Terremoto in Venezuela: muore un italiano, molti risultano dispersi


La Farnesina conferma il decesso di un connazionale a La Guaira. Corsa contro il tempo per salvare chi è ancora sotto le macerie


CARACAS – La tragedia che vive oggi il Venezuela ha messo in moto una cordata internazionale di solidarietà. Il capo della diplomazia italiana e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, si è messo tempestivamente in contatto con i vertici governativi di Caracas per esprimere il profondo cordoglio del nostro Paese e offrire il massimo supporto logistico e umanitario. La priorità assoluta dell’esecutivo italiano è in questo momento la salvaguardia dei connazionali presenti sul territorio venezuelano, come confermato dallo stesso titolare della Farnesina

“Stiamo verificando – ha detto il ministro Tajani – se ci siano italiani intrappolati”.

I timori delle autorità di Roma hanno purtroppo trovato un primo riscontro ufficiale nelle ultime ore. Il Ministero degli Affari Esteri ha infatti confermato il decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, i cui familiari risiedono in Italia. Il connazionale ha perso la vita a causa del collasso strutturale di un edificio situato nella municipalità di La Guaira,  importante centro costiero situato a circa trenta chilometri dalla capitale, risultato tra i più devastati dall’evento tellurico.

La rete diplomatica italiana, attraverso l’Ambasciata e il Consolato Generale a Caracas, ha attivato un monitoraggio continuo e lavora senza sosta in stretta coordinazione con l’Unità di Crisi. La preoccupazione resta altissima: la comunità italiana storicamente radicata in Venezuela conta oltre 140.000 residenti, dei quali ben 65.000 concentrati nell’area metropolitana di Caracas. Al momento, l’assenza di comunicazioni stabili rende impossibile tracciare un bilancio definitivo, e sono numerose le segnalazioni di connazionali che risultano ancora irreperibili. È questo, per esempio, il caso di Gianni Giannasca, di 61 anni, che al momento del terremoto si trovava a “Todasana” ne “La Guaira”

Il Venezuela è stato messo in ginocchio da un fenomeno geologico di straordinaria violenza, classificato dagli esperti come un “doppietto sismico”. Il territorio a ovest di Caracas è stato investito da due devastanti scosse a distanza di appena trentanove secondi l’una dall’altra: la prima, di carattere precursore, ha registrato una magnitudo di 7.2, mentre la successiva e principale ha raggiunto l’intensità critica di 7.5 della scala Richter.

Il quadro delineato dalle autorità locali è drammatico. L’ultimo bilancio provvisorio delle vittime documenta almeno 188 decessi e oltre mille feriti ricoverati nelle strutture ospedaliere. Il collasso generalizzato delle reti elettriche e delle infrastrutture di telecomunicazione sta ostacolando gravemente le operazioni di soccorso, impedendo il coordinamento tempestivo tra i presidi di emergenza. Sulla piattaforma digitale attivata per l’emergenza si contano già oltre 42.000 denunce di scomparsa, un dato che fa temere una crescita esponenziale del numero dei morti nelle prossime ore.

Di fronte a una catastrofe di tale portata, la macchina della solidarietà globale si è mossa rapidamente. Il governo degli Stati Uniti ha deliberato lo stanziamento immediato di uno stanziamento straordinario pari a 150 milioni di dollari in aiuti umanitari d’urgenza. Queste risorse saranno impiegate per il sostentamento primario e per l’invio di forniture mediche e generi di prima necessità, in collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite e le principali organizzazioni non governative operanti sul campo.

Parallelamente ai finanziamenti, Washington ha autorizzato il dispiegamento immediato del “Disaster Assistance Response Team” (DART). Il contingente include squadre speciali di ricerca e soccorso urbano (Urban Search and Rescue) provenienti dai dipartimenti dei vigili del fuoco della Virginia e della California. Personale medico, ingegneri strutturisti e unità cinofile specializzate sono già operativi tra le macerie nel tentativo di localizzare e trarre in salvo i sopravvissuti prima che sia troppo tardi

Dal canto suo, la Spagna scende in campo con un massiccio piano di aiuti umanitari immediati per sostenere il Venezuela. Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha confermato l’avvio delle operazioni di soccorso dopo un nuovo colloquio diretto con il suo omologo venezuelano, Yván Gil.

Per fare fronte alla catastrofe, Madrid ha mobilitato i suoi corpi d’élite e le sue strutture logistiche d’emergenza. È già operativo un contingente della Unidad Militar de Emergencias (UME) — l’unità militare speciale per la gestione delle catastrofi — insieme a un team di specialisti dell’Agenzia Spagnola per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (AECID). Il ponte aereo trasporterà beni di prima necessità e attrezzature d’urgenza, tra cui coperte, stuoie e pillole per la potabilizzazione dell’acqua. Verrà inoltre schierato sul campo l’ospedale da campodella AECID, mentre è stata posta in stato di massima allerta la base logistica spagnola di Panama.

Il decollo dei primi voli umanitari è programmato per questa notte. Poiché lo scalo internazionale di Caracas è fuori servizio a causa dei crolli, gli aerei spagnoli atterreranno all’aeroporto di Valencia.

Il capo della diplomazia di Madrid ha inoltre tracciato un primo bilancio sulla sicurezza del personale diplomatico nella capitale venezuelana. L’edificio del Consolato generale di Spagna a Caracas ha subìto danni strutturali di una certa gravità, mentre la sede dell’Ambasciata ha registrato lesioni minori che non ne compromettono la funzionalità.

Redazione Caracas

Lascia un commento