Il debutto della nuova “Libreria Italiana” alla Fiera del Libro di Madrid

 


Dopo neanche un anno al timone della “Libreria Italiana”, Isabel García-Zarza, Marcella Caccavalle, Barbara Scarrone ed Eva Alonso hanno fatto il loro debutto alla “Fiera del Libro” di Madrid, l’evento più atteso dagli amanti della lettura


MADRID – Per Isabel García-Zarza , Marcella Caccavalle, Barbara Scarrone ed Eva Alonso è stata la prima volta; la prima esperienza nella Fiera del Libro di Madrid sulla quale è appena calato il sipario. Il viavai di amanti della lettura, l’alternarsi di romanzieri, poeti, saggisti  nelle aree destinate alle conferenze; e le lunghe file di lettori, tanti dei quali ancora adolescenti, di fronte alle “casetas” per ottenere l’autografo dello scrittore o scrittrice più ammirati è stato per due settimane il pane quotidiano nel bucolico “Parque El Retiro”.

– Non avevamo tante aspettative – confessa Isabel García-Zarza, una delle proprietarie della “Libreria Italiana” di Madrid  -. Quando è la prima  volta, non si sa realmente a cosa si andrà incontro. Il precedente proprietario della libreria, che ha partecipato assiduamente alla “Fiera”, ci aveva detto che si vendeva tanto. Quindi, com’è logico, eravamo ottimiste, ma non pensavamo di vendere tantissimo. Per noi è stata una gradita sorpresa; una follia.

Commenta che “c’è tanto interesse per l’Italia e la sua letteratura”. A suo avviso, sono tanti gli spagnoli che “amano acquistare saggi, romanzi di autori italiani in lingua originale”. Non manca, ovviamente, chi acquista le traduzioni in spagnolo.

– Sono lettori esigenti – sottolinea -. Dopo aver letto un autore, se è piaciuto loro, cercano altre sue opere. Molti ci chiedono consigli e normalmente acquistano tutto ciò che proponiamo. C’è un interesse che ha superato tutte le nostre aspettative.

Sorridendo confessa che, durante la fiera, hanno vissuto un momento assai difficile, delicato.

– Ora si può raccontare, perché è una storia a lieto fine – ci dice -. La fiera ha coinciso col 2 giugno, quindi, con il “ponte” in Italia. E, poi, con la visita del Papa. Avevamo ordinato circa  700 libri in Italia che sono arrivati con molto ritardo. Nel frattempo, non avevamo nulla da vendere. Cosa fare? Abbiamo deciso di portare i nostri libri, quelli che avevamo in casa e quelli vecchi che erano in libreria. Abbiamo venduto tutto… è stato incredibile. Ora abbiamo la libreria vuota – afferma visibilmente soddisfatta –. Si ricomincia da zero. A parte questa piccola “crisi”, è stata veramente una bella esperienza, bellissima.

– Quali autori sono stati i più venduti? Quali avete consigliato?

– Abbiamo venduto un po’ di tutto – ammette -. Alla fine, vendiamo gli autori che piacciono a noi. Consigliamo quelli che abbiamo letto e che hanno destato il nostro interesse. Ad esempio, i romanzi di Francesca Giannone, di Elena Ferrante e di Veronica Raimo, di cui ne abbiamo venduti tantissimi. Si è venduto tanto anche di ZeroCalcare, di Antonio Manzini e Michela Murgia. Non c’era interesse solo per le ultime novità della produzione letteraria italiana, ma anche verso molti “classici” come Calvino, Pavese, Natalia Levi, meglio conosciuta come Natalia Ginzburg, e Grazia Deledda.

– Ottenere un posto per essere presenti alla Fiera del Libro di Madrid non deve essere stato facile…

– Quando hai una libreria a Madrid hai diritto ad essere presente – ci spiega García-Zarza -. Certo, non è gratuita la partecipazione e non costa neanche poco.  Uno dei requisiti è avere più di un anno di vita. Abbiamo pagato volentieri, volevamo essere presenti, fare assolutamente questa esperienza.

 

– Avete notato, tra chi ha visitato il vostro stand e ha acquistato libri, una preferenza per opere italiane tradotte in spagnolo o, al contrario, per saggi e romanzi in lingua italiana?

– Chi ha un’infarinatura d’italiano preferisce i testi in italiano. Noi li incoraggiamo a leggere in italiano. Ormai abbiamo una certa conoscenza di autori di facile lettura e li  consigliamo. Facciamo in modo che siano sempre di più quelli che leggono in italiano.

– Alla libreria che tipo di cliente si avvicina?

– Nella fiera, devo dire, abbiamo notato pochi italiani. Direi che l’ottanta per cento di coloro che si sono avvicinati alla nostra “caseta” era spagnolo. In libreria, invece,  direi che un 50 e 50…. Forse un 55% di spagnoli che imparano l’italiano. Sì… direi proprio che la maggioranza, un 55%, sono spagnoli che amano l’italiano, che stanno imparando l’italiano o che lo hanno imparato e vogliono mantenere viva la lingua.

– L’età degli amanti della lettura che si sono fermati al vostro stand o che frequentano la libreria…, sono  bambini, adolescenti, adulti?

– Molti senior, di età matura. Se proprio vogliamo tracciare un profilo, direi spagnoli senior che si stanno avvicinando all’italiano; pensionati che hanno avuto contatti con l’italiano o che iniziano ad averli.

–  Bambini, adolescenti?

– Bambini sì, tanti. Adolescenti, invece, pochi. Dobbiamo fare uno sforzo, lavorare  di più sugli adolescenti. Certo, è un’età un po’ difficile, con tanti interessi. Ma non si deve perdere l’abitudine alla lettura.

– Com’è oggi, dopo qualche mese di attività, la vostra relazione con le case editrici italiane?

– All’inizio – confessa – è stato difficile. Sono dovuti passare alcuni mesi prima che si convincessero che siamo gente seria.  Quello con le case editrici e le distributrici è un lavoro che richiede tempo. Qualche piccola casa editrice ci permette di avere il “conto vendita”, che per noi è più vantaggioso che non pagare tutto l’ordine. Con le case editrici spagnole che pubblicano autori italiani, invece, si è instaurato un ottimo rapporto. Le case editrici spagnole ci conoscono e ci apprezzano perché sanno che facciamo un lavoro molto importante di diffusione della cultura.

Redazione Madrid

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