Cari Presidenti, Cari Consiglieri, Cari tutti,
ci avviciniamo all’ultima estate di questo COMITES. Salvo sorprese, saranno gli ultimi mesi di un Comitato costituito il 16 dicembre 2021 e che si avvia verso il rinnovo previsto per dicembre di quest’anno.
In questi quasi cinque anni abbiamo costruito molto insieme. Siamo cresciuti come rete associativa, abbiamo rafforzato i rapporti tra le nostre comunità e dato voce a oltre 135.000 connazionali presenti in una circoscrizione vasta e complessa.
Oggi possiamo contare su 13 associazioni regionali, 21 associazioni culturali e 7 associazioni sportive che, con il loro impegno quotidiano, rappresentano una delle più importanti realtà associative italiane all’estero.
Non è mai semplice far convivere idee, sensibilità e priorità diverse all’interno di una comunità composta da volontari. Eppure, grazie all’impegno di tutti, siamo riusciti a lavorare insieme mantenendo sempre come obiettivo il bene comune. Il costante sostegno del Consolato Generale e dell’Ambasciata d’Italia a Madrid ha accompagnato e rafforzato questo percorso.
In questi anni abbiamo realizzato i docufilm *Sotto Nuovi Cieli* e *UTOPIA – Viaggi senza ritorno*, portandoli in numerose città della circoscrizione. Abbiamo creato *Radio COMITES Madrid*, uno strumento aperto a tutte le associazioni e pensato per informare, formare e dare voce alla nostra collettività.
Ci prepariamo inoltre alla XX edizione dei Premi all’Italianità, che celebreremo a settembre, e stiamo organizzando nuovi incontri dedicati a temi fondamentali come il lavoro e l’accesso all’abitazione.
Tutto questo patrimonio appartiene alla collettività e non a singole persone. Per questo ritengo che, nei mesi che ci separano dalla conclusione del mandato, tutti noi abbiamo il dovere di preservare il clima di collaborazione costruito negli anni.
Le future elezioni rappresentano un momento importante di partecipazione democratica e ci sarà il tempo opportuno per confrontarsi, presentare programmi e proporre candidature. Fino ad allora, credo sia responsabilità di ciascuno evitare contrapposizioni premature, personalismi o dinamiche che possano generare divisioni e confusione all’interno delle nostre comunità.
Chi oggi ricopre ruoli di rappresentanza ha il compito di contribuire a rafforzare il lavoro comune, non di indebolirlo. I connazionali che rappresentiamo si aspettano da noi serietà, equilibrio e senso delle istituzioni fino all’ultimo giorno del mandato ricevuto.
Proprio per questo, sento il dovere di rivolgere a tutti voi un invito chiaro.
Io non mi ripresenterò avendo già rappresentato il Comites in due mandati e mi auguro che il nuovo consiglio possa far tesoro di quanto sin oggi costruito con tante ore di lavoro, telefonate e presenze fisiche. Chiaramente sarò sempre a disposizione della collettività e del consiglio se chiamato.
Sarebbe un errore permettere che l’avvio anticipato della campagna elettorale oscuri il lavoro svolto o comprometta i rapporti costruiti in questi anni.
Ci sarà il tempo per confrontarsi su idee, programmi e candidature. Ora, però, è il momento di concludere il mandato con la stessa serietà con cui lo abbiamo iniziato, portando a termine le iniziative in corso e mantenendo saldo il senso di responsabilità istituzionale.
Continuiamo a servire la nostra collettività con equilibrio, rispetto e dedizione, fino all’ultimo giorno del nostro incarico.
Con stima,
Andrea Lazzari
Presidente COMITES Madrid
Con queste parole pubblicate sul suo facebook Andrea Lazzari ha iniziato a salutare il team con cui ha lavorato durante il suo mandato come Presidente del Com.It.Es di Madrid.
Ci sono incarichi che si misurano con i numeri, con i progetti realizzati o con gli obiettivi raggiunti. E poi ce ne sono altri che lasciano un segno più profondo, perché riescono a costruire qualcosa che va oltre i risultati immediati: la fiducia, il dialogo, il senso di comunità.
È con questa consapevolezza che si può guardare alla conclusione del mandato di Andrea Lazzari alla guida del Com.It.Es di Madrid. In anni spesso complessi, caratterizzati da sfide nuove per una comunità in continua trasformazione, il tratto distintivo della sua presidenza è stato proprio il tentativo costante di favorire un clima di rispetto reciproco e di collaborazione tra sensibilità diverse. Un aspetto che può apparire secondario, ma che in realtà rappresenta uno dei presupposti fondamentali per il buon funzionamento di qualsiasi organismo rappresentativo.
Le differenze di opinione non sono mai mancate e sarebbe persino preoccupante il contrario. La ricchezza di una comunità democratica si misura proprio nella pluralità delle idee. La vera sfida consiste nel trasformare queste differenze in confronto costruttivo anziché in divisione sterile. In questo senso, il Com.It.Es di Madrid ha saputo mantenere nel tempo un equilibrio che ha consentito ai consiglieri di lavorare insieme, ciascuno secondo le proprie possibilità e il proprio livello di impegno, senza smarrire la missione comune.
Tra le eredità più significative di questo mandato vi è certamente il lavoro svolto a favore dell’associazionismo. Le associazioni rappresentano il cuore pulsante della presenza italiana all’estero. Sono luoghi di incontro, di solidarietà, di cultura e di identità. Riunirle, valorizzarle e incoraggiarle a collaborare significa rafforzare l’intera comunità.
La scelta di promuovere una rete tra associazioni regionali, culturali e sociali nasce dalla consapevolezza che molti dei problemi che ciascuna realtà affronta sono comuni. Condividere esperienze, risorse e idee permette di trovare soluzioni più efficaci e di evitare quell’isolamento che spesso indebolisce il tessuto associativo.
Oggi, mentre ci avviciniamo a una nuova tornata elettorale per il rinnovo del Com.It.Es, questo messaggio assume un valore ancora più importante.
Le elezioni dovrebbero essere un momento di confronto sui programmi, sulle priorità e sulle idee per il futuro. Sarebbe un errore trasformarle in una contrapposizione personale, dove chi la pensa diversamente diventa un avversario da combattere anziché un interlocutore da ascoltare. Una comunità matura non divide gli amici in base alle liste che sostengono, ma riconosce la legittimità delle diverse visioni e lascia che siano gli elettori a scegliere.
Chi decide di candidarsi compie un gesto che merita rispetto. Accettare di entrare in una lista significa assumersi un impegno concreto verso la collettività, sapendo che il lavoro sarà spesso silenzioso, complesso e poco visibile. Significa dedicare tempo ed energie a problemi che riguardano tutti. Per questo ogni candidato, indipendentemente dalle sue idee o dalla lista di appartenenza, merita considerazione e rispetto.
Allo stesso modo, gli elettori hanno diritto a pretendere serietà. Hanno diritto a programmi credibili, a proposte realistiche e a impegni che non si esauriscano con la fine della campagna elettorale. La fiducia si costruisce con il lavoro quotidiano, non con gli slogan.
Naturalmente chi ricopre ruoli pubblici è destinato a ricevere critiche. Fa parte della democrazia e del confronto civile. Nessun presidente, nessun consigliere, nessuna istituzione può sottrarsi al giudizio dei cittadini. Andrea Lazzari e il suo gruppo non fanno eccezione. Tuttavia, anche chi ha espresso opinioni diverse difficilmente potrà negare il tempo, la passione e la dedizione che sono stati investiti nel servizio alla collettività italiana di Madrid.
La vera sfida che attende ora la comunità non riguarda soltanto chi sarà eletto, ma il modo in cui si vivrà questa fase elettorale. Servono confronto, partecipazione e rispetto. Servono idee nuove, ma anche la capacità di riconoscere il lavoro svolto da chi ha servito le istituzioni prima di noi.
Soprattutto, serve il voto.
Perché votare non è soltanto esercitare un diritto. È assumersi una responsabilità. È contribuire a dare forza e legittimità alle istituzioni che rappresentano gli italiani all’estero. È ricordare che la democrazia vive solo se i cittadini decidono di partecipare.
E forse è proprio questa la lezione più importante che lascia un mandato che si conclude: le istituzioni passano, le persone cambiano, ma il valore della partecipazione, del rispetto e del servizio alla comunità resta. Ed è da lì che bisogna sempre ripartire.
