Venezuela: Federazione Medica denuncia opacità sugli aiuti umanitari USA


Sindacati e ospedali smentiscono il governo di Caracas: le 71 tonnellate di farmaci non sono mai giunte a destinazione. Intanto,  i pazienti continuano a autofinanziare le cure


CARACAS – La Federazione Medica Venezuelana (FMV) ha denunciato il mancato recapito di un grosso carico di aiuti umanitari destinato alla rete sanitaria pubblica. Nello specifico, si tratta di 71 tonnellate di farmaci e presidi medico-chirurgici stanziati dal governo degli Stati Uniti e giunti nel Paese nel febbraio del 2026. A distanza di mesi dal loro arrivo, i materiali risultano non pervenuti presso i presidi ospedalieri nazionali.

Il presidente della FMV, Douglas León Natera, ha reso noti i risultati di un monitoraggio capillare condotto in almeno 18 Stati della Federazione. Le direzioni sanitarie e gli ordini dei medici locali consultati hanno confermato all’unanimità che nessuna quota del carico è stata integrata nella rete assistenziale pubblica.

La spedizione umanitaria era stata articolata in due fasi distinte attraverso lo scalo aeroportuale di Maiquetía: un primo lotto di circa 6 tonnellate e un secondo invio, più consistente, superiore alle 65 tonnellate.

Nel mese di maggio, l’esecutivo venezuelano, per voce della vicepresidente Delcy Rodríguez, aveva dichiarato ufficialmente lo sblocco e la distribuzione del 47% dei materiali ricevuti. Tuttavia, le verifiche condotte sul campo dagli operatori sanitari smentiscono la narrativa governativa, evidenziando una totale discrepanza tra gli annunci formali e l’effettiva disponibilità di inventario nei nosocomi.

Le condizioni dei 331 ospedali pubblici del Paese restano critiche. Nei reparti di terapia d’urgenza e nelle sale operatorie persiste una severa carenza di dispositivi di base.

Questo quadro di scarsità strutturale scarica l’onere economico direttamente sul comparto privato e familiare. Per garantire le prestazioni sanitarie essenziali, i congiunti dei degenti sono costretti a finanziare privatamente l’acquisto di presidi monouso – quali siringhe e guanti sterili –, farmaci di prima necessità e, nelle contingenze più gravi, a sostenere i costi di locazione di apparecchiature mediche specialistiche.

A fronte della persistente mancanza di trasparenza, la FMV ha depositato una nota ufficiale presso l’Ambasciata degli Stati Uniti a Caracas, richiedendo un’indagine formale sulla tracciabilità della filiera logistica e la pubblicazione dei dati di consegna.

La Federazione ha precisato che la recente ispezione condotta dall’incaricato d’affari statunitense, John Barret, presso gli ospedali Domingo Luciani e Pérez Carreño – dove è stata riscontrata la presenza di una minima frazione di farmaci – non rappresenta una prova dell’avvenuta distribuzione su scala nazionale. Al personale medico, inoltre, è stato precluso l’accesso ai depositi principali e la verifica dei registri di carico e scarico.

La dirigenza sindacale medica esige pertanto dal governo di Caracas un audit trasparente e una formale rendicontazione dei beni umanitari, ribadendo che l’efficacia delle politiche sanitarie si misura sul tasso di sopravvivenza dei pazienti e non sulla propaganda aeroportuale.

Redazione Caracas

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