decollare un elicottero IAR 330 Puma dell’Aeronautica Militare per monitorare la situazione e tracciare eventuali bersagli aerei ostili a circa 31 chilometri a est della città di Sulina.
Sangue a Kharkiv: due morti sotto i missili russi
Parallelamente ai raid sulla costa, le forze armate russe hanno bersagliato duramente la città di Kharkiv e altri 16 insediamenti della provincia con un attacco combinato di droni e micidiali missili guidati KAB. Il bilancio fornito dal governatore militare regionale, Oleg Synegubov, è drammatico: due persone hanno perso la vita e altre sette sono rimaste ferite.La risposta di Kiev: colpito un impianto chimico in Russia.
La contraffensiva ucraina si è concentrata nella stessa notte contro l’oblast di Tula, nel cuore della Federazione Russa, dove l’esercito di Kiev ha sferrato un massiccio attacco con droni. Il bersaglio principale è stato il polo chimico “Azot” nella città di Novomoskovsk.
Come riportato dai media ucraini e confermato parzialmente dal governatore russo Dmitry Milyaev, l’incursione ha provocato diverse esplosioni all’interno della struttura industriale. I residenti della zona hanno riferito della presenza di un forte e persistente odore di ammoniaca nell’aria subito dopo le deflagrazioni. Oltre all’impianto chimico, i droni di Kiev sono riusciti a colpire alcune infrastrutture energetiche della regione, mandando un chiaro segnale di ritorsione a Mosca.
(Redazione)
