Piano City Madrid presenta la quinta edizione: la musica esce dai luoghi tradizionali e attraversa la città

La locandina dell'evento Piano City Madrid.

Dal 26 al 28 giugno, la capitale spagnola ospiterà una nuova edizione del festival nato in Italia. Tra le sedi anche l’Istituto Italiano di Cultura, nel Palacio de Abrantes. 


MADRID – La quinta edizione di Piano City Madrid è stata presentata all’Istituto Italiano di Cultura, nel Palacio de Abrantes, sede storica della presenza culturale italiana nella capitale spagnola. Il festival, in programma dal 26 al 28 giugno, porterà ancora una volta il pianoforte fuori dai luoghi tradizionali della musica, trasformando Madrid in un grande scenario aperto alla città. 

Alla conferenza stampa hanno partecipato Elena Fontanella, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Giuseppe Buccino Grimaldi, ambasciatore d’Italia in Spagna, Carmelo Di Gennaro, direttore di Piano City Madrid, Mariangela Mollicone, Managing Director di Plenitude Renewables Spain, e Marta Rivera de la Cruz, delegata dell’area Cultura, Turismo e Sport del Comune di Madrid. A intervallare gli interventi, le esibizioni musicali dei pianisti Mario Fierro e Francisco Fierro, ambasciatori di Piano City Madrid 2026.

Aprendo l’incontro, Fontanella ha sottolineato il valore simbolico della presenza dell’Istituto Italiano di Cultura nel programma del festival. Piano City nasce in Italia, ma la sua presenza a Madrid ha ormai costruito un dialogo stabile con la città. In questo senso, il Palacio de Abrantes diventa una sede naturale per un evento che unisce radici italiane e vocazione internazionale. 

L’ambasciatore Buccino Grimaldi ha evidenziato come Piano City Madrid sia riuscito a consolidarsi nel panorama culturale madrileno attraverso una proposta inclusiva e aperta a linguaggi diversi. Secondo l’ambasciatore, l’edizione madrilena è particolarmente riuscita proprio perché contribuisce ad avvicinare musica, cultura e nuovi pubblici, trasformando l’evento in uno spazio di incontro tra mondi creativi e istituzioni internazionali. 

“L’Istituto Italiano di Cultura rappresenta un luogo della presenza italiana in Spagna”, ha ricordato, sottolineando come con Piano City questo spazio si apra ancora di più al tessuto culturale della città. Per l’ambasciatore, la cultura resta uno dei terreni più forti delle relazioni internazionali, capace di mettere in contatto persone, istituzioni e comunità attraverso linguaggi condivisi. 

A raccontare il senso del progetto è stato poi Carmelo Di Gennaro, direttore di Piano City Madrid ed ex direttore dell’Istituto Italiano di Cultura. Di Gennaro ha ricordato l’idea originaria del festival: portare la musica fuori dai luoghi tradizionali e farla dialogare con l’intera città. Madrid, in questa prospettiva, diventa non solo una città che ospita cultura, ma una città che la produce. 

Tra le novità e gli elementi centrali di questa edizione, Di Gennaro ha citato la presenza della musica in spazi sociali e non convenzionali, tra cui l’Ospedale La Paz. Un gesto che rafforza la dimensione inclusiva del festival, permettendo anche a chi non può spostarsi liberamente di incontrare la musica. “Siamo convinti che la musica sia uno strumento di benessere”, ha spiegato. 

La programmazione accoglierà stili diversi e collaborazioni internazionali. Tra queste, quella con l’Ambasciata argentina per il tango, ma anche con le ambasciate svizzera e portoghese. Al Conde Duque troverà spazio anche il formato dei duetti, con il pianoforte accompagnato da altri strumenti e linguaggi musicali. Tornerà inoltre il Premio Plenitude per giovani pianisti, giunto alla seconda edizione.

I “dùo arte” che si esibiranno preso l’auditorio Conde Duque

Mariangela Mollicone, Managing Director di Plenitude Renewables Spain, ha ribadito il sostegno dell’azienda a un progetto che condivide valori come cultura, qualità e diversità. Marta Rivera de la Cruz ha invece sottolineato come sempre più imprese mostrino sensibilità verso il mondo culturale, ricordando anche il legame di Madrid con altre città che ospitano Piano City, da Milano a Napoli, Palermo, Atene e Silicon Valley. 

La delegata alla Cultura ha insistito sul valore formativo e popolare dell’iniziativa: se anche un solo bambino, ascoltando un pianoforte per la prima volta, dovesse scoprire una passione destinata ad accompagnarlo nella vita, ha spiegato, allora l’evento avrebbe già avuto senso. 

In risposta a una nostra domanda , Elena Fontanella ha definito la partecipazione dell’Istituto Italiano di Cultura un passaggio naturale e importante, anche per far conoscere maggiormente il Palacio de Abrantes e aprirlo a un pubblico più ampio. Di Gennaro, invece, ha sottolineato che ogni Piano City riflette i talenti della città che lo ospita: per conoscere i giovani pianisti e la scena musicale madrilena, ha spiegato, bisogna venire al Piano City di Madrid. 

Il direttore ha inoltre evidenziato la collaborazione con il sistema di trasporto pubblico della città, elemento che permette di organizzare concerti in luoghi accessibili e collegati, favorendo la partecipazione del pubblico. Quanto all’apertura a nuovi stili musicali, Di Gennaro ha indicato un solo criterio: la qualità. Qualsiasi linguaggio può trovare spazio, purché risponda al livello artistico richiesto dal festival. 

Dal 26 al 28 giugno, dunque, Madrid si preparerà a diventare una città attraversata dal pianoforte: nei centri culturali, negli spazi istituzionali, nei luoghi sociali e nei punti di passaggio della vita urbana. Un festival nato in Italia, ma ormai pienamente inserito nella capitale spagnola, dove la musica diventa strumento di incontro, inclusione e diplomazia culturale. 

Lorenzo Barbieri 

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