Da luglio a settembre pedalate in tutta Italia per dire no alla guerra. L’obiettivo è percorrere simbolicamente la distanza tra la capitale italiana e quella ucraina
La bicicletta come simbolo di pace, solidarietà e partecipazione civile. È questo lo spirito della seconda edizione di “Pedaliamo per la pace”, l’iniziativa promossa da Emergency e Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta), che da luglio a settembre coinvolgerà cittadini di tutta Italia in una serie di pedalate aperte a tutti per lanciare un messaggio contro la guerra e a favore dei diritti umani.
L’obiettivo è tanto semplice quanto significativo: ogni chilometro percorso dai partecipanti contribuirà a un conteggio nazionale che punta a coprire simbolicamente la distanza tra Roma e Kiev, capitale dell’Ucraina, Paese dove Emergency continua a prestare assistenza sanitaria alle popolazioni colpite dal conflitto.
Un gesto collettivo contro la guerra
Le biciclettate attraverseranno città e territori italiani seguendo percorsi accessibili e adatti a tutti, spesso in luoghi simbolo della memoria, della pace e dell’impegno civile. Piazze, monumenti e spazi pubblici diventeranno il teatro di una mobilitazione che vuole ribadire il rifiuto della violenza e della logica delle armi.
A ogni partecipante sarà consegnato uno sticker con la scritta “R1pud1a”, richiamo alla campagna lanciata da Emergency nel 2024 ispirata all’articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali. L’iniziativa, proseguita quest’anno con il progetto “Io obietto”, ha già ottenuto l’adesione di oltre 650 Comuni e circa 1.500 scuole.
La bicicletta che porta cura in Ucraina
La scelta della bicicletta non è soltanto simbolica. Nelle regioni ucraine di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite dalla guerra, gli operatori sanitari di comunità di Emergency la utilizzano quotidianamente per raggiungere villaggi isolati, visitare pazienti nelle loro abitazioni, monitorarne le condizioni di salute e facilitare l’accesso alle cure.
«In Ucraina la bicicletta è uno strumento che permette di portare assistenza dove la guerra ha interrotto servizi, collegamenti e relazioni», sottolinea l’organizzazione, evidenziando come lo stesso mezzo diventi in Italia un veicolo di partecipazione e sensibilizzazione.
Esiste un’altra strada
Per Susanna Maggioni, vicepresidente di Fiab Italia, l’iniziativa assume un valore ancora più forte in un periodo caratterizzato dall’aumento delle tensioni internazionali e dalla corsa al riarmo.
«Con “Pedaliamo per la pace” vogliamo affermare che esiste un’altra strada: quella della pace, della solidarietà e dell’impegno condiviso», ha dichiarato. «La bicicletta rappresenta perfettamente questi valori e diventa uno strumento concreto per costruire relazioni e promuovere una cultura della nonviolenza».
Attraverso migliaia di chilometri percorsi insieme, Emergency e Fiab intendono trasformare un semplice gesto quotidiano in una testimonianza collettiva a favore della pace, ricordando che ogni pedalata può contribuire a mantenere viva l’attenzione sulle vittime civili dei conflitti e sull’importanza del dialogo come unica alternativa alla guerra.
(Redazione)
