Dal Programma Alimentare Mondiale un forte appello ai governi: più risorse contro la malnutrizione, stop agli ostacoli burocratici e agli interessi che impediscono gli aiuti umanitari
MADRID. – La lotta contro la fame deve tornare al centro dell’agenda internazionale. È questo il messaggio lanciato da Papa Leone durante la sua visita alla sede romana del Programma Alimentare Mondiale (Pam), dove ha rivolto un appello ai governi affinché rafforzino il proprio impegno contro una delle più gravi emergenze del nostro tempo.
Davanti all’assemblea plenaria dell’organizzazione delle Nazioni Unite, il Pontefice ha chiesto di aumentare le risorse destinate agli interventi umanitari, eliminare gli ostacoli che rallentano gli aiuti e rilanciare la cooperazione multilaterale in un mondo segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e crescenti disuguaglianze.
Un mondo sempre più fragile
Nel suo discorso, Leone ha descritto un contesto internazionale profondamente cambiato rispetto al passato. Le crisi non sono più eventi temporanei, ma situazioni permanenti alimentate da guerre prolungate, instabilità economica, cambiamenti climatici e insicurezza alimentare cronica.
«Oggi le crisi si sono trasformate da eventi isolati in realtà persistenti», ha osservato il Pontefice, sottolineando come l’azione umanitaria sia spesso rallentata da procedure burocratiche eccessivamente complesse, mentre l’accesso ai beni essenziali continua a essere influenzato da interessi economici e strategici.
Secondo il Papa, il rischio è che milioni di persone diventino “invisibili” semplicemente perché non rappresentano un valore economico misurabile.
“La vita umana non è una merce”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato la denuncia della crescente “mercificazione della vita umana”.
Per Leone, beni fondamentali come il cibo, l’acqua e l’assistenza sanitaria non possono essere considerati semplici prodotti regolati dalle leggi del mercato o condizionati dagli equilibri geopolitici.
Il Pontefice ha parlato di una progressiva burocratizzazione della solidarietà, denunciando il divario tra le dichiarazioni di principio e le scelte concrete dei governi. Se da un lato la comunità internazionale riconosce l’importanza degli aiuti umanitari, dall’altro essi finiscono spesso in secondo piano rispetto ad altre priorità politiche ed economiche.
Da qui l’invito a recuperare una visione etica capace di mettere realmente al centro la dignità della persona.
La fame alimenta guerre e migrazioni
Leone ha ricordato come la fame non rappresenti soltanto una tragedia umanitaria, ma costituisca anche un potente fattore di instabilità internazionale.
La malnutrizione, infatti, erode la coesione sociale, favorisce l’insorgere dei conflitti, alimenta le migrazioni forzate e indebolisce le istituzioni degli Stati più fragili, compromettendone la capacità di garantire servizi essenziali come istruzione, sanità e sviluppo economico.
Un circolo vizioso che, ha spiegato il Papa, finisce inevitabilmente per avere conseguenze sull’intera comunità internazionale.
Cooperazione internazionale e meno ostacoli agli aiuti
Nel suo intervento il Pontefice ha rilanciato con forza il valore del multilateralismo.
«Nessun singolo Stato può affrontare da solo le sfide globali», ha affermato, osservando come il sistema internazionale stia attraversando una fase di crescente frammentazione, caratterizzata da un “multipolarismo disordinato e conflittuale” nel quale prevalgono diffidenza e interessi contrapposti.
Leone ha quindi chiesto ai governi di rimuovere gli ostacoli politici, ideologici e burocratici che impediscono agli aiuti umanitari di raggiungere rapidamente le popolazioni colpite da guerre e calamità.
Richiamando un passaggio pronunciato dieci anni fa da Papa Francesco durante la sua visita al Pam, ha osservato con amarezza come, mentre gli aiuti vengono rallentati da procedure amministrative, barriere doganali e contrapposizioni politiche, «le armi non incontrano gli stessi ostacoli».
Un appello ai governi del mondo
In conclusione della visita, Leone ha rivolto un appello diretto ai responsabili politici.
«Desidero rivolgere un appello ai governi e ai popoli del mondo affinché rinnovino e rafforzino il loro impegno, aumentino le risorse destinate alla lotta contro la fame e le sue cause profonde e rimuovano gli ostacoli che impediscono agli aiuti di raggiungere chi ne ha bisogno.»
Il Papa ha inoltre espresso gratitudine al Programma Alimentare Mondiale, che da oltre sessant’anni opera nelle emergenze umanitarie in tutto il mondo, salvando milioni di vite attraverso la distribuzione di aiuti alimentari e il sostegno alle popolazioni colpite da guerre e calamità naturali.
L’incontro con i ragazzi: “Non lasciate che il GPS pensi per voi”
Prima della visita al Pam, Leone aveva incontrato i bambini e i ragazzi del centro estivo “Estate Ragazzi in Vaticano”, regalando anche un momento più leggero.
Raccontando alcuni episodi personali, il Pontefice ha spiegato di essere stato più volte tradito dal navigatore satellitare durante i suoi viaggi, invitando i giovani a non dipendere eccessivamente dalla tecnologia.
«È molto meglio imparare a pensare con la propria testa», ha detto, sottolineando che gli strumenti digitali possono essere utili, ma non devono sostituire il senso critico, la preparazione e la capacità di affrontare gli imprevisti.
(Redazione)
